Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Gian Pietro Lucini
Le antitesi e le perversità

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

Seduzioni

 

Sei qui, tu bellissima trista?

Che vuoi col tuo fascino muto

continuo, insistente, sicuro?

Che vuoi col frusciarmi da torno,

col palpeggiarmi le spalle,

col porgermi le mani,

nuvola, fiato, spirito oscuro?

Mi passi davanti, mi provochi

ti vedo sorridere, oh cenere

candida, calda le labra incolori

dischiuse al sorriso, rappresa nell’angoli

o venere pallida estrema raggrumata nei canti sinuosi.

Hai di cenere il sangue e le lagrime.

 

Ed ho sulle gambe il tuo strascico.

E lungo, prolisso, infinito:

e me ne avvolgi le gambe.

È un velluto violaceo e bigio

tessuto di nuvola e fiato, di spirito oscuro,

te stessa, è la tua veste,

tu vivi la tua veste;

e mi fascia, mi assidera, mi ingloba con te.

 

Non parli, eloquentissima?

Chi mai ti ha udito un più non ti udrà!

Lo so, ma tu canti nell’anima

la tua imperiosa volontà.

Oh dolce, o completa, o sovrana,

tu che mi streghi e mi avvolgi

lembo del tuo velluto,

lembo dell’anima tua,

me tutto all’amplesso di cenere!

Oh, cenere, viole;

così l’autunno crogiola

dentro le nubi estreme

corone di verbene e cinerarie

soffuse nel cielo

speranze invocate di prossima notte profonda.

 

Sì, parla: accarezzami il fronte

lo senti che brucia al riflesso

del rosso pensiero che dentro fucina?

Lo senti parete di pelle, scatola d’osso battuto dal ritmo

del grande pensiero che afferra

l’universo intero,

un pugno di terra, il volo d’immensa libertà?

Carezzami, pure, qui, sopra alli occhi carezza!

Oh lunghe mani di cenere...

oh mani di velluto che non vedo,

come la bocca, come il tuo corpo;...

un alito di brezza mi rinfresca,

lo bevo dai pori sizienti,

lo inghiotto come assorbe

l’ultima luce il morente,...

vieni, sta qui, ho bisogno

è necessario che ti senta mia,…

mia, tuo, non so è necessario

parole... parole... parole

 

Sì, parlami almeno col gesto;

consigliami, spiega, domanda...

Ti sento, ti sento... t’ho in grembo;...

...no, sono in grembo io a te:

siamo leggeri, siamo come fiato:

mi porti, mi stringi in le pieghe

anch’io una piega dell’abito tuo

del lungo velluto di cenere,

o dolce, o bellissima trista;

abbracciami ancora, costringimi

con te, dentro di te...

Son io, sei tu, non è alcuno?…

Non so, sono giovine e vecchio

sto per morire e nascere...

soffoco, soffoco... e bene?

e poi... non so:... e chi sa?

 

Sì, parla col gesto di velo,

parla, consigliami, insegnami;

amami tanto e appassionatamente

da farmi male, da smemorarmi...

Tu sei, io non sono:... lo so...

Mi guardi, mi aspiri;... oh, piacere

cader dentro l’occhi tuoi, vivo

come dentro a uno stagno annegarmi.

Sì, sì, ma non più... oh bellissima.

E parla, sì, parla parole.

 

Ti odo: parole di cenere,

ti odo: una voce di bigio velluto.

È vero, hai ragione,... non puoi.

Ti sento nel cuor, nella gola; son io che parlo per te. - E bene, che vuoi? -

 

«Liberati alla fine

e libera con te chi ti ama e sofre

perché ti vede, impotente, sofrire.

Esula, esulta, e rompi fuori dalla prigione,

vola su in alto, va

ritrova in me la tua felicità.

- Le ceneri violacee,

la giornata indecisa nei crepuscoli, -

non è più giorno, non è ancora sera

son io, son qui, affidati al riposo

confidati, raffreddati, soggiaci

irrigidito, compreso, sereno

nella mia grigia immobilità.

Son io che vuoi, l’amante che non ti tradirà,

io che ti annullo, ti custodisco e t’insempro.

Niente nel sempiterno,

e Niente e Morto e Eterno,

piega della mia veste

velluto di cenere inutile

singulto, respiro, vagito, delirio:...

liberati alla fine,

libera li altri con te.

Su, dignitosamente, confonditi con me!»

 

Tu parli, tu parli parole...

Sì presto: sì guidami l’atto:

ricercami l’arme perfetta

di un colpo, e non sbagli? è per sempre?

Sì, sull’istante, ora...

Tu ghigni? ...Ti stridono i denti,

ti sguiscia nelli occhi una fiamma maligna:

no, no; non è vero tu sei

Sorella cadetta e peggiore di Vita;...

domani,... mai più...

Lo vedi, lo senti che ti ho indovinata...

tu menti, bellissima trista

tu menti e non è vero

ciò che mi vuoi far credere:

tu ghigni perversa assai più di lei

di chi mi fa vivere:

or ambo volete chiamarvi il riposo

la pace, l’amore, la felicità,

or ambo mentite!

Tu cortigiana ipocrita

m’invischii collo spalancar le porte,

divaricando le tende dell’alcova.

No, strega! il mio strazio

non può cessar colla Morte.

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License