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Goffredo Mameli
Scritti editi e inediti

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  • LETTERE
      • I.   A Michel Giuseppe Canale.
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LETTERE


I.

 

A Michel Giuseppe Canale180.

 

Carissimo Pippo,

È vero, non ti ho scritto molto: passò qualche tempo senza che tu avessi mie lettere. Ma due o tre alla fin fine te le scrissi.

Poi, da tanto tempo che mi conosci, devi ben avere inteso che io, l'amore (non so se lo sento come gli altri giacché nell'anima altrui mai non vidi), pure ad un qualche modo lo sento, e lo debbo sentire. Ma né in parole, né in iscritto son capace di esprimerlo, di protestarlo, di rammentarlo, quando, e con piú parole che non è d'uopo, in me sarebbe finzione; ché credo sia finzione ciò che si dice quasi per forza, e che non viene dall'anima. Ma il non avere l'anima adatta a fare proteste ed espansioni, non è sinonimo di avere un'anima fredda ed insensibile. Olindo sentiva cosí l'affetto, che era pronto a sacrificargli la vita; eppure non aveva mai detto a Sofronia: io ti voglio bene.

Ma bando a siffatti discorsi: ci son cosí poco adatto, che temo esser caduto nel sentimentale, nel platonico, miei eternamente acerrimi nemici.

Parliamo d'altro: a Torino come vanno le feste? Se avessi un po' piú di scintilla Febea, avrei da fare i piú bei versi satirici. La X. si veste da Francesca da Rimini; la Y. da Callisto. Un tempo le Muse erano vergini; ed ora? son Y.

La Mamma se la passabenemale: io bene; gli altri ancora. Sta bene ed ama

il tuo Goffredo.

 

 

 

 




180 La lettera non ha data; ma reca nella soprascritta il bollo postale: «Genova 13 aprile» e il recapito: «All'avv. Michel Giuseppe Canale. — Torino». Essa è indubbiamente del 1842. Michel Giuseppe Canale si ritrovava allora a Torino, dove in quell'anno, e nell' aprile per l'appunto, si facevano le feste solenni per le nozze di Vittorio Emanuele, principe di Piemonte, con Maria Adelaide d'Austria. Per atto di riguardo che il lettore intenderà, sostituisco una X. ed una Y. ai nomi e cognomi di due dame Genovesi, a cui si allude nella lettera; soggiungendo tuttavia che nella mente del giovinetto Goffredo l'accenno alla Y. non ha l'intenzione che a tutta prima parrebbe. La buona signora non era piú tipo da raffigurare una delle vergini Pimplee, od una compagna di Diana, come fu veramente pei mitologi la bellissima Callisto.

Parecchie altre lettere di Goffredo possedeva il Canale. Lui morto il 3 luglio 1890, non so a quali mani sieno esse passate. Ho trascritta questa da una collezione d'autografi dell'amico mio avv. Odone Scolla, per la cui cortese licenza posso darne anche la fototipia.






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