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Goffredo Mameli
Scritti editi e inediti

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  • PROSE VARIE
    • PER LA COSTITUENTE ROMANA
      • VI CIRCOLARE DEL COMITATO ROMANO DELLA ASSOCIAZIONE PER LA COSTITUENTE NAZIONALE ITALIANA
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VI

CIRCOLARE DEL COMITATO ROMANO

DELLA ASSOCIAZIONE PER LA COSTITUENTE NAZIONALE ITALIANA

 

Noi vi partecipiamo come ci siamo costituiti in altro Comitato filiale per la Costituente Nazionale Italiana, corrispondente col Comitato Centrale Provvisorio istituito allo stesso scopo in Firenze. L'acchiuso manifesto vi farà palesi i nostri principii. Quanti consentono con essi nelle altre città, e provincie, formino altrettanti Comitati della Associazione, corrispondenti similmente col Comitato centrale.

Alle provincie Romane, per la loro posizione eccezionale libere da ogni influenza governativa, corre debito piú che alle altre parti d'Italia di stringersi sotto questa bandiera, che sola può dare libertà, indipendenza, unità all'Italia, e difenderla dalle insidie di chi vorrebbe condurla ad essere insegna degli interessi d'una casta, o d'una dinastia.

Dopo la fuga del Papa, un altro bisogno fu sentito in queste provincie: quello di provvedere a se stesse, nel frattempo che la Costituente Nazionale decide definitivamente delle sorti dell'Italia. La Costituente dello Stato divenne un fatto necessario: noi l'appoggiamo tanto piú volentieri, in quanto che il sistema del suffragio universale, adottato nelle sue elezioni, è un omaggio professato alla democrazia, è un principio incarnato in un fatto compiuto, da cui non si può omai prescindere. E d'altra parte noi dobbiamo logicamente sperare che l'Assemblea democratica prepari, emendando le ambiguità della Camera defunta, la convocazione della Costituente Italiana secondo i principii dell'uguaglianza e della sovranità nazionale. Il governo ha ceduto ai voti del paese, ed ha proclamato egli stesso la Costituente dello Stato. Noi abbiamo tanta fede nei buoni elementi del paese e nei destini dell'Italia; l'idea nazionale si è sviluppata cosi potentemente nelle generose provincie, che non ci pare lecito dubitare dell'esito.

Dalla Costituente dello Stato, che si radunerà fra poco, dipenderà massimamente l'avvenire dell'Italia. Dividendo il potere temporale dallo spirituale, semplificherebbe mirabilmente la questione Italiana, e toglierebbe di mezzo il piú grande ostacolo alla sua unificazione, di cui, anzi, le nostre provincie, colla Toscana, colla Sicilia, colla Venezia, potrebbero essere il primo nucleo. Potrebbe lanciare nella successiva Costituente Nazionale la parola veramente democratica, e bilanciare cosí le influenze puramente dinastiche degli altri governi.

Resta che i buoni si stringano intorno alla bandiera delle due Costituenti, unica rappresentante del principio democratico; che per mezzo de' Comitati elettorali, de' Circoli, de' Giornali, preparino l'elezione d'uomini di cuore, di fede e di coraggio, diffondano l'idea nazionale nel popolo, tengano di vista le mene reazionarie, circondino infine le due Assemblee di tali benefiche influenze, che neutralizzino ogni azione malefica ed assicurino la vittoria a' nostri principii.

Fratelli! nel lavoro comune sta il segreto della vittoria. Uniamoci pel bene, come altri è unito pel male, e Dio benedica all'opera di chi ama sinceramente la patria. Salute e fratellanza.

 

Roma, li 2 Gennaio, 1849.

Pel Comitato

 

Mameli Goffredo

Mastrella Gio. Battista

Mazzoni Cesare

Melloni Olimpiade

Meucci Filippo

Vinciguerra Sisto

 




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