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Goffredo Mameli
Scritti editi e inediti

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  • VERSI ALLA POESIA   INNO.
    • L'UL TIMO CANTO   (A N. N.).
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L'UL TIMO CANTO82

 

(A N. N.).

 

Deh, conforta il mio core, o tu che il puoi!

Deh, ch'io ti vegga anco una volta, e ch'io

Della vita e di me negli occhi tuoi

Beva l'oblío.

 

Il sospiro dell'anima secreta,

Che a te confido, ascolta: o cara, ascolta

Il sospiro del giovine poeta

L'ultima volta.

 

Come l'astro morente arde e balena,

Ferve l'anima mia rinvigorita

Nel bacio della morte, e in ogni vena

Freme la vita.

 

E già il mio spirto questa stanca argilla

Lascia, qual fiamma il tizzo incenerito

Già si confonde la vital scintilla

All'Infinito;

 

O si dilegui nel gran nulla, o brilli

D'eterna luce nella propria stella,

O in Dio, ai Cherubini si tranquilli

Fatta sorella.

 

Addio, per sempre addio,

Sogni d'amor, di gloria;

Addio mio suol natío;

Addio, diletta all'anima

Del giovine cantor.

 

Vedi, nell'ore estreme,

Alla tua cara imagine

Ancor si turba e freme,

E a te gli estremi palpiti

Serba morente il cor.

 

Alla cadente sera,

Quando la squilla agli uomini

Rammenta la preghiera,

Deh ti rammenti allor l'ultimo canto

Del giovine poeta: ei t'amò tanto!




82 Non ha data nel foglio separato ove ne leggo l'apografo; e neanche nella edizione del 1850. E forse è da ascriversi alla primavera del '48. Ma accenna ad una partenza verso la morte, e s'intitola l'ultimo Canto. Sia tale, come pensò Goffredo, e come volle il destino.






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