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Arturo Issel
Fra le nebbie del passato

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    • I traffici.
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I traffici.

 

Dopo la prima avvisaglia, sia perchè non disponessero di forze sufficienti, sia perchè ritenessero il momento poco opportuno per l'attuazione dei loro disegni, i Romani si allontanarono al di dei monti e si studiarono di calmare le apprensioni che la loro avanzata aveva provocati tra i Liguri. Questi, pronti all'allarme, e del pari a dimenticare il pericolo che non apparisse immediato, tornarono in breve alla pristina quiete e si dedicarono, gli uni alle consuete imprese venatorie, gli altri ai traffici e alla navigazione, che si praticavano in modi propriamente rudimentali. Di tali traffici porgerò un esempio tipico.

Mentre il mare è placidissimo e il cielo perfettamente sereno, di contro alla riva deserta che si estende a ponente di Varigotti, approdano due piccole navi greche, provenienti da Massilia, le quali già erano segnalate dagli uomini collocati in vedetta sulla vetta del monte Caprazoppa. Alcuni marinai scendono a terra e, dopo aver osservato i dintorni con fare guardingo, come di chi intuisca un pericolo, depositano a terra, sulla rena in piccoli cumuli, merci diverse, offerte a titolo di scambio agli abitanti del litorale: consistono in piccoli bronzi, specialmente fibule, spilloni, accette e pugnali, in grani d'ambra, e in pezzi di tessuti di vivi colori. I Greci ritornano poi a bordo, ma in prima avvertono del loro arrivo gli indigeni, con forte e misurato battere di mani, che si ode ad una certa distanza.

Trascorso breve tempo, e, mentre le navi sono mantenute mediante i remi in vicinanza della riva, sopraggiungono alcuni Sabazi, onusti delle proprie derrate, cioè: pelli, favi di miele, pani di cera, vasi colmi di idromele, selvaggina, e le abbandonano sulla spiaggia dopo aver ritirato gli oggetti loro destinati. Essi procedono poscia alla ripartizione di questi ultimi, che sembra malagevole e laboriosa, suscitando le proteste di coloro cui sembra di essere poco favoriti dalla permuta.

Una preziosa collana di ambra gialla del Baltico, chi sa per quali vicende venuta in possesso di quei trafficanti, è oggetto di ammirazione e di cupidigia, per la sua tinta vivace e le virtù prodigiose che le attribuiscono. Dopo lunghe contestazioni e laboriose transazioni, riesce al Cornei di farla sua, per adornarne il collo della Nida, la quale, nel ricevere l'ambito dono, non dissimula la propria allegrezza.

Allontanatisi i Liguri, i Greci discesero nuovamente a terra, per ritirare le derrate che loro spettavano, e le trasportarono a bordo delle proprie navi, mormorando perchè non le ritenevano adeguate alle merci offerte in cambio. Intanto, siccome il vento rinfrescava, si affrettarono ad alzar le vele e a salpare, per tentare in altri liti traffici più vantaggiosi. Saranno forse più fortunati presso i Genuati, i Tigulii e i Lunensi, verso i quali volgono le prore.

 

 




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