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Goffredo Mameli
Scritti editi e inediti

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      • VIII.   A Nino Bixio.
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VIII.

 

A Nino Bixio.

 

Fratello mio,

Due righe alla meglio, come concede il mio stato di semicrocifissione.

Se tu vai al Quirinale, ciò significa che ti alzi; in tal caso puoi ben fare un salto presso di me. Non insisto, perché so che se lo puoi lo farai.

Anch'io chiesi di esser presso di te; non so quali ostacoli si presentassero.

La mia ferita va migliorando; però temo sarà una cosa lunga: pazienza! Consolami del mal umore che faccio, amandomi.

Goffredo.

 

Spero combinerò qualche cosa per essere insieme187.

 

 




187 Questo biglietto, come si vede da ciò che scrive Goffredo della sua ferita, è anteriore, e di molti giorni, al 19 giugno 1849, nel quale apparve necessaria, e gli fu subitamente fatta, l'amputazione della gamba. Il Quirinale, a cui accenna il malato, era stato appunto trasformato in ospedale temporaneo, e il Bixio vi era stato trasportato.






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