| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Gian Pietro Lucini Le antitesi e le perversità IntraText CT - Lettura del testo |
Un Borghese
Ecco risplendon corazze e cimieri
in fondo della via, in questa dubia oscurità d’androni:
poi verran molti onesti alabardieri
dall’una man portando doppieri, dall’altra l’arme.
Una Ragazza
E in fondo?
Un Borghese
Dove?...Ah! Il Capitolo abbaziale in belle stole,
mitre e bastoni curvi ed ermellini.
Una Ragazza.
Rifioriscon gilii rose e viole
Un Borghese
Son ricchi assai di fiori di sete e di velluto.
Una Dispensatrice di fiori
Calici e petali lungo la via, armonia di colori e di profumi
vado spargendo perché verrà sul ghiaccio e nella neve:
oh, li olezzi invernali son più miti più leggiadri e squisiti,
Una Dama
Dalle secrete viole accompagnati
i pifferi sommessi intonano un concerto che non mi so spiegare:
sembra un riso di bimbo nella culla od un lamento, ma dolce,
ma lontano, ma benigno: tutto mi molce l’animo mio angustiato.
Un Barone
Una Dama
Al fantolin che nasce in un freddo presepe
Un Barone
Pensate ad altro; al giocondo festino
di domani.
Son pur lontani i dì del caldo sole, compare,
e le squillanti opere dell’incudine, ed il penar astruso se pur caro
dei nielli sopra le daghe forbite!
Ed a chi portan per le vie in pompa,
non sentito nel cuore un risveglio d’amore? Io sento, che passano
recando in trionfo, il figlio nostro benedetto.
Un Giudeo
Ehi, ehi, ridatemi il berretto,
un berretto di sciamito a punti d’oro, ehi, galantuomo, marrano!...
Un Impertinente
Portate panno giallo di Amsterdam, un’altra volta, bello caro alle forche.
Delle Voci
I lanzi, i lanzi! Rubacchioni, furboni. Guardate le coscie ragazzine.
Guardatevi la borsa.
Quella Ragazza
Ed il Bimbo?...
Quel Borghese
Più avanti, in un cestello di freschi
dentro candidi lini di bucato.
Un Pezzente
Quanta ricchezza sul suolo nevicato.
L’Araldo
Largo al corteo, buon Popolo di Fiandra!
Un Astrologo
Sarà la Salamandra accoppiata al Biscione
od il Leone col procace e cornuto Caprone?
O l’elettro all’argento? Un corno d’oro dentro le storte
io forse troverò domani all’alba. Oh felice mattina del tesoro!
Rialzate la cortina alla lettiga, bella Signora.
lo intravedo un giojello di volto tutto raccolto in teneri pensieri.
Beate cure! Porgetemi le mani, e sian sicure
le bianche dita tra le mie serrate. Udite il salmodiare:
giunge lento e cordiale ai motti d’amore, all’intenzioni
pure e serene, Signora. Or cantan tra le nubi a stuolo l’angiole:
ah, ma la vostra voce che non ho ancora udita è più che celestiale.
La Signora
Siete ardito perché son sola; ed importuno,
Delle Grida
Al fiume, al fiume ed al bitume bollente
questo giudeo. - Che c’è? - Che hanno fatto là giù? -
Del sangue? - Pace; passa la rosea pace, fantolino ridente
e penitente sulle vostre sciagure e sui delitti.
Una Fanciulla
Poco fa nel passar dei Derelitti vidi asciugarsi l’un l’altro le lagrime,
baciarsi sulle gote e piangere di gioja.
Il Pezzente
Dopo la grossa biada del convento. Eh! Vi son fiori commisti colla neve,
pure il vento è crudele alle mie lividure.
Un Bimbo
Veggo persone oscure passar davanti ai ceri, mamma.
La Mamma
Non guardarle: domani avran volti mutati
come snebbiati, calmi e sorridenti.
L’Araldo
Largo, largo buon Popolo di Fiandra.
Un Filosofo
Egli è tra i Due il Terzo nel Mistero;
nel trino aspetto dimostra carità,
quindi verrà sacrificato spargendo lagrime e sangue
per chi langue ed ancor non lo comprende...
Voi, bella mia, vezzeggiate dietro alle tende...
Il Filosofo
...ed allora d’un nucleolo e capire
dentro a un severo giro di frasi,
e si crede per cuore quant’era facile alla coscienza d’amare.
Il Borghese
Ecco il Capitolo è svoltato: entrano le bandiere
nelle severe ogive della basilica. Odi l’organo!...
La Ragazza
Il Borghese
Che folla! Umana siepe fa il popolo
da torno all’adorno corteggio.
La Ragazza
Ecco un seggio: e vi siede?...
Il Borghese
Un gran Signore.
Il Pezzente
Dai lucidi arabeschi, dalle collane d’oro, dalle ingemmate dita
e dalla cagna preferita ai piedi accovacciata che si lascia portare come il padrone
da livreati cialtroni di staffieri, non vivremmo noi tutti in letizia?
Le graziose, le belle, in tutte l’ore,
festevoli alla danza, le profumate,
cinte di preziose rarità, incanto del cervello
e tormento del cuore, dispensatrici di bianchi favori
favori di sangue e di carne, le Cortigiane!
E sotto al velo come male si cela lo sguardo irrequieto,
e come punge fuori e come indaga alla bracchetta e al gruzzolo;
se prende l’uzzolo d’una proficua notte, le Cortigiane!
E nel pio seguitar la comitiva, oh non danzano ancora
muovendo l’anche, muovendo il ventre, le Cortigiane.
Dei Vecchi
Zitti, zitti, a corteo si va con pie intenzioni!
Questi vecchi cialtroni catarrosi!
L’Araldo
Largo, largo buon Popolo di Fiandra!
Il Borghese
I Consiglieri. Li Scaccini e il Prevosto, e tra li Arcieri il Boja.
La Ragazza
Quanti fior’, quanti lumi, quante perle.
Un Giovane ancora
Delle fanciulle in vesti lilliali sembran stelle a vederle
Le Cortigiane
Api dorate in fondo al mel del bacio
conserviamo un veleno; pure un sereno
incantamento sgorgan le pupille.
Van dalle armille cupree scintille,
e dalli anelli con i giojelli della notte impende
corruschii alle fiamme. Amiamo il vino
ed i liquori fervidi ai cuori della spumante e vaga gioventù,
sopra a letti di rose accogliam le carezze saporose...
Un Hidalgo
Fate largo villani, io discendo dal Cid.
Il Pezzente
Un regolo di ferro catalano tra le costole nobili al Signore!
Zitti! - Passa il portento - voi profumate di [...] e d’ambre fini - O beate le coltrici che vi copron ragazza e vi sorvegliano lungo la notte e i sogni! - Ah! Ah! -Signor!…- Lanzo briaco! - Il vino è meglio assai della birra: il temporale dello scorso ottobre l’ha guastata alquanto - Oh desiderii al cuor che non si placa e tenta l’infinito – Passa, passa di tra le torcie, dorme, e un angiolo tra il verde, e in paradiso, passa, nel viso ha la sovranità del mondo! -Gesù, Cristo! –
La Mamma
Occhi di cielo in gran serenità,
bocca scarlatta in tutta maestà,
volto divino, e bionda umanità!
Ho paura del fascino insistente
che emana questa carne fatta simbolo!
Il Bambino
Mamma, il fratello Gesù ha vicino
Il Filosofo
Or sta tra l’animali in compagnia, similitudine
della veniente e pia sublime carità.
La congiunzione tra il caldo e l’umido:
questo ci esprime la figurazione della coppa d’argento
piena d’acqua cui un serpente attorce.
E il sangue d’un bambino tra l’azzurre pietre d’un mar lontano,
le corna di narvali e tre penne di stridule civette,
dentro alle storte fumano, bruciano e danno...
Che danno? Ah! ah! Una pepita d’oro dentro al fegato
Il Borghese
Santo, santo pel cuore e per la mente,
santo, figliuola, questo arcano passare.
La Ragazza
E il riso della bocca piccolina!
La Folla
Passa, passa, li angioli cantano a stuolo dentro l’aria che trema,
Noi distendiamo l’ali tra le Stelle
silenziose enigmatiche sorelle,
e diamo il canto alla Natività.
Noi siamo i Demones
Siam l’ideali forme della mente
uscite fuor pei Cieli a proclamare
e senza ambagi incondizionatamente
La Terra tutta candida raccoglie
il lievito dell’anima cenerita
dà fiori e frutti all’azione sperata
senza timore diamo pegno di pace
colla destra impellente: l’odio si tace,
fugge lontano dentro le tenebre.
Il guardo afferra nuove luci e attende
sul cammino, pel tempo che verrà
L’Umili son predestinati al fatto
dell’eterno a venire;
freme il sentire nuovo alla coscienza
e volgon là sicuri forti e senza titubar nel cammino.
Rosso rubino della cinta, sopra la Povertà
distilla una Virtù per il ben fare:
poi che nello sperare e nel sofrire