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| Goffredo Mameli Scritti editi e inediti IntraText CT - Lettura del testo |
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IL SOGNO DELLA VERGINE29
I.
Sul volto alla bellezza è pur sublime E la grazia e il dolor! Oh, chi ti vide, O cara, come pio genio che veli D'una sacra mestizia il duol dell'uomo, Il candido sembiante, il vago aspetto Atteggiato di grazia e di dolore, Ed al cor la tua voce non gli scese Come la mesta melodia di un'arpa, A cui l'amante alla cadente sera Il secreto sospir dell'alma affranta Va confidando, e tutta la rivela Nelle flebili note? Oh, chi ti vide Il roseo volto serenar d'un riso, E il riso nol credette con cui Dio Fa eternamente gli Angeli beati?
II.
È la notte, e la vergin leggiadra Al riposo la bella persona Abbandona; ma in cor le ragiona Indiviso compagno l'amor.
Perché il palpito addoppiale in petto, Qual di gioia ad un súbito avviso? Il suo viso saluta d'un riso Il bel sogno che vagale in cor.
III.
Al cader della tacita sera Mollemente le scherza d'intorno Una brezza leggera leggera:
Sul terrazzo del noto soggiorno Pensa, e beve quell'aura amorosa..... Quanto tempo, che attende quel giorno!
Ella conta i momenti ansïosa; Fra poche ore l'altare l'attende; Il suo caro faralla sua sposa.
Guarda all'uscio, l'orecchio v'intende Palpitante, e la voce ne ascolta, Quella voce che al cor le discende.
IV.
Ei giunge; al seno stringelo, E i palpiti confonde Del cor commosso ai palpiti D'un cor che al suo risponde.
L'innamorata vergine Parla con voce anela, E nelle care braccia La bella fronte cela.
«Oh, ch'io disbrami l'avido Amor, compresso tanto! Questo momento etereo Lo desiai nel pianto.
»Dimmi che m'ami, stringimi, O mio diletto, al seno! Tutta d'amore io voglio Fruir l'ebbrezza appieno».
V.
V'hanno per l'uomo dei momenti, in cui La prepotente dell'amore ebbrezza Dalla vita lo scioglie, in cui, dimentica Della salma mortal, l'alma si bea, Come levata in regïon piú pura, In estasi rapita, e tutta liba L'ineffabile gioia dei celesti; Il passato e il futuro si confondono Dileguandosi, e allor lo spirto, sciolto Da memoria e speranza, tutte accoglie Le sue potenze nel presente. Oh, certo È un istante divin, quello! Ma quando L'anima si riscuote, e nuovamente Alla vita s'affaccia, quando tutta La verità crudele ella ne sente, Quell'istante le torna alla memoria Siccome ai caduti Angeli la vista Del sorriso dei Cieli..... |
29 L'edizione del 1850 ascrive questo polimetro all'anno 1843. |
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