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| Ludovico Ariosto Il negromante IntraText CT - Lettura del testo |
Per certo questa è pur gran confidentia;
[pag. 25] Che mastro Lachellin ha in se medesimo;
Che leggere sapendo appena, e scrivere,
Faccia professione di Philosopho,
D'alchimista, di Medico, di Astrologo,
Di Mago, & di scongiurator' de spiriti;
E sa di queste, e de l'altre scientie
(Benche si faccia nominar il Fisico)
Che sa l'Asino, el Bue di sonar gli organi:
Ma con un viso, piu di un' marmo immobile
Ciancia, e menzogna, e non con altr'industria
Aggira, & avvilupa il capo, a gl'huomeni;
E gode, e fa goder a me; aiutandoci
La sciochezza, c'ha il mondo in abundantia;
L'altrui ricchezze. Andiamo come Cingheri
Di paese in paese, e le vestigie
Dovunque e passa, sempre di lui restano,
Come de la lumaca; o per piu simile
Comparatione del fuoco, o del fulmine
Sì, che di terra in terra per nascondersi
Si muta nome; e si fa d'altra patria
Si chiama hor Pietro, hor Giovanni, hor di Gretia
Hor d'Egitto, hor d'altro paese fingesi.
È giudeo veramente, e per origine
Di quei, che fur cacciati di Castilia.
Sarebbe lungo a contar; quanti nobili,
Quanti Plebei, quante Donne, quant' huomini
Ha giuntati, e rubbati; quante povere
Case lasciate; quante di adulterij
Contaminate; hor mostrando che gravide
Volessi far le maritate sterili;
[pag. 26] Hor le suppositioni, hor le discordie
Spegner, che tra mariti e moglie nascono:
Hor empie questo gentil'huomo, e beccalo
Meglio, che mai sparvier facessi Passera.