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| Ludovico Ariosto Il negromante IntraText CT - Lettura del testo |
NEB. Che huomini hoggi al mondo si ritrovino;
Che si dilettan senza alcun lor utile
Di dar tutta via a questo e a quel molestia
Ma io babbion. Che mi credevo d'essere
Il Maestro di dar la baia; e trovuomi
Non esser buon discepolo (che correre
Si sconciamente m'ha fatto una bestia:
Io me n'andavo, quanto piu potevano
Andar i piedi; e con grido, e con gemito
Adimandavo quanti ne incontravano
Del luogo ove ferito, e morto il misero
Mio padrone giacessi: & ecco sentomi
Da la tua voce richiamar: e volgomi;
E lui vegg'io, cosi ben sano & integro;
Com'io havea lasciato; che m'interroga,
S'havevo fatto la cassa riponere.
Per allegrezza io non potei risponderli.
Pur finalmente in me tornato contoli
Quel, ch'un ghiotton m'havea dato ad intendere.
Egli per questo con scorno grandissimo
(Del qual era ben degno) ha ricacciatomi
A cercar della cassa; ch'in la publica
Strada ho lasciata con poca avvertentia:
Ne mi sovenne dir al Facchin, portala
[pag. 55] In la casa di Massimo. Pur volgomi
Intorno, e non la so veder. U Diavolo
Potra egli essere andato: ma informarmene
Sapra credo costui. Ch'è di quel giovane.
Che m'ha dato la corsa. CAM. Non deve esserti
Maraviglia; perche tener è solito
In stalla Barbareschi, e fargli correre.
E veramente t'hara tolto in cambio
D'un Cavallo. NEB. In buon'hora. Haro da renderli
Forse una volta anch'io questo servitio.
Ma del Facchin; che costi lascia il carico,
Mi sai tu dir novella. CAM. Un pezzo in dubbio
Stette, ove la cassa havesse a mettere.
Poi si risolse infine andarla a mettere
In Dogana; & andovi. NEB. Ah Facchin' Asino,
Indiscreto; Poltrone. CAM. Ben potrai giungerlo,
Se corri un poco. Corri pur, che 'l palio
Ben sara tuo: ma non è quello Abondio?
Quanti ducati ha questo vecchio misero.