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Giulio Douhet
Il dominio dell'aria

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  • LIBRO PRIMO
    • PARTE PRIMA     LA NUOVA FORMA DELLA GUERRA
      • CAP. VIII   ARMATA AEREA ED AVIAZIONE AUSILIARIA
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CAP. VIII

 

ARMATA AEREA ED AVIAZIONE AUSILIARIA

 

Considerando il problema in linea generale, e cioè basandoci solamente sulle qualità del mezzo aereo - indipendenza dalla superficie e grande velocità di traslazione - siamo giunti a questa conclusione:

La difesa nazionale non può essere assicurata che da una forza aerea atta, in caso di conflitto, a conquistare il dominio dell'aria.

Abbiamo visto che per conquistare il dominio dell'aria è necessario distruggere tutti i mezzi di volo del nemico, sia in volo, sia nelle loro basi, sia nei loro magazzini, sia nei loro stabilimenti di produzione, dovunque insomma esistono o possono crearsi, e che a tali distruzioni le armi terrestri e marittime non possono in alcuna guisa concorrere.

Ne risulta che una forza aerea atta a conquistare il dominio dell'aria è indipendente nella sua costituzione e nel suo impiego dalle armi di terra e di mare.

Per semplicità di espressione chiamerò, d'ora innanzi, Armata aerea il complesso di quei mezzi aerei che, nel loro insieme, possono costituire una forza aerea atta a conquistare il dominio dell'aria. La conclusione più sopra ricordata può quindi trascriversi in questo modo:

La difesa nazionale non può essere assicurata che da un'Armata Aerea di adeguata potenza.

Attualmente i mezzi aerei vengono militarmente impiegati solo per agevolare le azioni delle armi di terra e di mare, e quindi sono messi, rispettivamente, alla dipendenza dell'Esercito o della Marina. Non esiste alcuna forza aerea la cui missione sia quella di agire per conquistare il dominio dell'aria: se esistesse, dato che l'aria si estende ugualmente sulla terra e sul mare, non potrebbe dipendere né dall'Esercito né dalla Marina, perché una tale dipendenza costituirebbe una attribuzione arbitraria, non rispondente a necessità reali, e dividerebbe le forze.

Vi sono mezzi aerei direttamente legati alle armi di terra e di mare, in quanto non avrebbero ragione di essere se quelle non esistessero, come, ad esempio, l'aviazione d'artiglieria, assegnata all'artiglieria allo scopo di agevolare la sua azione di fuoco; vi sono altri mezzi aerei che, pur non essendo legati direttamente alle armi di terra e di mare, vi sono uniti da vincoli di dipendenza, come, ad esempio, l'aviazione da bombardamento e quella da caccia.

L'aviazione da bombardamento dipendente dall'Esercito ha lo scopo generico di offendere bersagli che interessano l'Esercito, quella dipendente dalla Marina di offendere bersagli che interessano la Marina. L'aviazione da caccia dipendente dall'Esercito ha lo scopo generico della polizia del cielo sulla terra, quella dipendente dalla Marina della polizia del cielo sul mare.

Si sente che in tutto ciò vi è qualche cosa che stride. Si comprende facilmente che, di fronte ad un tale stato di cose, un nemico che organizzasse una forza aerea allo scopo definito e preciso di conquistare il dominio dell'aria avrebbe buon giuoco, in quanto nulla di preparato né di organico potrebbe venirgli opposto.

E si comprende anche facilmente che tutti questi mezzi aerei dell'Esercito e della Marina verrebbero annullati da una Armata Aerea nemica che conquistasse il dominio dell'aria.

Che l'Esercito e la Marina si provvedano di quei mezzi aerei che possono riuscire utili allo svolgimento delle loro azioni è perfettamente logico, ma questi mezzi che integrano l'azione dell'esercito e della Marina sono ancora Esercito o Marina, e non possono rappresentare una forza aerea propriamente detta. L'aviazione d'artiglieria rappresenta utili osservatori aventi la forma di aerei: niente altro.

Tanto è vero che noi abbiamo potuto ragionare sulla guerra aerea e trarre la conclusione della importanza dell'Armata Aerea, indipendentemente dai mezzi aerei dell'Esercito e della Marina.

Quando si giunse all'espressione di Arma aeronautica parve un trionfo del nuovo mezzo di guerra. Ma non lo fu, anzi questa espressione rappresentò un legame, perché un'arma non può costituire se non la parte di un tutto, tutto che solo può risultare indipendente.

Bisogna giungere all'espressione di Armata Aerea, ente capace di combattere nel nuovo campo di lotta aperta all'uomo, dove né EsercitoMarina possono in alcun modo agire.

I mezzi aerei addetti all'Esercito ed alla Marina non possono considerarsi che come mezzi ausiliari dell'uno e dell'altra, e, perciò, per semplicità d'espressione, d'ora innanzi, li chiamerò Aviazione ausiliaria dell'Esercito e della Marina.

Fino ad ora, volendomi mantenere sulle linee sintetiche, ho parlato in genere di mezzi aeronautici, ma poiché in aeronautica i mezzi sono divisi in due grandi categorie: più leggero e più pesante dell'aria - dirigibili ed aeroplani, - così, per incominciare a sbarazzare la via, dirò che solo la categoria dei più pesanti dell'aria offre aerei utilizzabili a scopi guerreschi.


 

 

 

 




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