| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Ludovico Ariosto Il negromante IntraText CT - Lettura del testo |
FI. Cynthio renditi certo; che narratomi
Alcuna cosa non m'hai, che benissimo
Io non sapessi prima; e se i rimedij
Ben mostrava di farti, ch'esser sogliono
Salutiferi, a chi fusse al servitio
De le donne impotente; per cio a credere
Che n'hauessi bisogno non mi havevono
[pag. 36] Tue fittioni indotto; anzi dolutomi
De li tuoi affanni, e compassion havevoti:
E ben che tu non mi pregassi; ogn'opera
Mia è però fin qui stata favorevole
Assai piu alla tua voglia, che contraria.
CYN. Maestro; se per adietro m'hai fatt'utile,
Te ne son' obligato, & in perpetuo
Esser ti voglio: e se non pregandoti,
Ne riconoscend'io la tua bon'opera
Favorevol mi sia stato, e benevolo;
Hora ch'io te ne prego, e te ne supplico
Se per cognoscer sonno il beneficio;
Tanto me' in aiutarmi, dei procedere.
FI. Lo faro molto volentieri, e credimi
Sicuro fra dui giorni d'esser libero.
CYN. Felice me se tu lo fai. FI. Certissima-
Mente farollo. CYN. Sel ti piace, narrami
Il modo. FI. Prima ch'io tel narri; voglioti
Pregar, che con alcun tu nol communichi:
E se senza saputa tua far l'opera
Potessi; io lo faria di meglior animo.
CYN. S'io t'obligo la fede di star tacito:
Temi tu ch'io cio non osservi. FI. Credoti,
C'hora habbi quedta intention: ma subito,
Che con Lavinia sia, senza avvedertene
Dirai: e tutto un di non è possibile
Che cosa occulta sia, che sappia femina:
CYN. Ne con Lavinia, ne con altri minima
Parola ne diro. Non haver dubbio.
FI. Cosi prometti. CYN. Te prometto, & obligo
[pag. 37] La fede mia. FI. Tel diro dunque: ascoltami,
S'io dicessi a tuo padre, ch'incurabile
Fussi; il tuo male difficilmente credimi
Lo potria introdurre: si perche si credeno
Mal' volentier le cose, che dispiaciono.
Si perch'egli haria dubbio, ch'ad instantia
Io lo dicessi d'altrui, ch'o invidia
A sua comodi havessi, o desiderio
Di ritirar in sua casa quest'utile.
Ma penso far cosi: che questa prossima
Notte tu ti ritrovi nella camera,
Che verrà per giacersi con Emilia.
CYN. Come di tu. FI. Che tu vi trovi un giovane;
Che verrà per giacersi con Emilia:
Non hai tu inteso. CYN. Me forsi medesimo
Ci trovero. FI. Senza te un'altro dicoti,
Che li dara di quello in abondantia,
Che tu li nieghi. CYN. E costei dunque adultera:
FI. Cotesta non: è casta e pudicissima:
Ma sara presto giudicata adultera
Dal vecchio: e pero harai scusa giustissima
Seco, e con tutto il mondo di repudio:
E sara primo Massimo a mandarlane
A casa di suo padre. CYN. ah: ne fia scandalo,
E perpetua ignominia de la giovane.
FI. Et che noia ti da, pur che la levino
Di casa, & che tu stia con sicur animo,
Che mai piu a ritornarla a te non habbino.
CYN. Non mi piace. FI. A me pur ne lascia il carico.
CYN. Io non voglio cosi. FI. Lasciata reggere
[pag. 38] Ne miglior, ne piu presta, ne piu facile
Via c'è di questa. CYN. In somma io non c'ho l'animo.
FI. Vienimi a trouar a casa che per ordine
Ti mostrero, che qui non v'è il pericolo,
Nel scandalo, nel biasmo, che tu imagini:
Ma per farti la cosa securissima,
Fa che mi trovi otto, e otto sedici
Et otto ventiquattro, e appresso quindici:
Quarantacinque fonno se ben numero,
Settantatre fiorini. Questi fondere
Io voglio in tua presentia: e alcun' dubio
Pero non habbi ch'io voglia involarteli.
Tre lame; nelle quali s'habbia a scrivere
Con certe oration certe carattere;
E sotto il vostro limine vo nascondere
L'una, & vo porre sotto quel d'Abondio
L'altra: e la terza de la casa, ov'habita
Lavinia. Poi bisogna far tre imagini;
Ciascuna de le quali in se vol quindici
Fiorini. Una vo a nome tuo componere:
L'altra vorro, che sia in nome d'Abondio:
L'altra del vecchio tuo. Queste tre vogliomi
Tenere in casa sette hore continue
Il giorno, e sette altre io vo continue
La notte scongiurar fin che fral termine
Di tre giorni il tuo vecchio, e cosi Abondio
Vedrai esser mutato di proposito
Si; che senza fatica, e senza altr'opera
Tua, faran che tra loro il matrimonio
Non hara luoco, Questa sera arrecami
[pag. 39] L'oro, e piu presto anchor, che gliè possibile.
CYN. Settantre fiorini ci bisognano;
E non mancò. FI. Non mancò. CYN. Donde mettere
Hoggi insieme potro tanta pecunia?
FI. Li cinquanta fiorini, come pensitù
Pagarmi, che promessi m'hai. CYN. Vo vendere
Quanto mobile in casa si ritrovano
Questi parenti miei. FI. Questi, che deputi
A me per pagamento: saran'ottimi
Per questo effetto hor vedi anche di quindici
Altri ventitre appresso; e fatta l'opera:
Laqual il terzo di non ha da escedere;
Io ne trarro de i miei cinquanta. Pigliate
Tu il resto poi valli trova, non perdere
Tempo, che questa notte possi fondere
L'oro, e far le tre, lame, & altre imagini.
CYN. Faro per arrecarteli hoggi ogn'opera.
FI. Hor non indugiar piu: vanne, & arrecali.
CYN. Io vo; quasi hoggimai comincio a credere
Quello, che gia gran tempo crede Themolo.
Darli quaranta scudi haveuo in animo;
E n'ha fin in cinquanta fatto credere
Con sue lusinghe, e poi mi vol far giugnere
Ventitre appresso: & a principio dissemi
Non li voler, se non fornita l'opera:
E va mostrando, che vuol far imagini,
E lame d'or. Se gli vorrebbe prendere.
Ben mi stima leggieri, che si facile-
Mente, senza altri sproni, debba correre.
[pag. 40]