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Gian Pietro Lucini
Le antitesi e le perversità

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Narcisa

«Così, molti hanno veduto la loro imagine riflessa nelle acque, e se ne meravigliarono e se ne spaurirono: essi  hanno creduto che l’acqua producesse, taumaturgicamente, de’ prodigi infernali e temettero loro stessi».

 

OLDRADO, Quelli che verranno dopo

 

Intimo fonte e gajo i miraggi del bosco accomuna

sopra al mobile specchio, occhio del prato,

sinceramente,

e sta:

 

acqua cangiante e serica, riflettonsi le ale vaganti

di smaragdini uccelli intenti ai pesci,

cupidamente,

e freme

 

al tuffarsi del rostro goloso alle prede guizzanti;

acqua, fresco riposo, tra i fruscii,

lungo le rive

amiche.

 

Ma il fiore imperiale, che inchinasi e attinge alle linfe,

ecco: Narcisa ignuda e curiosa,

sporta sul margine,

sdrajata.

 

- «Vedi nei cerchi d’oro, contempli l’imagine tua

riflessa e voluttuosa nell’ambigua

coscienza equorea

immersa?

 

Vedi, Narcisa, i petali porpurei e ridenti del labro,

e vedi le viole intenerite

delle pupille

assorte

 

Fragile e bianca forma accarezzi, coll’occhio, l’incanto

del volto rivelatosi ad un tratto;

un nuovo fascino

ti prende,

 

vinta dalla lusinga dell’amare te stessa in un fluido

venire e comparire come fa il fonte.

Sogni lontani;

vicina

 

aspettazione al bacio. E i dorati capelli t’intessono

lunghi, dal fronte, all’acque, un lieve velo

profluso e serico:

e l’iridi

 

guardan di sotto al velo il sogno umanato compreso

nell’imagine tua; poi che il tuo bacio

dal rispecchiato

sorriso

 

ti sale in bocca. Bevi! Valgati il bacio liquido,

per l’arsura amorosa di te stessa,

balsamo dolce;

e valgati

 

il prezioso assorbirti ad estinguere la febre anormale.

Odi, di tra le frappe, i Satirelli

frusciare e ridere:

attendi:

 

odi la nota voce del Pastore a cantar il tuo nome:

- «Narcisa come un fior se stessa porge

all’acque limpide,

inganno

 

nella passione morbida: Narcisa protesa sul margine -

Ma tra il canneto rado, in molli curve,

passano l’ali

ironiche

 

dei pescatori uccelli e le canne continuan li steli

estremi a lineare, dentro all’acque,

l’intrico verde

al volto.

 

Oh ...il volto di Narcisa che beve bellezza a piacere!

Sacra fontana, il fior più vivo pende

sulla tua riva

e sta.




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