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| Goffredo Mameli Scritti editi e inediti IntraText CT - Lettura del testo |
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L'UL TIMO CANTO82
(A N. N.).
Deh, conforta il mio core, o tu che il puoi! Deh, ch'io ti vegga anco una volta, e ch'io Della vita e di me negli occhi tuoi
Il sospiro dell'anima secreta, Che a te confido, ascolta: o cara, ascolta
Come l'astro morente arde e balena, Ferve l'anima mia rinvigorita Nel bacio della morte, e in ogni vena
E già il mio spirto questa stanca argilla Lascia, qual fiamma il tizzo incenerito Già si confonde la vital scintilla All'Infinito;
O si dilegui nel gran nulla, o brilli D'eterna luce nella propria stella, O in Dio, ai Cherubini si tranquilli Fatta sorella.
Deh ti rammenti allor l'ultimo canto Del giovine poeta: ei t'amò tanto! |
82 Non ha data nel foglio separato ove ne leggo l'apografo; e neanche nella edizione del 1850. E forse è da ascriversi alla primavera del '48. Ma accenna ad una partenza verso la morte, e s'intitola l'ultimo Canto. Sia tale, come pensò Goffredo, e come volle il destino. |
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