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| Gian Pietro Lucini Le antitesi e le perversità IntraText CT - Lettura del testo |
Ti prego; afferra a volo
il Pomo che ti getto;
nascondilo, in seno, gelosa.
Ti porta me stesso nel grembo;
aprilo; troverai tutta l’anima mia,
in due sole parole;
leggimi, riconoscimi.
Tu mi ricusi? Sta bene.
Il Pomo si è ammaccato
cadendoti ai piedi:
s’illividisce già;
presto supporerà, fradicio, nero.
Rifletti; stai per essere simile a questo frutto:
ti basta una caduta
nel fango della via denso e tenace:
ne covi già il veleno,
e te ne invoglia la nostalgia;
poi, lubrico, dentro, ti roderà il verme
espresso in virulenta malvagità.