| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Goffredo Mameli Scritti editi e inediti IntraText CT - Lettura del testo |
|
|
|
DIO E IL POPOLO
PER LA FESTA DEL 10 DICEMBRE 1847, IN GENOVA73
Come narran sugli Apostoli, Forse in fiamma sulla testa Dio discese dell'Italia. Forse è ciò; ma anch'è una festa. Nelle feste che fa il popolo, Egli accende monti e piani; Come bocche di vulcani Egli accende le città. Poi, se il popolo si desta, Dio combatte alla sua testa, La sua folgore gli dà.
Uno scherzo ora fa il popolo; A una festa ei si convita. Ma se è 'l popolo che è l'ospite, Guai a lui ch'ei non invita Grande è sempre quel ch'egli opera; Or saluta una memoria, Ma prepara una vittoria; E vi dico in verità, Che se il popolo si desta, Dio combatte alla sua testa, La sua folgore gli dà.
Nol credete? ecco la storia: All'incirca son cent'anni74 Che scendevano su Genova, L'arme in spalla, gli Alemanni. Quei che contano gli eserciti Disser: «l'Austria è troppo forte», Ed aprirono le porte. Questa vil genía non sa Che, se il popolo si desta, Dio combatte alla sua testa, La sua folgore gli dà.
Un fanciullo gittò un ciottolo Parve un ciottolo incantato, Ché le case vomitarono Sassi e fiamme da ogni lato. Perché quando sorge il popolo, Sovra i ceppi e i re distrutti, Come il vento sovra i flutti Passeggiare Iddio lo fa. Quando il popolo si desta, Dio combatte alla sua testa, La sua folgore gli dà.
Quei che contano gli eserciti Vi son oggi, come allora: Se crediamo alle lor ciancie, Aprirem le porte ancora. Confidiamo in Dio, nel popolo; I satelliti dei forti Non si contano che morti. E vi dico in verità, Che se il popolo si desta, Dio combatte alla sua testa, La sua folgore gli dà. |
73 Fu scritto per il 10 dicembre 1847, giorno della grande passeggiata votiva di tutto il popolo Genovese al santuario di Oregina, celebrandosi il primo centenario della cacciata degli Austriaci da Genova; e fu recitato dall'Autore il 9 dicembre, nel banchetto d'onore offerto dagli studenti Genovesi, nell'albergo de la Ville, a Terenzio Mamiani: il quale, nel suo discorso a quei giovani, lodò grandemente il poeta. Parlò in quella occasione per tutti i compagni Gerolamo Boccardo, il futuro principe degli Economisti italiani. Quanto all'inno «Dio e il Popolo», l'edizione del 1850, nel secondo verso del ritornello, reca il soldatesco «Dio si mette alla sua testa» forse sulla fede di qualche copia errata dell' inno. Nei manoscritti di Goffredo è chiaramente e ripetutamente «Dio combatte» che ha sapor biblico, in tutto conforme agli studi che sulla Bibbia andava facendo il Poeta. Anche la edizione Tortonese ha la più giusta lezione «Dio combatte», e dobbiamo lodarla di ciò. Nel foglio volante su cui si legge il primo abbozzo di quest'inno son quattro versi accantonati in alto, e che all'inno non appartengono, ma che illustrano la prima strofa di questo, ricordando le fiammate fatte in quell'anno di monte in monte per tutta la catena degli Appennini, ripetendo ciò che nella vigilia del 10 dicembre 1846, avevano già fatto i Popoli delle Romagne: De' nostri monti ai vertici, Come comete ardenti, Ignee colonne ondeggiano All'aleggiar dei venti. 74 Infatti il centenario, a rigore di termini cronologici, ricorreva il 10 dicembre del 1846. E già nel 1846 (8 settembre) c' era stata, coll'intervento di gran parte degli Scienziati italiani, radunati in Genova a Congresso, una visita solenne della cittadinanza in Portoria, sul luogo dove il 5 dicembre 1746 si era affondato il famoso mortaio austriaco, e non erano mancati i giuramenti, né le acclamazioni entusiastiche. Per questo famoso centenario si veda l'Appendice XI: Le Feste Genovesi del Balilla. |
Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License |