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| Ludovico Ariosto Il negromante IntraText CT - Lettura del testo |
Confortati figliuola: che rimedio,
Fuor ch'al morire, ad ogni cosa trovano
Le savie donne. Hor sta con Dio. Ah miseria
Humana, a quanti strani, a quanti insoliti
Casi è soggetto questo nostro vivere
FAN. In fe di Dio, che tor non si dovriano
Se non a pruova li mariti. MAD. Ah bestia.
FAN. Che bestia: Io dico il vero. Tu non comperi
Cosa, che prima to non la consideri
Dentr'e di fuor' piu volte. Se in un semplice
Fascio ti metti il tuo danaio a spendere,
Diece fiate a riguardarlo e vedere
Per man' ti torni: & abbarlume glihuomini
Si torrano: che tanto ne bisognano.
MAD. Credo, che sie imbriaca. FAN. Anzi pue ebbria
Giamai non fui, e ne conobbi una savia
[pag. 34] Gia mia vicina; che si tenne un giovane
Ogni notte nel letto, piu di tredici
mesi, e vi fece ogni pruova possibile.
& poi ch'a tal mestier lo trovò idoneo,
Per marito lo diede ad una sua filia;
ch'unica havea. MAD. Taci porca, e vergognati.
FAN. Dunque io mi debbo vergognare a dirtene
La verità? S'ancora la esperientia
Ne ha fatto tanti dì tua figlia; lascialo
Provar a me, s'io il provo far giudicio
Sapro, s'accontentar se ne hara Emilia.
MAD. O brutta dishonesta e trista femina
sera la bocca un tuo mal punto e seguimi.