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Ludovico Ariosto
Il negromante

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SCENA II.

Fisico, Cynthio.

 

FI. Cynthio renditi certo; che narratomi

  Alcuna cosa non m'hai, che benissimo

  Io non sapessi prima; e se i rimedij

  Ben mostrava di farti, ch'esser sogliono

  Salutiferi, a chi fusse al servitio

  De le donne impotente; per cio a credere

  Che n'hauessi bisogno non mi havevono

[pag. 36]   Tue fittioni indotto; anzi dolutomi

  De li tuoi affanni, e compassion havevoti:

  E ben che tu non mi pregassi; ogn'opera

  Mia è però fin qui stata favorevole

  Assai piu alla tua voglia, che contraria.

CYN. Maestro; se per adietro m'hai fatt'utile,

  Te ne son' obligato, & in perpetuo

  Esser ti voglio: e se non pregandoti,

  Ne riconoscend'io la tua bon'opera

  Favorevol mi sia stato, e benevolo;

  Hora ch'io te ne prego, e te ne supplico

  Se per cognoscer sonno il beneficio;

  Tanto me' in aiutarmi, dei procedere.

FI. Lo faro molto volentieri, e credimi

  Sicuro fra dui giorni d'esser libero.

CYN. Felice me se tu lo fai. FI. Certissima-

  Mente farollo. CYN. Sel ti piace, narrami

  Il modo. FI. Prima ch'io tel narri; voglioti

  Pregar, che con alcun tu nol communichi:

  E se senza saputa tua far l'opera

  Potessi; io lo faria di meglior animo.

CYN. S'io t'obligo la fede di star tacito:

  Temi tu ch'io cio non osservi. FI. Credoti,

  C'hora habbi quedta intention: ma subito,

  Che con Lavinia sia, senza avvedertene

  Dirai: e tutto un di non è possibile

  Che cosa occulta sia, che sappia femina:

CYN. Ne con Lavinia, ne con altri minima

  Parola ne diro. Non haver dubbio.

FI. Cosi prometti. CYN. Te prometto, & obligo

[pag. 37]   La fede mia. FI. Tel diro dunque: ascoltami,

  S'io dicessi a tuo padre, ch'incurabile

  Fussi; il tuo male difficilmente credimi

  Lo potria introdurre: si perche si credeno

  Mal' volentier le cose, che dispiaciono.

  Si perch'egli haria dubbio, ch'ad instantia

  Io lo dicessi d'altrui, ch'o invidia

  A sua comodi havessi, o desiderio

  Di ritirar in sua casa quest'utile.

  Ma penso far cosi: che questa prossima

  Notte tu ti ritrovi nella camera,

  Che verrà per giacersi con Emilia.

CYN. Come di tu. FI. Che tu vi trovi un giovane;

  Che verrà per giacersi con Emilia:

  Non hai tu inteso. CYN. Me forsi medesimo

  Ci trovero. FI. Senza te un'altro dicoti,

  Che li dara di quello in abondantia,

  Che tu li nieghi. CYN. E costei dunque adultera:

FI. Cotesta non: è casta e pudicissima:

  Ma sara presto giudicata adultera

  Dal vecchio: e pero harai scusa giustissima

  Seco, e con tutto il mondo di repudio:

  E sara primo Massimo a mandarlane

  A casa di suo padre. CYN. ah: ne fia scandalo,

  E perpetua ignominia de la giovane.

FI. Et che noia ti da, pur che la levino

  Di casa, & che tu stia con sicur animo,

  Che mai piu a ritornarla a te non habbino.

CYN. Non mi piace. FI. A me pur ne lascia il carico.

CYN. Io non voglio cosi. FI. Lasciata reggere

[pag. 38]   Ne miglior, ne piu presta, ne piu facile

  Via c'è di questa. CYN. In somma io non c'ho l'animo.

FI. Vienimi a trouar a casa che per ordine

  Ti mostrero, che qui non v'è il pericolo,

  Nel scandalo, nel biasmo, che tu imagini:

  Ma per farti la cosa securissima,

  Fa che mi trovi otto, e otto sedici

  Et otto ventiquattro, e appresso quindici:

  Quarantacinque fonno se ben numero,

  Settantatre fiorini. Questi fondere

  Io voglio in tua presentia: e alcun' dubio

  Pero non habbi ch'io voglia involarteli.

  Tre lame; nelle quali s'habbia a scrivere

  Con certe oration certe carattere;

  E sotto il vostro limine vo nascondere

  L'una, & vo porre sotto quel d'Abondio

  L'altra: e la terza de la casa, ov'habita

  Lavinia. Poi bisogna far tre imagini;

  Ciascuna de le quali in se vol quindici

  Fiorini. Una vo a nome tuo componere:

  L'altra vorro, che sia in nome d'Abondio:

  L'altra del vecchio tuo. Queste tre vogliomi

  Tenere in casa sette hore continue

  Il giorno, e sette altre io vo continue

  La notte scongiurar fin che fral termine

  Di tre giorni il tuo vecchio, e cosi Abondio

  Vedrai esser mutato di proposito

  Si; che senza fatica, e senza altr'opera

  Tua, faran che tra loro il matrimonio

  Non hara luoco, Questa sera arrecami

[pag. 39]   L'oro, e piu presto anchor, che gliè possibile.

CYN. Settantre fiorini ci bisognano;

  E non mancò. FI. Non mancò. CYN. Donde mettere

  Hoggi insieme potro tanta pecunia?

FI. Li cinquanta fiorini, come pensitù

  Pagarmi, che promessi m'hai. CYN. Vo vendere

  Quanto mobile in casa si ritrovano

  Questi parenti miei. FI. Questi, che deputi

  A me per pagamento: saran'ottimi

  Per questo effetto hor vedi anche di quindici

  Altri ventitre appresso; e fatta l'opera:

  Laqual il terzo di non ha da escedere;

  Io ne trarro de i miei cinquanta. Pigliate

  Tu il resto poi valli trova, non perdere

  Tempo, che questa notte possi fondere

  L'oro, e far le tre, lame, & altre imagini.

CYN. Faro per arrecarteli hoggi ogn'opera.

FI. Hor non indugiar piu: vanne, & arrecali.

CYN. Io vo; quasi hoggimai comincio a credere

  Quello, che gia gran tempo crede Themolo.

  Darli quaranta scudi haveuo in animo;

  E n'ha fin in cinquanta fatto credere

  Con sue lusinghe, e poi mi vol far giugnere

  Ventitre appresso: & a principio dissemi

  Non li voler, se non fornita l'opera:

  E va mostrando, che vuol far imagini,

  E lame d'or. Se gli vorrebbe prendere.

  Ben mi stima leggieri, che si facile-

  Mente, senza altri sproni, debba correre.

 

 

[pag. 40]




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