Parte, capitolo
1 I, I | continuo tra il pubblico e lui; giacchè quello voleva giudicarlo
2 I, I | che gli diede licenza; giacchè a dieci anni dava già troppi
3 I, I | risolvere a prender parte: giacchè la sua mente, assuefatta
4 I, II | della libertà, ch’è il vero. Giacchè in Inghilterra non s’intende
5 I, III | e senza dar prove di sè. Giacchè il conte Cavour in quel
6 I, III | che lo stile sia l’uomo: giacchè sonvi pochi scrittori in
7 I, III | antidoto del comunismo; giacchè gli torrebbe ogni forza,
8 I, III | passerebbe negli animi del volgo; giacchè non gli par da mettere in
9 I, III | dall’amore della patria; giacchè, ne’ tempi nei quali sarebbe
10 I, IV | affatto contraria della mente; giacchè al Brofferio l’andare avanti
11 I, IV | avrebbe giovato: ma forse sì, giacchè il Re, quantunque restio,
12 I, V | famiglie, come in Inghilterra: giacchè in Italia gli elementi d’
13 I, V | chiedesse la Costituzione: giacchè credeva che, «se essi in
14 I, V | annunciata la libertà de’ culti; giacchè «un principio di così gran
15 I, V | instituzioni politiche: giacchè, se la libertà non si avesse
16 I, V | della sovranità sociale; giacchè come una mutazione simile
17 I, VI | il suo concetto politico; giacchè per il tempo che rimase
18 I, VI | essere assurda prima e dopo; giacchè, senz’accettare pace nè
19 I, VI | costituzionali vi siano allignate. Giacchè egli fu dei pochi del suo
20 I, VI | il Cavour lo trascura; giacchè il suo discorso non si dibatte
21 I, VI | sempre, e non rotto mai. Giacchè se l’intoppo della sua lingua
22 I, VII | dal ministero d’Azeglio; giacchè diceva, che se allo Statuto
23 I, VIII| impedivano ora di ritornarci; giacchè l’iniziativa audace e franca
24 I, IX | e fermezza di giudizio; giacchè si rifiutò sempre di proporre
25 I, IX | quali se lo proponevano; giacchè non si potesse argomentare
26 I, IX | compire la loro alleanza; giacchè, sorelle da gran tempo nel
27 I, IX | cedesse, s’è visto a’ fatti; giacchè il concordato non è poi
28 I, IX | essersi dovute combattere; giacchè non è che con queste larghe
29 I, IX | Italia agli occhi d’Europa; giacchè davvero que’ moti, piccoli
30 I, IX | potette quanto avrebbe voluto. Giacchè la discussione aperta per
31 I, IX | approvazione dal Parlamento; giacchè gli dimostrò quanto necessaria
32 I, IX | temperata dall’abile consiglio; giacchè solo una mente di cotal
33 II, I | di lui. E non lo poteva, giacchè egli non avrebbe messo a
34 II, I | sarebbero potuti andare perduti; giacchè gli undici milioni d’Italiani
35 II, I | era utile che s’impedisse; giacchè, quando fosse riuscita,
36 II, I | può chiamare altrimenti; giacchè la parola senza esprimere
37 II, I | pur questa, che altri, — giacchè non poteva il governo —
38 II, II | vantaggio stesso non c’era; giacchè il conte Cavour, se non
39 II, II | non era facile il modo; giacchè era molto caldamente raccomandata
40 II, III | sarebbero potuti nascere, giacchè non avevano che a germogliare,
41 II, III | ripugnanza, ma non volentieri; giacchè ogni cosa provò, che, se
42 II, III | non quello del ministro, giacchè in effetti quegli era stato,
43 II, IV | partiti eran tutti nemici; giacchè si componevano o di gente
44 II, IV | qualunque regolare governo, giacchè da nessuno presumeva potersi
45 II, IV | meridionale si sciogliesse: giacchè per la natura di quelli
46 II, IV | mano con peggiore successo: giacchè anche questi soldati avevano
47 II, IV | di riuscire a formarlo, giacchè si dava in mano a nemici,
48 II, V | mai a Venezia, che chiama, giacchè non potrebbero rinunciare
49 II, V | il nostro stesso paese; giacchè, o signori, non esito ad
50 II, V | accompagnata dall’aspettazione, giacchè quelle parole eran dette
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