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| Gian Pietro Lucini Le antitesi e le perversità IntraText CT - Lettura del testo |
«Tam casta est, rogo Thais?
immo fellat.»
MARTIALIS, Lib. IV, Ep. 85
Nessun, per certo, né ricco, né povero,
in tutta la Città si può vantare
d’aver gustato alli acini maturi
della attorcente Ampelide.
Tutti i golosi stan di sotto al ceppo,
l’abbracciano al pedagno e si graffian le mani.
Ma la grappa, che impende, non dechina.
«Così casta è costei?» chiedo stupito.
«Ricusa il sesso, ma ti appresta la bocca».