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| Goffredo Mameli Scritti editi e inediti IntraText CT - Lettura del testo |
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LA NOTTE28
Se è dai venti agitato un ampio lago, Lo guardo invan con tutto l'occhio intento, E s'abbia il fondo limaccioso, o vago Di bianche arene, di veder m'attento.
Tal, mentre al giorno in cento cure io vago, Il dolor di mia piaga aspra non sento; E solo il core, del suo duol presago, Teme, e alla gioia s'abbandona a stento.
Ma il dí fuggissi; e le cure non mie Sí del giorno fuggir dalla mia mente E dileguâr, quale dileguossi il die.
Sol propria cura mi rimase amore; E l'alma mia tutto or comprende e sente Dell'acerba ferita il reo dolore. |
28 V. la nota che precede. |
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