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| Gian Pietro Lucini Le antitesi e le perversità IntraText CT - Lettura del testo |
immo fellat.»
Nessun, per certo, né ricco, né povero,
in tutta la Città si può vantare
d’aver gustato alli acini maturi
della attorcente Ampelide.
Tutti i golosi stan di sotto al ceppo,
l’abbracciano al pedagno e si graffian le mani.
Ma la grappa, che impende, non dechina.
«Così casta è costei?» chiedo stupito.
«Ricusa il sesso, ma ti appresta la bocca».