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| Goffredo Mameli Scritti editi e inediti IntraText CT - Lettura del testo |
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SUONÒ L'ORA
Principes et sacerdotes congregati sunt contra verbum Dei. Nolite arbitrari, quoniam veni
Suonò l'ora; stringiamoci a schiera! Dio discese nel grembo alla terra, E v'infuse il suo Verbo, ch'è un'Era; D'un dí nuovo ecco l'alba foriera. Preti e re fanno al Verbo di Dio. Ma è l'arena, che sperde il torrente; Ma un delirio è dell'empio il desío. Un pensiero colleghi ogni gente,
Ci tradisce chi unirci non tenta, Chi con noi libertà non sospira, Chi non odia dei re la sementa, Chi fra i popoli semina l'ira. Dio nel petto dell'Itala gente Ha destata la sacra scintilla; L'astro antico di Roma sfavilla. Roma batte, schiudete le porte, L'unità, pensavate, è la vita. Ma ora il vostro secreto si sa.
Ma chi unifica è solo l'amore: Questo fior, che nel campo de' schiavi, Ove luce non scende, si muore, Né germoglia fra i serti e le Chiavi, Questo fiore è la manna che Dio Nel viaggio profonde sui forti. Empio ai vili n'è pure il desio! Solo a quei che si voller risorti, |
76 Non si ritrova nei manoscritti. Togliendolo dalla edizione del 1850, non posso intendere come sia avvenuto che le tre strofe presentino tanta sproporzione tra loro: la prima di dieci, la seconda di tredici, la terza di nove decasillabi. |
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