| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Ludovico Ariosto Il negromante IntraText CT - Lettura del testo |
Cynthio giovane. Themolo famiglio.
CYN. Themolo; che ti par di questo Fisico;
O Negromante, ò che si sia. TH. Lo giudico
Una Volpe padron piena d'astutia.
CYN. Volpe no: si ben cauto. TH. Che scientia
Sa egli piu? CYN. Ti so dir: ch'è dottissimo
In tutto, a fatto: pur de l'arte Magica
Sa cio, che puo sapersi: e voglio credere
Che tutt'il mondo altro suo par non habbia.
[pag. 21] TH. Che ne sai tu. CYN. Cose strane e mirabili
Me n'ha detto il famiglio suo. TH. Deh Cynthio
Fanne a me anchor, se Dio t'aiuti, gratia.
CYN. Mi dice; ch'a sua posta fa risplendere
La notte, e 'l di oscurarsi. TH. Anch'io so simile
Cotesta fare. CYN. Come? TH. Se accendere
La notte andro un lume, e il giorno a chiudere
Le finestre. CYN. Deh pecorone: dicoti,
Che estingue il sol per tutt'il mondo; e splendida
Fa la notte per tutto. TH. Dar salario
Que, c'hanno ulive, & apigli dovrebbono.
CYN. Perche. TH. Perche calare il prezzo crescere;
Quando gli piace, può alla cera e a l'olio.
Hor sa far altro. CYN. Fa la terra muovere;
Sempre che 'l vuol. TH. Anch'io tal volta muovila;
S'io metto al fuoco, o ne levo la pentola.
CYN. Te ne fai beffe? e ti par d'udir favole,
Hor che dirai di questo; che invisibile
Va quando vuol? TH. L'hai tu veduto. CYN. Bestia,
Come si può veder; se va invisibile?
TH. Che altro sa far. CYN. De le donne e de li uomini,
Quando gli par, sa trasformare in varij
Animali e volatili, e quadrupedi.
TH. Si vede far tutto dì, ne miracolo
E cotesto. CYN. ù si vede far? TH. Nel populo
Nostro. Si fa in ogni Città d'Italia.
CYN. E come? TH. Non hai tu veduto subito;
Ch'un posto che sia sopra la vittoria,
O sia essattor delle gabelle, o Iudice,
O notaio, o che paghi gli stipendij;
[pag. 22] Lasciar' humana forma tutta, e prendela
O di Lupo, o di Volpe, o di alcun Nibbio?
CYN. Cotesto è vero. TH. Quando uno d'ignobile
Grado vien consigliero o secretario,
O che di commandar a glialtri ha officio,
Non è ver anche, che diventa un Asino.
CYN. Verissimo. TH. Di molti, che diventano
Bechi vuo tacer. CYN. Cotesta è Themolo
Vna cattiva lingua. TH. Lingua pessima
E cotesta; che sogni, e fole recita
Per cose vere. CYN. Dunque non voi credere;
Che costui faccia tali esperientie?
TH. Anzi, che di maggior ne faccia credere
Ti voglio; quando con parole semplici,
Senza un'effetto dimostrarne minimo,
Puo tuor di mano al tuo vecchio avarissimo;
Quando danari, quando robba, Hor, ch'essere
Puo di quest'altra cosa piu mirabile.
CYN. Cianci pur' ne rispondi à proposito.
TH. Parlami cose vere; che si possino
Credere almeno; e come e convenevole,
Risponderotti. CYN. Dimmi questo: creditù;
Che costui gran maestro sia di Magica.
TH. Ch'egli sia Mago, & eccellente possoti
Credere; ma che farse li miracoli
Possa, che tu mi di per arte Magica?
Non credero. CYN. La poca esperientia;
C'hai del mondo, n'è causa. Dimmi: creditù
Che possa un mago far cosa mirabili?
TH. Si: ma non gia; che l'huom facci invisibile,
[pag. 23] O che lo facci trasformare in bestia,
O tai cose, ch'appena crederebbono
Li fanciulli. CYN. Ostinato in l'ignorantia
Tua sei. Confessarammi almen ch'i spiriti
Si possin scongiurarsi, che rispondino
Le cose, che da lor cerchi d'intendere.
TH. Di questi spirti, à dirti il ver, pochissimo
Per me mi crederei: ma gli grandi huomini,
E Principi, e Prelati; che vi credono,
Fan che vi credo anch'io. CYN. Hor Concedemi
Questo; mi poi similmente concedere,
Ch'io sono il più infelice & il più misero
Ch'oggi si trovi al mondo. TH. Come? Seguita.
CYN. Se costui vien' a scongiurar li spiriti;
Non sapra che ne infermo son, ne debole
Com'io m'infingo; e la cagion del fingere
Non sapra egli anchor; che cosi studio
Levar da me la figliuola d'Abondio;
Et che mia moglie è Lavinia? e sapendolo,
Et al mio vecchio insieme referendolo;
A che termini son' io? TH. Certo; ch'a pessimo.
Vuo, ch'io te dica una cosa; che surgere
Mi sento in capo, che ti sia forse utile?
CYN. Di pur. TH. Mi par che costui sia molt'avido
Di guadagnar assai. CYN. Son del medesimo
Parer anch'io. Che piú? TH. Dunque cert'essere
Dei; che più volentier si vorrà apprendere
A quaranta, ch'a venti. CYN. L'ho certissimo.
TH Il vecchio gli ha promesso; se te libera;
Di donar venti scudi; forse trattone
[pag. 24] Le spese. CYN. Segui pur. TH. Va tu, e ritrovalo;
E falli tutto il tuo pensier intendere:
E falli insieme un'offerta magnanima
Di quaranta fiorini, e che facci opera,
Che si disciolga questo sponsalitio.
CYN. Ma da chi trouare quaranta lire;
Non che fiorini à questo tempo? TH. Parlane
Con Nanna tua, e con Cambio; che le trovino.
CYN. Il medesimo modo havranno anch'eglino.
TH. Accio che questo effetto che piu d'utile
Sarrebbe a lei, ch'a te, segua; certissìmo
Mi rendo, che poran suibit'in vendita
Et con le letta, e con le masseritie,
E con cio c'hanno in casa dove, c'habitano.
CYN. Il tuo ricordo non mi spiace: Hor vedi se
Cambio c'è; ch'io vo seco consigliarmene;
Ne prima ch'io m'intenda del suo inditio;
Col Negromante, ne con altri movere
Ne vo parola. E in casa? TH. Non c'è: dicono,
Ch'è andato in piazza. CYN. Andato in piazza? Andiamone
Noi anchora a trovarlo. TH. È questo il giovane;
Quello, che t'ha racconto li miracoli
Del Negromant? CYN. E d'esso. TH. O dio; com'essere
Deve buggiardo. CYN. Buggiardo io nol giudico;
Ma te ben ho stimato, e stimo incredulo.
TH. Hor andiam' pur. Cotesto non è articolo.
Che non credendo, io sia stimato heretico.