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Ludovico Ariosto
Il negromante

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ATTO SECONDO.

SCENA. Prima.

Cynthio giovane. Themolo famiglio.

 

CYN. Themolo; che ti par di questo Fisico;

  O Negromante, ò che si sia. TH. Lo giudico

  Una Volpe padron piena d'astutia.

CYN. Volpe no: si ben cauto. TH. Che scientia

  Sa egli piu? CYN. Ti so dir: ch'è dottissimo

  In tutto, a fatto: pur de l'arte Magica

  Sa cio, che puo sapersi: e voglio credere

  Che tutt'il mondo altro suo par non habbia.

[pag. 21] TH. Che ne sai tu. CYN. Cose strane e mirabili

  Me n'ha detto il famiglio suo. TH. Deh Cynthio

  Fanne a me anchor, se Dio t'aiuti, gratia.

CYN. Mi dice; ch'a sua posta fa risplendere

  La notte, e 'l di oscurarsi. TH. Anch'io so simile

  Cotesta fare. CYN. Come? TH. Se accendere

  La notte andro un lume, e il giorno a chiudere

  Le finestre. CYN. Deh pecorone: dicoti,

  Che estingue il sol per tutt'il mondo; e splendida

  Fa la notte per tutto. TH. Dar salario

  Que, c'hanno ulive, & apigli dovrebbono.

CYN. Perche. TH. Perche calare il prezzo crescere;

  Quando gli piace, può alla cera e a l'olio.

  Hor sa far altro. CYN. Fa la terra muovere;

  Sempre che 'l vuol. TH. Anch'io tal volta muovila;

  S'io metto al fuoco, o ne levo la pentola.

CYN. Te ne fai beffe? e ti par d'udir favole,

  Hor che dirai di questo; che invisibile

  Va quando vuol? TH. L'hai tu veduto. CYN. Bestia,

  Come si può veder; se va invisibile?

TH. Che altro sa far. CYN. De le donne e de li uomini,

  Quando gli par, sa trasformare in varij

  Animali e volatili, e quadrupedi.

TH. Si vede far tutto , ne miracolo

  E cotesto. CYN. ù si vede far? TH. Nel populo

  Nostro. Si fa in ogni Città d'Italia.

CYN. E come? TH. Non hai tu veduto subito;

  Ch'un posto che sia sopra la vittoria,

  O sia essattor delle gabelle, o Iudice,

  O notaio, o che paghi gli stipendij;

[pag. 22]   Lasciar' humana forma tutta, e prendela

  O di Lupo, o di Volpe, o di alcun Nibbio?

CYN. Cotesto è vero. TH. Quando uno d'ignobile

  Grado vien consigliero o secretario,

  O che di commandar a glialtri ha officio,

  Non è ver anche, che diventa un Asino.

CYN. Verissimo. TH. Di molti, che diventano

  Bechi vuo tacer. CYN. Cotesta è Themolo

  Vna cattiva lingua. TH. Lingua pessima

  E cotesta; che sogni, e fole recita

  Per cose vere. CYN. Dunque non voi credere;

  Che costui faccia tali esperientie?

  TH. Anzi, che di maggior ne faccia credere

  Ti voglio; quando con parole semplici,

  Senza un'effetto dimostrarne minimo,

  Puo tuor di mano al tuo vecchio avarissimo;

  Quando danari, quando robba, Hor, ch'essere

  Puo di quest'altra cosa piu mirabile.

CYN. Cianci pur' ne rispondi à proposito.

TH. Parlami cose vere; che si possino

  Credere almeno; e come e convenevole,

  Risponderotti. CYN. Dimmi questo: creditù;

  Che costui gran maestro sia di Magica.

TH. Ch'egli sia Mago, & eccellente possoti

  Credere; ma che farse li miracoli

  Possa, che tu mi di per arte Magica?

  Non credero. CYN. La poca esperientia;

  C'hai del mondo, n'è causa. Dimmi: creditù

  Che possa un mago far cosa mirabili?

TH. Si: ma non gia; che l'huom facci invisibile,

[pag. 23]   O che lo facci trasformare in bestia,

  O tai cose, ch'appena crederebbono

  Li fanciulli. CYN. Ostinato in l'ignorantia

  Tua sei. Confessarammi almen ch'i spiriti

  Si possin scongiurarsi, che rispondino

  Le cose, che da lor cerchi d'intendere.

TH. Di questi spirti, à dirti il ver, pochissimo

  Per me mi crederei: ma gli grandi huomini,

  E Principi, e Prelati; che vi credono,

  Fan che vi credo anch'io. CYN. Hor Concedemi

  Questo; mi poi similmente concedere,

  Ch'io sono il più infelice & il più misero

  Ch'oggi si trovi al mondo. TH. Come? Seguita.

CYN. Se costui vien' a scongiurar li spiriti;

  Non sapra che ne infermo son, ne debole

  Com'io m'infingo; e la cagion del fingere

  Non sapra egli anchor; che cosi studio

  Levar da me la figliuola d'Abondio;

  Et che mia moglie è Lavinia? e sapendolo,

  Et al mio vecchio insieme referendolo;

  A che termini son' io? TH. Certo; ch'a pessimo.

  Vuo, ch'io te dica una cosa; che surgere

  Mi sento in capo, che ti sia forse utile?

CYN. Di pur. TH. Mi par che costui sia molt'avido

  Di guadagnar assai. CYN. Son del medesimo

  Parer anch'io. Che piú? TH. Dunque cert'essere

  Dei; che più volentier si vorrà apprendere

  A quaranta, ch'a venti. CYN. L'ho certissimo.

TH Il vecchio gli ha promesso; se te libera;

  Di donar venti scudi; forse trattone

[pag. 24]   Le spese. CYN. Segui pur. TH. Va tu, e ritrovalo;

  E falli tutto il tuo pensier intendere:

  E falli insieme un'offerta magnanima

  Di quaranta fiorini, e che facci opera,

  Che si disciolga questo sponsalitio.

  CYN. Ma da chi trouare quaranta lire;

  Non che fiorini à questo tempo? TH. Parlane

  Con Nanna tua, e con Cambio; che le trovino.

CYN. Il medesimo modo havranno anch'eglino.

TH. Accio che questo effetto che piu d'utile

  Sarrebbe a lei, ch'a te, segua; certissìmo

  Mi rendo, che poran suibit'in vendita

  Et con le letta, e con le masseritie,

  E con cio c'hanno in casa dove, c'habitano.

CYN. Il tuo ricordo non mi spiace: Hor vedi se

  Cambio c'è; ch'io vo seco consigliarmene;

  Ne prima ch'io m'intenda del suo inditio;

  Col Negromante, ne con altri movere

  Ne vo parola. E in casa? TH. Non c'è: dicono,

  Ch'è andato in piazza. CYN. Andato in piazza? Andiamone

  Noi anchora a trovarlo. TH. È questo il giovane;

  Quello, che t'ha racconto li miracoli

  Del Negromant? CYN. E d'esso. TH. O dio; com'essere

  Deve buggiardo. CYN. Buggiardo io nol giudico;

  Ma te ben ho stimato, e stimo incredulo.

TH. Hor andiam' pur. Cotesto non è articolo.

  Che non credendo, io sia stimato heretico.

 

 




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