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Goffredo Mameli
Scritti editi e inediti

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  • VERSI ALLA POESIA   INNO.
    • AD UN ANGELO   EPITALAMIO.
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AD UN ANGELO

 

EPITALAMIO40.

 

Le toujours des amants est donc une rèvèlation intérieure, une manifestation divine.... Malheur à quiconque profane cette formule sacrée! Il éteint la foi, la lumiére, la force et la vie dans son cœur....

 

E te del mondo il vortice,

O angelo d'amore,

Siccome l'aura un cantico,

Siccome l'onda un fiore,

Seco travolve. Indomito

Urge da fianco il fato

Questo dannato a vivere,

Questo a passar dannato

Gran popol mortal

E quanto Dio raccolto

Hai nel virgineo volto,

Contro di lui non val.

 

Cedi, o gentil; resistere,

Ahi, tenteresti invano.

A lui nascesti vittima;

Già t'ha nel crin la mano....

Corri tu pur, dimentica

I palpiti celati,

Le giovanili imagini,

L'ansie dei passati

Nei sogni dell'amor,

La flebile canzone

Che a sera in sul verone

Blandiva il tuo dolor.

 

L'ultimo passo, o vergine,

Nell'avvenir tu movi:

O scelerata, o martire,

Non hai piú giorni novi.

Come nel mar la sabbia

A te d'innanzi gli anni,

Indifferenti, inutili,

Confonderanno i vanni;

Tu non sarai con lor.

Pur, gentil, pia,

Altro parlar ti udía;

Altro volgevi in cor.

 

Ed io, che pura, candida

Come un'Idea t'amai,

Che te nei campi aerei

Del genio mio levai,

Veggo la man degli uomini

Su te posar sovrana;

Senza un sospiro, all'angelo,

Questa genia profana

L'ale vegg'io sfogliar.

E al fato anch'io son schiavo;

Contro quel volgo ignavo

Non posso il braccio alzar.

 

Io ti trovai qual òasi

Nella solinga via,

Onde a una meta incognita

Il mio destin m'invia;

Ed un istante, placido,

Scese su me l'oblio;

E smemorato, e improvvido,

Vissi il presente anch'io;

Credetti al bello ancor.

Ma il mio destin mi mena,

Non vuol ch'io prenda lena;

S' io trovo un fiore, ei muor.

 

Sotto una pianta, misero!

Il peregrin s'assise;

Sotto le frondi tenere

La pace a lui sorrise:

Molto egli amò quell'àrbore....

Ahi, del suo rezzo in grembo

Credé trovar ricovero;

Ma l'ha abbattuta il nembo,

E il peregrin s'alzò.

Muto, ricinse il manto;

La salutò nel pianto,

E al suo cammin tornò.

 

La man di Dio ci sépara;

Ognun di noi rovina,

Spinto da proprio turbine,

E per diversa china.

Dove si soffre e lacrima,

Sarà la tua bandiera;

La mia fra il sangue e il fremito,

Dove si pugna e spera

Rivolti all'avvenir.

Pure, guerrier del vero,

T'avrò nel mio pensiero,

Sarai nel mio sospir41.

 

Oh, già vicino è il secolo

Che farà sacro il core,

E quanto dolce è all'anima

Non tornerà in dolore.

Dirà a voi pure, o povere

Schiave dell'uom: Sorgete!

Chiamate al gran battesimo,

Voi pur dal tempo siete,

Di libertà e d'amor.

Splenderà al fine il Sole

Sovra l'umana prole....

Ma sarà morto il fior.




40 Tratto da un quaderno che il Poeta ha intitolato «Un po' di tutto» e che infatti contiene poesie, citazioni evangeliche, appunti storici, ecc. Il quaderno reca a piè della prima pagina la data del 1846 e le iniziali G. R. M. raccolte in sigla. E il presente Epitalamio porta in fronte la data «7bre 46». Non gli assegna alcuna data l'edizione Genovese del 1850; la Tortonese del 1859, non so con quanta ragione, o autorità di ricordi, mette in calce al componimento un: «10 Luglio 1847».



41 Variante, nelle edizioni anteriori :

Pure il guerrier del vero,

Bella d'un gran pensiero,

T'avrà nel suo sospir.

 






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