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| Ludovico Ariosto Il negromante IntraText CT - Lettura del testo |
AB. M'incresce piu, ch'io veggo in bocca al popolo
Questa cosa; che d'alcun' altro incommodo,
Che ci possa accader: e ho da dolermene
Con Massimo, il quale è stato potissima
Cagion, che se ne fanno i cerchi in publico.
E certo il sciocho trovera herbolatichi,
E incantatori: e fa una solennissima
Pazzia, ch'appena i fanciulli farebbono.
CAM. T'havessi pur in prigion, che sei milia.
[pag. 56] Fiorini harei da te prima, che fussero.
Ma che rumor è questo; o Dio che strepito
Io sento. Rovinato m'hara Themolo;
Il qual la casa m'ha piena di spiriti.
Chi è questo fante, che un farsetto sgombera
Con tanta fretta: e Camillo. Che batticha
Egli qui. Dio m'aiuti. Quando Domine
Entrò qua dentro. CAM. O caso spaventevole,
O pericolo grande, o gran pericolo
A che son stato qua su. Di chi debbomi
Fidar mai piu, se quei; che beneficio
Hanno da me ricevuto, e ricevono
Tutta via. CAM. Che grida egli. CAM. Mi tradiscono.
Bonta divina: che tanta ignominia,
Che tanto mal non hai lasciato incorrere.
O giustitia di Dio, che fatto intendere
Tal cosa m'hai, che non mi dè rincrescere:
Per saper ch'io sia stato a gran pericolo
Di lasciarci hoggi la vita. CAMB. M'imagino,
Ch'alcuna gran novita n'ha da opprimere,
CAM. Ma da chi potro haver hor hora imprestito,
Da pormi almen in sul farsetto, un piccolo
Mantellino, per ire a trovar subito
Abondio. AB. Chi è quel, che là mi nomina.
CAM. E farli intender di lui il preterito
Scorno, e de la figliuola ad ignominia
Di casa sua, AB. Dio mi aiuti. CAM. Cercavano
Di far questi ribaldi. AB. Mi par essere
Camillo poco sale. E d'esso. CAM. Abondio,
Non volea altro, che te. CAM. Non puo nascere
[pag. 57] Altro, che qualche danno & infortunio.
AB. Io ti veggio cosi in farsetto in ordine
Per giuocar forsi alla palla. Provedite
Pur d'un'altro che sia a questo essercitio
Meglior di me: ch'io non ci son molt'agile.
CAM. Non per giuocur teco alla palla Abondio
Vengo a te, ma si ben per farti intendere,
Che sei balzato piu che palla: E giuocano
Del tuo honor a gran poste, e di tua figlia.
Sappi, ch'in quella casa il tuo buon genero
Ha un'altra moglie. Ma per Dio trahemoci
In una casa di queste piu prossime
Ch'io mi vergogno d'apparir in publico
Cosi spogliato. AB. Andiam qui in ca di Massimo.
CAM. Piu presto in casa vo, ch'andiam di Massimo,
Che d'alcun'altro, e ch'egli m'oda. CAMB. Themolo
Themolo, hor presto va lor' drieto: e sforzati
D'udir di che Camillo si ramarica.
TH. Aspetta aspetta: che fuor esce Cynthio;