I.
DA SAN DONATO A SAN
LORENZO.
Nella lapide commemorativa,
murata sulla fronte del palazzo Mameli in via San Lorenzo, è detto che in
quella casa il nostro Goffredo «ebbe culla e dimora». Che ivi fosse nato per
l'appunto fu creduto a lungo dai piú, e l'autore dell'epigrafe non poteva far
altro che accogliere una notizia tenuta generalmente per vera. Ma Goffredo fu
battezzato nella chiesa parrocchiale di San Donato, sotto la cui giurisdizione
doveva per conseguenza esser venuto alla luce. Ecco in proposito il documento,
che riferisco nella sua forma testuale189 dai registri di San Donato.
«Anno Domini 1827, die 5
Septembris, Mameli de Manelli Jacobus Goffredus Raimondus, filius D. Georgii
filii D. Raimondi, et Marchisiae D. Adelaidis Zuagli qm. Ill.mi D.
Nicolai, jugalium, natus et baptizatus est hodie per me praepositum Paulum
Amadeum Giovanelli, levantibus Ill.mo Conte D. Jacobo Mameli de
Manelli qm. Ill.mi D. Antonii, et pro illo D. Marchisio Bartholomeo
Lomellini, et Ill.ma Marchisia D. Angela Zoagli vidua qm. Ill.mi
Nicolai qm. de nostra (sic)».
(Dal Registro dei Battesimi di
San Donato, 1817-1837; pag. 560).
Perché il battesimo in San
Donato, se il palazzo Mameli apparteneva alla parrocchia di San Lorenzo? Per
questa ragione: Goffredo era nato nell'àmbito di San Donato, e appunto nella
casa contrassegnata del n. 30 nella piazzetta di San Bernardo. Ivi, al piano
nobile, decorato tuttavia d'un lungo terrazzino di marmo, abitarono Giorgio e
Adelaide Mameli, nei primi tempi del loro matrimonio; ed ivi nacque il loro
primo figliuolo. Aggiungo, per chiarir la faccenda del trapasso da San Donato a
San Lorenzo, che parecchie case possedevano i genitori di D. Adelaide in
Canneto il Lungo e nella vicina piazzetta di San Genesio; che questa fu
disfatta indi a poco per il taglio della via di San Lorenzo, approvato con
regie patenti del 1835; onde dalla piazza del Palazzo Ducale alla Raibetta fu
tutta una diritta e nobile strada. Della piazzetta di San Genesio restò ancora
la traccia nei due fianchi sporgenti del palazzo Mameli; il quale fu appunto
formato di due piú vecchi edifizi, uno degli Zoagli ab antiquo, l'altro
passato in loro proprietà dai Senarega. Nelle case da San Genesio che D.
Adelaide ereditava in quel torno dai suoi maggiori, si condussero a vivere i
coniugi Mameli, essendo Goffredo ancora fanciullo.
Ciò detto per amor d'esattezza,
sarà egli da esprimere il desiderio che un'altra lapide commemorativa sia
murata nella casa da San Bernardo, ove nacque veramente il Poeta? Non so. Penso
a buon conto che la seconda potrebbe cozzare con la prima, bellissima, dettata
da Emanuele Celesia, e da non rimuoversi, certo, poiché si collega col ricordo
di una solenne cerimonia popolare e d'un solenne discorso di Giosue Carducci.
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