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| Goffredo Mameli Scritti editi e inediti IntraText CT - Lettura del testo |
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IX.
Alla Marchesa Zoagli-Mameli.
Car.ma Madre, Due righe alla meglio. Vo stando totalmente meglio. Sta di buon animo, come lo son io. Un bacio a Papà. Amami. Goffredo. 28188 |
188 Il 28 giugno 1849. È questo l'ultimo scritto di Goffredo Mameli. Il fortissimo giovine ed amantissimo figlio, non piú illuso per sé, si adoperava a mantener l'illusione del suo risanamento nell'animo dei genitori. Ma già tanto era prostrato di mente, che non poté neanche soggiungere un pensiero alla Nina (la diletta sorella Angiolina) che nelle altre lettere di lui alla famiglia era sempre ricordata. Frattanto, in casa Mameli, questa pietosa affermazione del meglio giungeva parecchi giorni dopo avvenuta la morte. Appunto due giorni dopo il doloroso evento, s'illudeva ancora il padre di Goffredo, e buone notizie mandava alla moglie. Riferisco la lettera sua:
«Livorno, li 8 Luglio 1849. »Carissima »Giunti qui alle 6 del mattino, poco dopo giunse da Civitavecchia il Lombardo. Ho mandato immediatamente il canotto per procacciarmi notizie del nostro caro Goffredo. I passeggieri di quel bastimento tutti ad una voce risposero: sta molto meglio. Di tanto mi fo premura di ragguagliarti, per tua tranquillità. »Partiremo a tre ore. Tosto giunto a Roma ti scriverò. Abbraccia i figli tutti, saluta gli amici. Il tuo aff.mo Giorgio. »P. S. Fa sapere a Piana che ho fatto rimettere la lettera a Tocco per la prima cosa».
Alla Sig.a Marchesa Adele Zoagli-Mameli Genova. |
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