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Carlo Goldoni
La conversazione

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ATTO PRIMO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Camera di conversazione, con sedie.

 

Madama Lindora, Donna Berenice, Don Filiberto, Don Fabio, Sandrino, Giacinto e Lucrezia, tutti a sedere bevendo la cioccolata.

 

 

TUTTI

 

 

Che bevanda delicata!

Che diletto che mi dà!

Viva pur la cioccolata,

Che dà gusto e sanità.

 

a due

Par miglior la cioccolata

Allorquando vien donata;

E lo sanno - quei che vanno

A scroccar di qua e di là.

 

 

TUTTI

 

 

Viva pur la cioccolata,

E colui che l'ha inventata.

E chi fece la canzone

Prega tutti in ginocchione

A mandarne in quantità,

Che il poeta goderà.

 

FAB.

E chi è questo poeta

Che ha fatto la canzone?

MAD.

È un galantuomo,

Che si affatica ogni ora,

E colla cioccolata si ristora.

SAN.

Sì, cospetto di bacco!

Doman mattina gliene mando un sacco.

FAB.

Bravo, signor Sandrino,

Mandategliene un sacco ed un cassone:

Io gli regalerò la protezione.

GIAC.

Madama, con licenza.

Vado al Reale Albergo

A veder s'è venuto un forastiere. (s'alza)

MAD.

Certo; monsieur Giacinto

Degli amici ha per tutto.

GIAC.

Sì, signora,

Ho degli amici fin nell'Indie ancora.

Fatto ho il giro del mondo;

Tutte le quattro parti ho praticato,

E voi vedrete il mio giornal stampato.

In quattordici lingue

Parlo, scrivo e traduco.

So i riti, so i costumi

Dei popoli remoti,

E gl'incogniti ancora a me son noti.

Coi vili sono asiatico; (fa il grave)

Coi grandi sono italico; (fa l'umile)

Nel spender sono inglese;

Son colle dame un paladin francese. (fa riverenze e parte)

MAD.

Bella caricatura!

Girato ha tutto il mondo:

Ha quattordici lingue.

Un uom sì peregrino

Mappamondo può dirsi, e Calepino.

LUC.

Brava, brava davvero!

Che sian dotti, o ignoranti, o belli, o brutti

Trova Madama il soprannome a tutti.

FAB.

Di me cosa direte? (a Madama)

MAD.

Oh, il signore don Fabio

Non ha verun difetto.

Ho per lui della stima e del rispetto.

FAB.

Brava la vedovella!

Non stimo l'esser bella,

Stimo la cognizione

Di distinguere il merto e le persone.

Nelle vostre occorrenze

Ricorrete da me, ch'io sarò pronto.

Della mia protezion fatene conto.

 

Quando vo per la città,

Chi mi chiama per di qua,

Chi mi chiama per di là.

Chi s'inchina al protettor,

Chi mi prega di un favor.

Dico all'uno: si farà.

Dico all'altro: si vedrà.

È una cosa che fa ridere

Il sentir la povertà:

Illustrissimo signore,

Cavalier benefattore,

Per la vostra nobiltà

Fate a noi la carità. (parte)

 

 

 




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