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| Gian Pietro Lucini Le antitesi e le perversità IntraText CT - Lettura del testo |
Nude in tutto e senza schermo
combattiam per la bellezza,
al Dio d’Amore
in offerta noi stesse e al suo fervore.
Nude a fatto e senza velo
diam la ginnica tenzone,
ed al piacer,
l’intimo e rugiadoso nostro fiore.
A me, a te, per tutti!
Nell’incanto del nobile splendor de’ nostri corpi
Ginnasiarche e Palestrite,
dalle sponde d’Alfeo a paragone
quindi all’altre di Dite
incruente, benigne e sapienti
invochiam l’Aphrodite colla nostra canzone.
Nude, monde, agili al giuoco,
porpuree come il fuoco,
bianche come la neve,
mobili come l’acqua
e ferme come il pario;
nude, monde, ardite e destre
impalmiam le sinistre colle destre
e danziam la Collana.