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| Ludovico Ariosto Il negromante IntraText CT - Lettura del testo |
NEB. De le tre starne, ch'in piè: hai che pensi tu
Mangiarti al fin. FI. Vedrommi andar beccandole
Ad una ad una: e poi attaccarmi in ultimo
A la piu grassa, e tutta manicarlami.
NEB. Ecco che vien una vivanda. Mettiti,
Quando ti par, s'hai appetito, a tabola.
FI. Chi è: Camillo. NEB. Si. FI. Presto mangiarlomi
Voglio, che l'ossa non credo ci restino.
O Camillo. CAM. O Maestro. FI. Hai tu la lettera
Veduta. CAM. Si. FI. Che te ne par. CAM. Difficile
Costei mi pare, e di molto pericolo.
Canchero, ella vorria, che questa prossima
Notte io mi conducessi in la sua camera.
FI. Quasi ch'ella domandi, che nel carcere
De Leoni affamati habbi ad inducerti.
CAM. E mi minaccia al fin, che ritrahendomi
D'andar a lei: vuol ella a me venirsene,
Et ch'io ne parli teco: che benissimo
Del tutto mi raguaglierai. FI. Che credi tù,
Ch'ella motteggi. Camillo cortissima-
Mente ti fo a saper, che la tua Emilia
E in tal voglia, che voglia: è in tal rabbia
D'esser teco, ch'infine si delibera
Questa prossima notte di fugirsene
Del letto del marito, e di venirsene
A ritrovarti in casa. CAM. Ahime: rimovila
Da tal pensier: che faria il maggior scandolo,
Ch'al mondo accader mai potessi a femina.
[pag. 41] Pensati pur c'ho fatto oltra al possibile,
Ne ci seppi trovar altro rimedio,
Se non di darle la fe mia di poterli
Questa notte con lei: ch'io faro Cynthio
Dormire a la mia stantia sottospetie
Di farli certi bagni: li quali utili
Esser debbino a quella sua impotentia
Cosi vo, che vi vadi. CAM. Mi consigli tù
Cotesto. FIS. Tel consiglio; che disponerla
Cosi potrai, ch'aspetti anchora il termine
Di quattro giorni il piu, che con licentia
Del padre, e con satisfation, e gratia
De gli parenti, & amici legittima-
Mente, e con suo honor possa a te venirsene
CAM. E come: potrebbe essere, ch'andandovi
Io vi pericolassi. FIS. Non è dubbio:
Qual volta tu v'andassi non sapendolo
Io: ma con mia saputa securissimo
Andar vi puoi, come in la casa propria.
CAM. Come v'ho ad andare. FIS. Ho cento modi facili
Di mandarti sicur. Ti faro prendere
Forma s'io voglio, d'un Cane domestico,
O d'una Gatta, O che dirai vedendoti
Tramutar in un Topo, ch'è si piccolo.
Che, se in Ragno che, se in una Pulice:
Mutar ti posso insieme in quante spetie
Son di animali: e farti ancho riassumere
La propria forma, e mandarti invisibile.
Ma ascolta un poco. Trammutar volendoti
In Cane, o in Gatta: tu potresti cogliere
[pag. 42] Qualche mazzata, e nel tempo piu commodo.
CAM. Ne Topo ancho, ne Ragno, ne Pulce essere
Voglio; che mi potrebbe troppo nuocere
Ogni piccol sinistro. FIS. Tu hai del provido.
CAM. Meglio sara, che mi mandi invisibile,
FIS. Trovar bisognarebbe una Elitropia
Et a salarla, & a metterla in ordine,
Come si debbe, havemo poco spatio.
Ben faro in guisa; che non ti vegghino
Mortal'occhi, ma vo che non ti vegghino
Gli occhi del Sol, che tutto 'l mondo veggono.
CAM. Dunque mi manderai pur invisibile.
FIS. Invisibile per certo ma dissimile-
Mente da quel, che pensi. CAM. Fammi intendere,
Il modo. FIS. In una cassa ti vo chiudere,
CAM. Chiudermi in una cassa. FIS. Di che dubiti;
Se ben ti chiudo in una cassa. Creditù,
Che quel ch'io fo, non sappia. Io daro a intendere
Che quella cassa sia piena di spiriti.
Si che non sara alcun, che d'appressarsegli
Ardisca quattro braccia, fuor ch'Emilia
E la sua Balia, che n'è consapevole.
CAM. Che poi ne seguira? FIS. Come in ca dormano
Gli altri; a te pian pian verrà la Balia?
Ti trarrà de la cassa, e a canto Emilia
Ti colchera. Tu stai si mesto, e timido;
Come se ti ponessi a gran pericolo.
CAM. Non ti par, che sia questo un gran pericolo?
FIS. Ahime dunque hai cosi poca fiducia?
Hor che mi val, ch'io t'ho fatto conoscere
[pag. 43] Il gran ben ch'io ti voglio; e quel che possono
Li studi miei con tante esperientie.
CAM. Hor non potresti altrimenti, che inchiudermi
Entro una cassa, pormi con Emilia?
FIS. Sì potrei: ma non gia in si poco spatio.
CAM. Perche non far un' o doi giorni indugio.
FIS. Io per me d'indugiar son contentissimo
quando ti par; pur ch'indugiar Emilia
Volesse: ma non vol passare. Rendite
Certo di questa notte ritrovarlati
In casa. CAM. Prima che patirlo; vogliomi
Non solo in una cassa, ma rinchiudermi
Nel forno acceso. Hor su voglio, commettermi
A la tua fede. FI. Dimmi: la tua camera
Non riguarda a levante. CAM. Si fa. FI. E ottima
Per mio bisogno. Questa notte vogliomi,
Vegliar dentro, CAM. A che effetto. FI. Sol per leggere
Certe congiurationi potentissime
Per riparar; che non si possa accorgere
Alcun' di te: ma piacciati commettere
A li famigli tuoi, che m'obediscono;
Che tutti harro da porre in diversi opere.
CAM. Cosi faro. FI. Ma non harei da perdere
Tempo. Va trova una cassa, che commoda-
Mente capir vi possi: e in casa aspettami.
CAM. Vuoi altro. FI. Non altro voglio hora. NEB. Hor eccoti
Che levata una vivanda di tavola.
L'altra ne vien. FI. Venga pur, c'ho bon stomaco
Da manicarla. Hor pon da bere, e ascoltami.
[pag. 44]