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Arturo Issel
Fra le nebbie del passato

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    • I funebri del guerriero.
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I funebri del guerriero.

 

Echeggiarono allora accenti d'ira e, per parte delle donne, pianti e gemiti.

Una di queste, la vecchia Maia, inadre dell'estinto, si abbandonò alla disperazione, sparse di cenere le proprie chiome disciolte, e singhiozzò prostrata dinanzi al morto. "Nessuno ella diceva, era più gagliardo, più agile alla corsa, più valoroso di lui, e pure mi fu tolto!"

Gli uomini che avevano partecipato al corteo scavarono in mezzo alla grotta una piccola fossa e vi adagiarono la salma rannicchiata, accanto alla quale, secondo la tradizione avita, posero le armi e i trofei più cari al defunto. "Copriamo il guerriero, esclamarono, colla pelle dell'orso trafitto di sua mano, armiamolo dell'ascia tanto temuta dal nemico e del giavellotto che egli scagliava con sicurezza, e mai non fallì il bersaglio, sia profusa sul suo volto la tinta vivace di cui soleva ornarsi, acciocchè apparisca smagliante di rosso nel regno degli spiriti. Si provveda alla scorta per il lungo viaggio, colla selvaggina da lui preferita!"

Accumulata poca terra sull'avello, accesero sopra di esso un vivo fuoco, e vi misero ad arrostire le carni di un capretto per il pasto funebre.

Accoccolati intorno al sepolcro, i cavernicoli mangiarono avidamente; ma la madre del defunto seduta in disparte, col capo chino e il volto nascosto fra le mani, in atto di cupo dolore, non partecipò all'agape. Quando questo fu finito con copiose libazioni di cervogia, sorse Nasche il canuto, la cui fronte rugosa sembrava scolpita nel vecchio avorio, e, digrignando i denti, si fece ad imprecare contro lo straniero omicida e ad incitare i superstiti alla vendetta. Le sue parole fecero profonda impressione sugli astanti ed esaltarono i loro propositi bellicosi. Alcuni di essi, con piglio truce, brandivano le armi ed avrebbero agognato di affrontare immediatamente il nemico.

Il Cornei e Nida, seguirono il funebre corteo e parteciparono alla cerimonia dell'inumazione, fingendo di associarsi al comune cordoglio, mentre si compiacevano segretamente del caso che li aveva liberati da un implacabile nemico.

Frattanto vecchi e donne, ossequenti alle avite costumanze, si adunarono in un addentramento della grotta e illuminati da un tizzone ardente adempirono alle pratiche di un culto misterioso, procurando cosí di placare le divinità tutelari, certamente irritate contro i Sabazi, i quali trascuravano l'osservanza dei riti insegnati dai loro maggiori; non così i più giovani, che rimasero estranei a siffatte manifestazioni, sogghignando in atto di spregio. Sopra il tumulo continuava ad ardere il fuoco, necessario dicevano gli anziani, per allontanare gli spiriti maligni, utile ad ogni modo perchè non fosse profanato dai cani.

 

 




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