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Marco Praga
La biondina

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


11-attig | attil-comba | combi-diret | dirgl-funzi | fuoch-inter | intes-ninfe | ninna-procu | prodi-rispe | rispo-sorpr | sorre-truff | tuffa-zucch

     Cap.
1 III| di me.~ ~Adelina tua.~ ~ ~11 gennaio 1888.~ ~Mia cara 2 | 15 3 | 18 4 | 19 5 | 20 6 | 21 7 | 22 8 | 23 9 | 25 10 | 30 11 II | recava in dono una veste da 300 lire, e l'annunzio della 12 | 31 13 | 33 14 | 40 15 | 45 16 | 5 17 | 50 18 | 89 19 | 9 20 | 92 21 | 95 22 IV | spinse verso il divano, abbandonandola. Adelina cadde su di esso, 23 III| poco puliti, avea dovuto abbandonare Milano, e aveva deciso di 24 II | sputargli in faccia, di abbandonarlo per sempre, come il più 25 I | entusiasmo dei sensi si era abbandonata, James Burton, senza telegrafarlo, 26 III| tranquillamente, fiduciosamente abbandonate. Oh! le belle ore di gaudio 27 I | ne valga la pena.~César abbandonò la maniglia, posò di nuovo 28 II | posseduta mia moglie!~Poi, abbassando la testa e tenendo gli occhi 29 | abbiam 30 | abbiate 31 II | tutta la scala di colpe, di abbiezioni, di sozzure che Adelina 32 I | paese; e figure di donne abbigliate nelle foggie più bizzarre 33 I | a prestargli ajuto se ne abbisognasse. Perchè dubitare ancora? 34 II | vedute mai, in quarant'anni d'abbonamento».~Ma Giacomo non si entusiasmava 35 II | oleografie, date in dono agli abbonati del «Secolo», e, l'uno di 36 III| da parrucchiere. Marsina abbondante con dei risvolti senza seta, 37 I | appetito dei cibi saporiti ed abbondanti; James, senza comprendere 38 III| sono degli aristocratici. Abborro i simbolisti: Huysman per 39 II | marito, che si curvava per abbottonarsi le scarpe; e gli stampò 40 III| sempre. E mentre lui mi abbraccia, io chiudo gli occhi, e 41 III| quindici giorni ò potuto abbracciarlo una volta.~Pazienza! Meglio 42 III| Cattivo! Desideravo di abbracciarti! — gli ò risposto.~Come 43 III| vieni, ti aspetto; e l'aveva abbracciata; e aveva riudita la sua 44 III| Eugenio, chiacchierando, abbracciati; sfogliando delle riviste; 45 II | reggendosi a stento, colle mani abbrancate alla ringhiera.~Che azione 46 II | soddisfazione, ah! perdio! ti abbranco qui in casa e ti faccio 47 II | era scritto «Bianchi». Si abbrancò colle due mani al cordone 48 IV | illusione, fosse pure in un'aberrazione del sentimento?~Udì un passo 49 I | in una semplice cornice d'abete. Quell'angolo, come un salottino 50 I | fare ai suoi generi: di abitar , e di pranzar alla tavola 51 II | Bianchi occorreva, appunto, di abitare in una casa dall'aspetto 52 I | ogni modo, che a qualche abitatore della città, se potesse 53 II | rivelava subito per la borghese abitatrice di quella casa borghese. 54 I | certamente; non tutte le abitatrici della cartella n. 3 saranno 55 I | accompagnare dalla fantesca. La zia abitava a due passi, e aveva sempre 56 III| vettura.... colla scusa che abitiamo vicino al teatro.~ ~ ~28 57 III| mi à promesso pel 19 un abitino bianco che sarà un amore: 58 III| poltroncina, in quella sua posa abituale, piena di abbandono e di 59 I | dita, lungamente, come per abituarli alla luce del sole. Si ricompose, 60 I | sua sposa. Forse perchè abituato alla rigida freddezza dei 61 III| quelli che propugnano l'abolizione del matrimonio, e di tutto 62 III| sono passate. E poi non abuso. Una volta ogni tanto; nei 63 III| scriverti tutto quello che mi accade e che.... mi passa per la 64 III| sai che non faccio dell'accademia, saisopratutto — che 65 II | preso. Negare. Negare tutto, accanitamente, insistentemente, in faccia 66 III| e due che si decideva ad accasarsi.... per fare economia; oppure 67 III| ad una debolezza di donna accasciata dalla sventura — (Totò data 68 II | E, con aria disinvolta, accavallando una gamba sull'altra, e 69 III| mia Bianca!~Quando ti ò accennato, altra volta, in una mia 70 II | soltanto, perchè possa accertarmi che risponde all'ideale 71 II | gradini di furia: voleva accertarsene; e s'indugiava sui pianerottoli: 72 III| caccia al marito. E, te lo accerto, queste arti si mettono 73 II | gamba su una sedia vicina, e accese un grosso avana.~— Un amico 74 III| Un bel giorno la signora accetta il convegno, e gli arriva 75 III| almeno quello!) non potrebbe accettarlo.... per non doverne ringraziare 76 II | signora Zaira: dai ricchi accettava qualche piccolo compenso, 77 II | uscita, dopo lo spettacolo, accetterebbe un invito? Nossignore. Perchè 78 III| brillante al ferro di cavallo d'acciaio brunito; dal piccolo rubino 79 I | sua ultima stazione. Che accidente poteva coglierlo in quest' 80 I | pettegole di ragazze, invidiose, accidiose, pareva mi facessero un 81 I | Adelina, quel giorno, s'era accoccolata sul divano, ed era rimasta 82 II | come affrontarlo, come accogliere le sue prime parole, e preparerebbe 83 III| Se ti giungeranno, non accoglierli come lettere. Lettere, non 84 II | soglia, al suo ritorno, e lo accoglieva con una carezza e con un 85 III| me e la zia.~Essa mi à accolto con non troppa cordialità. 86 II | pieno di malizia. — Ma si accomodi....~E tenendo una delle 87 III| James, dopo pranzo, mi accompagna. E qualcuno mi riconduce 88 III| e delle debolezze che l'accompagnano nello esplicarsi quotidiano 89 III| altro si univa a lui per accompagnarmi. Ed io, a lui, non ò mostrato 90 III| preghi, e mi scongiuri di accompagnarti.~— Ma se tuo marito sapesse, 91 III| circostanze che le ànno accompagnate. Io, dal giorno che mi sono 92 II | Adesso?~— Adesso sì, e ti accompagno alla stazione.~Le era sfuggita 93 III| e via!~Infine, ò dovuto acconciarmi ad accettare qualcosa: della 94 III| Adelina, per la quale non puoi acconciarti ad una vita troppo tranquilla, 95 I | anni di matrimonio, s'era acconciata facilmente a questa vita.~ 96 IV | amore con essi! Così, mi acconciavo ad arrossire io, perchè 97 III| sarò neppure gelosa. Mi acconcierò a tutto, a saperti di un' 98 III| mesi di matrimonio io mi acconcio a una vita da monastero. 99 III| buona e debole creatura, per accondiscendere all'ardente preghiera, senza 100 III| un poco, ma à finito coll'acconsentire. Perchè, insomma, qui, con 101 III| che mi convinco che debbo accontentarmene ed esserne felice. Come 102 II | laggiù alla palazzina e mi accontenti di sputarti addosso! Ma 103 III| cucina. Io e Jaanes ce ne accontentiamo. E per me fu un gran sollievo 104 III| dei modi. Ora, non più. Mi accontento dell'esteriore: una corona 105 III| era poi tanto indegna di accoppiarsi e di unirsi a quella di 106 I | che nessuna impazienza le accorcerebbe; ma che nell'ultimo breve 107 III| passato ci unisce. E non posso accordarti nessuna superiorità,.... 108 III| calcoli, quell'amicizia accordata non doveva essere che un 109 III| averlo pensato, quasi senza accorgercene, ci troviamo, lui ad offrirmi 110 III| seconda novità è che ò dovuto accorgermi e convincermi che Totò è 111 III| importerà più, o non mi accorgerò neppur più di rinunciare 112 III| tante volte, neppure ce ne accorgiamo! Anche oggi ò acquistato 113 III| se ne accorge e non se ne accorgono in casa Galli, dove lo dicono 114 III| a Napoli, gravemente. Tu accorri per curarla, ma non ài cuore 115 III| piedi, la zia, perchè si è accorta che amoreggiava con un furiere 116 III| di rispetto per Bianca si accrescerebbe la confidenza, la sincerità 117 I | antipatia per quell'uomo accresceva, domandò:~— Ma.... chi era?~— 118 II | Perchè i bisogni non s'erano accresciuti col volgere degli anni, 119 I | stava ad osservare, a notare accuratamente chi erano i ballerini scelti 120 III| riaprivano nel cuore una acerba ferita; ma le benediceva 121 III| si farebbe. Ogni sito di acque di cura climatica proposto 122 III| istante il modo com'era stato acquisito, l'avrebbe umiliata più 123 I | gelosamente custodito, per acquistar valore, e fornir più guadagno 124 II | partire, aveva fatto un acquisto: una rivoltella; per ogni 125 IV | rimedio. La sua mente si acuiva nel frenetico desiderio 126 III| liete; o se per maggiore acume e più fine intuito che natura 127 II | che gli aveva imposto l'acutissimo desiderio di riuscir nel 128 II | aveva raccolto da terra e adagiato sul divano. Su una tavola, 129 I | carriera a ciascuno più adatta. «Soltanto. — aveva detto 130 III| chissà che cosa. E bisogna adattarsi alle esigenze e ai pregiudizi 131 I | ed Adelina che, vari mesi addietro, questa non avea potuto 132 III| debolezza; ritrarsi, dare un addio a Totò e.... Ma non si vive 133 I | mena una vita che non si addirrebbe ai suoi mezzi alla 134 III| che mi aveva stupito e addolorato. Non mi parlavi più tanto 135 III| degradazione che ora la stupiva e l'addolorava. Ma il tradimento di quell' 136 I | preoccupavano, e non se ne addoloravano, lui, Adelina. Certamente, 137 III| soddisfare e ogni sera ci si addormenta senza un desiderio insoddisfatto...»~ 138 II | ipnotizzato; lo avevano addormentato, e gli avevano detto: «Tu 139 III| il sangue, quando non ti addormenti in piedi. Già, comincierò 140 III| e nessuna ripugnanza. Io adempio, serenamente, tutti i miei 141 IV | trova nella impossibilità di adempire ai propri impegni.~— Vale 142 IV | farle. Madama Bianchi, molto adirata per il rifiuto di oggi, 143 III| queue:~Il signor Anselmo adocchia di sopra alla spalla del 144 IV | miglior mezzo di indurla ad adoperare ogni suo potere, ogni arma 145 III| quanti sono gli ingredienti adoperati in origine. Alla peggio, 146 II | il maggior entusiasmo e adoperava tutta la sua arte sopraffina, 147 II | Non aveva mai avuto un adoratore più entusiasta di.... Oscar!~ 148 II | una vita di devozione, di adorazione, di rispetto, non avrebbe 149 III| togli i De Goncourt che adoro perchè sono degli aristocratici. 150 III| ogni modo, sarò l'ultima ad adottarle. Ci tengo alla mia magrezza 151 III| d'infanzia, sua sorella d'adozione, suo confessore e.... suo 152 I | alto, biondo, forte; colto; affabile e cortese nella riservatezza 153 I | e chiude le valigie, e s'affaccia alla portiera, e vorrebbe 154 III| a quella mattina, che mi affacciai al balcone, irraggiata dal 155 I | gelosamente nascosta. Poi, affacciandosi alla porticina dello studio, 156 II | capì che una donna si era affacciata alla porta.... Allora dovetti 157 I | ecco l'avvenire, che si affacciava alla sua mente, tutto pieno 158 III| rumori, e un correre e un affannarsi di viaggiatori, di facchini, 159 III| con gli occhi luccicanti, affannata, sovraeccitata.~— Che c' 160 III| pochi mesi di inutili ed affannosi tentativi, si era dato per 161 II | quanto aveva raccontato, affermando uno sbaglio, una somiglianza 162 I | accertare, caro Burton — ve lo affermo perchè vedo che i vostri 163 I | rabbia feroce. Fu per afferrare al collo il francese, e 164 III| regalo, tanto carino, tanto affettuoseo, e del quale ti ringrazio 165 I | altri pensieri più intimi e affettuosi che lo avevano occupato 166 I | sola amica buona, sincera, affezionata: la Bianca. Era una sua 167 III| lo imponga. Guai à qui s'affiche!~Zia Ermelinda tutto questo 168 II | la propria scelta, o si affida a me?~— No, no, sceglierò 169 III| che avrei potuto darle, affidandomi ad un collegio, dove rimasi 170 III| mancanza di sincerità ad un affievolimento del tuo affetto per me, 171 I | giorno delle sue nozze. Aveva affittato un quartierino in via Principe 172 II | di mediazione e tanto d'affitto. «Perchè l'indoratore (il 173 III| Parigi, il gran centro a cui affluiscono i fuggitivi di tutto il 174 III| lo affogava, riesciva ad affogarlo, nella pace che si era imposta, 175 III| poi quel rincrescimento lo affogava, riesciva ad affogarlo, 176 III| Ora sono stanca morta, affranta, spossata. Aspetto una buona 177 IV | dentro.~James, un poco affranto e spossato dalle fatiche 178 II | vendetta feroce. Avrebbe potuto affrettare quella, ma compromettendo, 179 II | persino delle attrattive, lo affrettava col desiderio quell'incontro 180 III| più. Vivo di ricordi; e affretto col desiderio il tuo ritorno.~ 181 II | saprebbe come attenderlo, come affrontarlo, come accogliere le sue 182 II | arrivato a casa, adesso, avesse affrontata Adelina, e le avesse detto: — 183 II | bastato a cancellar quell'affronto, a farlo dimenticare a lei, 184 II | tentato invano; laddove, agendo direttamente, certi spasimanti 185 II | intendiamo, ragazze! questa è un'agenzia di collocamento, se volete 186 II | questi, con un riso amaro che agghiacciò il sangue nelle vene al 187 IV | marchese, permetterà che aggiunga le mie.~— E adesso?...~— 188 III| dirò che me l'aspettavo. Aggiungerò ad onor suo, che non mi 189 II | non è mica da credereaggiungeva per scrupolo d'onestà 190 III| Italia, ci si vedrebbe.~Non aggiungo altro: l'idea sarebbe sciupata!~ 191 I | nella vesticciuola semplice aggraziata di mussolina bianca. E Clara, 192 III| un momento, le veniva di aggrottare le ciglia nel corruccio 193 II | nessun timore di tradirsi.~Agirebbe sicuro, via, diritto sulla 194 III| non mangiavo più, dormivo agitata. Se n'è accorto anche mio 195 II | speranza lo sorreggeva e lo agitava insieme, ora che mancavano 196 III| irrequietezze, tutte le agitazioni, tutti gli appetiti malsani! 197 II | fatte girare delle teste! Agiva alla Scala, l'inverno scorso. 198 III| a lavorarci attorno; e ò agucchiato per due ore; credo di essere 199 III| Bianca mia, la necessità aguzza il talento!~Poi sono andata 200 III| Bianca. Ma Bianca non potè aiutarla che in minima parte. Il 201 III| Allora, da Parigi, potrò aiutarti!~Tutta l'anima sanguinava 202 III| uomini e sulle cose: ci siamo aiutate reciprocamente a formarci 203 II | baule, come vien viene, aiutato da Adelina che lo serviva, 204 II | visitatore.~— Vuol che l'aiuti? — disse Giacomo, allungando 205 II | malgrado il contatto, lo aiutò.~— No, bambina, mi farai 206 III| stata a Saint-Moritz o ad Alagna, o al Maloja, in un grande 207 III| più in giù, sempre negli alberghetti meno frequentati, dove non 208 I | quasi sempre nei grandi alberghi delle grandi città. Il primo 209 III| sarà rimasta in qualche alberguccio di montagna, giuntavi dopo 210 IV | perduta tra il verde degli alberi. Salirono una piccola scala 211 IV | sprigionantisi dai ciliegi e dagli albicocchi in fiore. Una gran calma, 212 IV | quadrata, e su di essa due album. Di fianco al letto, un 213 | alcuna 214 III| autour de mon jardin» di Alfonso Karr.~Si chiama Gontran, 215 I | uomo di lavoro e di studio, alieno dai piaceri del mondo, state 216 I | avevano conquistato questo alito caldo di vita, che spira 217 I | Rifiutò assolutamente, allegando dei vincoli che à qui.... 218 I | ridendo, fissando gli occhi allegri negli occhi di suo marito.~— 219 III| pallida, tremante.~Io rimango allibita nello stupore di quella 220 I | barone, gli avea dato, rimase allibito, senza parole. Si sentì 221 III| ultimo lavoro di sua sorella, allieva alla professionale: lo sparato 222 I | che pensiero quello di allogar quella ragazza. Sarà difficile! 223 III| nei migliori modi — di allogarmi, e di mandarmi a far benedire.... 224 III| ambiente, il lavorìo dell'allogarsi in una casa nuova. Ma via, 225 I | alla tavola comune.~Gli alloggi erano tutti indipendenti 226 I | coll'intento di vedervi alloggiare tutti i suoi, anche le future 227 II | domani ài un amante, questo allontana tutti gli altri, e servitor 228 II | me la lego a un dito.~E alludeva, cogli occhi furbi, al rifiuto 229 II | Biondina.~Giacomo, rapidissimo, allungò la mano, prese il ritratto, 230 II | bionda e procace?~C'era un'allusione e un presentimento — forse — 231 III| preparata coi sottintesi e colle allusioni? La notte è passata insonne, 232 I | meno, d'ora innanzi, di almanaccare su un abito frusto per rimetterlo 233 II | poltrona, sollevandolo all'altezza degli occhi per farsene 234 I | poggianti sui cavalletti altissimi: sulle tavole, cosparse 235 | altrettante 236 | altrove 237 I | chiese ancora James Burton alzandosi da sedere e appoggiandosi, 238 I | senza scomporsi molto, senza alzare troppo la voce. — Il tuo 239 III| che avrei dovuto — appena alzata questa mattinamettermi 240 III| mio malgrado.~Allora ò alzati gli occhi su di lui, pieni 241 II | Signor Burton....~James s'era alzato di scatto, e l'aveva interrotto, 242 III| conseguenza naturale che mi alzi presto; alle otto, alle 243 IV | perchè.~Allora Adelina si alzo in piedi, raccolse il velo, 244 III| collo, disperatamente:~— Amami, come puoi, come vuoi, come 245 III| una parola, che amo, e che amando mi sento qualcuno, qualcuno 246 I | fuorchè con quello che amano, o che prediligono, o che 247 III| nessuno, neppur quello di amar te.~Si alzò, e mi disse:~— 248 II | dopo una piccola pausa, amaramente, mentre una lagrima gli 249 III| nella vita di ogni donna è amareggiato anche questo, per me, da 250 II | Burton, questi, con un riso amaro che agghiacciò il sangue 251 IV | solo, sempre quello, che mi amasse e mi pagasse! L'onta, e 252 III| come se i legislatori amassero tutti la moglie loro e non 253 III| me stessa. Fossi amata ed amassi, ah! questo sì, lo sento, 254 III| rubato ad altrui. Se non ci amassimo, non ameremmo nessuno. Non 255 III| un uomo, tu? Ci saremmo amati! Eravamo fatti l'una per 256 III| Se non ci amassimo, non ameremmo nessuno. Non io mio marito, 257 II | qualche inglese e qualche americano da infinocchiare un pochino, 258 I | guardia... — E gli batteva amichevolmente la mano sul ginocchio.~La 259 III| permette che due ragazze si amino come ci amiamo noi e si 260 III| scienza delle evoluzioni, e si ammaestrano, nell'esempio, al salto 261 I | colà dimorante, gravemente ammalata, quasi in fine di vita. 262 III| casa, noi due sole. Totò è ammalato: pare abbia fatta una indigestione 263 III| spossata, e credo che mi ammalerei se non godessi di un po' 264 III| gioiello.~Un giorno la bambina ammalò. Fu un lungo martirio. E 265 III| al di dell'oggi, senza ammassare una fortuna che le servisse — 266 III| la ricchezza. Non aveva ammassato mai, per quante occasioni 267 IV | entusiasmo si sarebbe fatta ammazzare, allora, vittima dell'amore. 268 II | non val manco la pena d'ammazzarla. Anzi, appunto per evitare 269 IV | attorno a dire il perchè mi ài ammazzata: non ti presteranno fede! 270 III| perdonato.... o l'avrei ammazzato.~Dov'è Eugenio? Chi lo sa?~ 271 III| La gente è maligna: non ammette che una signora e sua nipote 272 III| non ammetto, non posso ammettere che sia un pare, un dicesi 273 I | quistione di prezzo, insomma.~— Ammettete, caro barone, che l'avventura 274 III| di noi due. Intanto, non ammetto, non posso ammettere che 275 III| io.~Il Galli è uno degli amministratori della Società dei trams 276 III| sfogliando delle riviste; ammirando delle incisioni; tacendo; 277 IV | curioso, dopo averne soltanto ammirato il ritratto. Ma egli conosceva 278 III| prendersi una casa a Milano e ad ammobiliarla. Era necessaria una casa, 279 II | in Inghilterra.... Sono ammogliato da tre anni....~La Bianchi 280 III| cui la cocotte alla moda ammorbidiva le sue carni.~Quella corrispondenza 281 III| rivelazione, poi, di un amorazzo qual'era la relazione di 282 III| perchè si è accorta che amoreggiava con un furiere del Genio. — 283 III| dove non ò trovato certo amorevoli cure (se non nelle apparenze), 284 III| La Bessone l'è proprio un amorino.~— E la sua zia non la balla 285 III| anche senza le tue parole amorose, sarei giunta, a questa 286 I | lavorare di lena. Aprì le ampie vetrate. Dalla campagna 287 I | della sua natura. I loro amplessi erano lunghi e d'ogni notte: 288 III| non ài cuore e coraggio di andartene sola. E mi preghi, e mi 289 III| Ermelinda che era meglio andassi a salutare James e a chiedergli 290 II | fantesca, a chiamarla, o ne anderebbe in cerca lui stesso. Saprebbe 291 III| so a far che cosa. Me ne anderei, voltando le spalle al ricco 292 III| fermarci in qualche paesello. Anderemo innanzi io e la zia e ci 293 I | E quando mi annoierò anderò via! Ecco!... Soltanto, 294 II | nascondendosi poi dentro l'ándito della casa vicina. Ma no, 295 III| gli Erckmann-Chatrian, gli Andrea Theuriet, e tutti codesti 296 III| candele, tutto pancia e tutto anelli e catenelle, che veniva 297 II | santa donna! Una creatura angelica! Quanto bene glie ne avevano 298 III| amore non era stato il suo angelo tutelare? Oh! se, allora, 299 I | possiede. Qua e , e negli angoli, sul pavimento, erano pezzi 300 III| mia, forse, sono veramente angosciata; e sento di aver perduta, 301 III| parole e di lagrime, pieni di angoscie e di sincerità. A buon conto, 302 II | finalmente. C'era stata una pausa angosciosa; alcuni minuti di doloroso 303 II | delle meditazioni troppo angosciose, quasi impaziente di effettuare 304 III| udito, oggi, dagli sfoghi angosciosi della zia, non smentiti, 305 IV | scoppio di pianto lungo, angoscioso, convulso.~Piangeva di dispetto 306 IV | intemerato, rispuntava l'animale. Oppure, forse, come tutti, 307 III| vivere. Vegetare è degli animali e delle piante. Io ò vegetato, 308 II | così intenso, così pazzo da annebbiargli la vista, da fargli perdere 309 III| questo sconforto in cui si annega l'ultima bricciola di onestà.~ 310 III| tre giorni prima, aveva annientata la sua fibra, in lotta da 311 II | Era la sua festa, oggi? Un anniversario? No. Perchè un regalo? Ah! « 312 III| non ci troverebbe che da annoiarsene.~Dunque?~Bada: noi partiremo 313 II | forzatamente calmo e fintamente annoiato, disse:~— Signora, i suoi 314 I | tenerti compagnia. Eh?~— Ti annoierai, piccina.~— E quando mi 315 I | piccina.~— E quando mi annoierò anderò via! Ecco!... Soltanto, 316 III| ci sono tornata, ma mi ci annojai. Non c'è più lui! Mi fa 317 II | un'aria da gran signore, annojato: si stese su una poltrona 318 III| dispetto: di vedermi andar via, annunciando che lei — e lui per conseguenza — 319 III| tutto ciò a quale scopo? Per annunciare il mio matrimonio! Questo 320 II | Alla mia cara Adelina, per annunciarle la nostra fortuna».~Adelina 321 III| Totò se n'è andato. Oh! mi annunciasse il suo matrimonio! Sai, 322 I | fratello, da Londra, gli aveva annunciata la visita.~Suo fratello 323 II | sforzo di un'ora. Avrebbe annunziata a sua moglie una improvvisa 324 I | momento che gli avevano annunziato l'arrivo del banchiere, 325 I | ritornate il giorno innanzi come annunziatrici della lieta novella. Tutto 326 I | pranzo, aveva già scordato le ansie e le paure che, malgrado 327 IV | divano azzurro del pari, di antica foggia, e due poltroncine. 328 III| fuori; persino delle sue antiche compagne di scuola che non 329 I | rispose Dumenville, — anticipate, naturalmente, nelle mani 330 II | giungeva che alla sette. Perchè anticipava, oggi? Aveva udita una carrozza 331 I | proviamo tutti, di figurarci in anticipazione una persona della quale 332 III| e non mi riesce. Il mio antico stile si è esaurito, forse, 333 IV | sovraeccitazione: e, come antidoto all'esulcerazione dell'animo, 334 I | una quasi certezza, che l'antipatia per quell'uomo accresceva, 335 III| di mestiere, fannulloni antipatici: niente di quegli uomini 336 II | brutta ma non di un brutto antipatico, vestita modestamente e 337 III| si dimenticano anche le antipatie, e mi erano antipatiche, 338 II | Il vecchio Sinigallia, l'antiquario del primo piano, lo trovava 339 III| Orlandi. Si va in Val d'Aosta. Non so se per gironzolare 340 III| importa niente. Ò spinto l'apatismo sino a concedermi ad un 341 IV | tavola. E attese.~La porta si aperse e la donnina entrò: ma appena 342 III| lettere che non osi dirlo apertamente, ma che sai già o ài la 343 IV | dell'orto: e per le vetrate aperte penetravano nella stanza 344 III| metteva coll'entusiasmo di un apostolo a quest'opera rigeneratrice, 345 III| tutte le spose fu per te appagato nel limite minimo! Sei sempre 346 III| Poi la porta si spalanca e appare essa, pallida, tremante.~ 347 I | Mangiava, quello che trovava apparecchiato, e non chiedeva di più!... 348 II | pregustava la sua vendetta, e la apparecchiava così bene, curando tutti 349 II | e con la maggior calma apparente: ben diverse erano le sue 350 III| concedeva di conservare almeno l'apparenza dell'onestà. E il suo ritratto 351 III| nello stupore di quella apparizione. Eugenio si alza, di scatto, 352 III| rincantucciava in una camera appartata del suo alloggio, e si abbandonava 353 III| che dobbiamo rivederci. Ci apparteniamo troppo, mia Bianca!~Quando 354 I | forse è qualcuna che vi appartiene.... e mi avete fatto parlare.... 355 III| un portacarte, e che io appenderò in anticamera.~Del resto, 356 III| scrittori di romanzi per le appendici dei giornali che entrano 357 II | di sali che egli teneva appesa insieme con una miriade 358 III| c'è sempre un revolver appeso accanto al letto di James.~ ~ 359 III| le agitazioni, tutti gli appetiti malsani! Che gran calma, 360 III| ciocca stiracchiata, stirata, appiccicata sulla fronte, in semicerchio. 361 II | loro abitazione c'erano appiccicati due cartellini: «F. Bianchi, 362 I | salita in piedi su di esso, appiccicò con quattro chiodi il drappeggio; 363 I | quattro anni studiava l'applicazione dell'elettricità alla trazione 364 III| bel sole tepido di maggio, appoggiandomi al davanzale e rimanendo 365 I | ripensava, ora soltanto apprezzava questa grande qualità di 366 III| un pezzo!~Io, zitta. Ma l'approccio era difficile. Lui non ballava, 367 I | vostri viaggi e voleste approfittarne), di prezzo non si parla 368 II | ginocchio.~Giacomo aveva approfittato della piccola commedia per 369 II | lo sapevo, e che non ne approfittavo.~Il banchiere aveva stretta 370 II | partire stasera per Ginevra. Approfitto della circostanza, e parto 371 III| ricordare, non ragionava e non approfondiva più. Forse, questa volta, 372 III| furia di ripeterlo potessi appropriarmelo, farne qualcosa di mio.~— 373 I | entrata: vedendola, avreste approvata la mia scelta! — Poi, cambiando 374 II | piace. Ò da dirgliela? L'approvo. Se fossi un uomo non avrei 375 IV | non anno mai mancato agli appuntamenti da lei fissati.~— E neppur 376 II | lasciati, dandosi un vago appuntamento per attraversare insieme 377 I | compasso, o prendendo degli appunti, o risolvendo intricati 378 III| supremo, si era informato appuntino. E non si era spaventato 379 III| più facile che io riceva e apra le sue, che lui le mie. 380 III| mattino, guardandomi attorno, aprendo le finestre per lasciar 381 II | Che contiene?~— Non so. Apriamola e vedremo.~Adelina interrogava 382 IV | lo ànno assolto.~ ~FINE.~Aprile-Luglio, 92.~ 383 I | discretamente fornito, non l'aprirebbe. Però a un forestiero del 384 IV | dalla faccia ebete, venne ad aprirgli: e dietro presentazione 385 I | alla portiera, e vorrebbe aprirla e scendere abbasso, parendogli 386 III| la notte a scriverti, ad aprirti l'anima ed il cuore. E mi 387 II | strappo. Mentre aspettava che aprissero, gli passò dinanzi la persona 388 I | pseudo-antiche, con pezzi di damasco arabescato che andava a scoprire per 389 II | non avrebbe avuto tempo di architettare una difesa basata sulla 390 II | piano mostruoso che aveva architettato. — Oh! come sentiva che 391 I | introdotta di soppiatto in quell'archivio gelosamente custodito, per 392 I | lui Oscar Dumenville, l'arcimilionario banchiere, del quale suo 393 III| per accondiscendere all'ardente preghiera, senza decidervisi 394 III| or sono, e trovò le più ardenti ed entusiaste ammiratrici 395 I | incoraggiandosi l'un l'altro, trovando ardire l'un l'altro dal rinfrancarsi 396 III| di senso morale. Il più ardito, o il più pratico; il più 397 II | essa professava con tanto ardore, con tanta pietà.~Era questa 398 IV | notizia e assorta nelle argomentazioni che essa le avrebbe suggerite, 399 II | inventato, dandosi delle arie da gran signore. Conoscere 400 III| lettrice amante dell'arte aristocratica e raffinata. Il suo romanzo « 401 III| segreto — Catulle Mendès e Armand Silvestre; con delle strizzatine 402 III| convitto: e si andava ad Arona. L'anno scorso (il primo 403 II | palcoscenico: tutte le Fate e le Arpìe sbucate dai trabocchetti: 404 III| il danno che vi potrebbe arrecare. L'amore è sovente, troppo 405 III| La confessione avrebbe arrecato un gran dolore a James: 406 II | guardò d'attorno.~La stanza, arredata senza gusto, con dei mobili 407 IV | toilette di una donna. Tutto l'arredo era semplice, ma pulito, 408 IV | di gentiluomo.~Allora si arrese. E James scrisse, in francese, 409 II | La sua mente non s'era arrestata a pensare, a indagare, a 410 III| ragazzi di scuola.~E mi arresto.... perchè un gran dubbio 411 IV | fortunato dei mariti.~Si arrestò, di nuovo. La sovraeccitazione 412 III| rispetto della folla.~L'idea di arricchire non le era mai passata per 413 I | una lingua, quel bottegaio arricchito! Già: la zia è ancora una 414 III| Faccia da scemo. Baffetti arricciati, in principio di festa: 415 III| del luogo. Poi, forse, le arrideva l'idea di farmi un dispetto: 416 III| un terno al lotto. Senza arrière-pensée.... te lo giuro.~Bacioni 417 III| moglie, è una madre: ed à arrischiata la vita per me, e l'onor 418 IV | simile. Madame Bianchi non si arrischierebbe — oh! jamais de la vie! — 419 I | sedile decente sul quale non arrischierò di rovinarmi le vesti come 420 I | passato al fiaccherajo.... Ci arrivai dopo un lungo tragitto, 421 III| all'obbrobrio se fossimo arrivati tutti e tre insieme in una 422 III| Tornerò presto.~— Bravo. Arrivederci.~Una cosa leggermente ributtante, 423 III| preveduto — le facesse, quando arriverà, domani. Perchè Totò è collega 424 I | ò paura d'invitarti. Arrossirei, mi tradirei.~Al vecchio 425 II | Allora sarebbe naturale l'arrossirle del volto, e il tremito 426 III| balbettava parlandomi, arrossiva persino, qualche volta, 427 III| sbagliata, e i falsi amori, e le artificiose emozioni, e le inutili rivolte, 428 III| artificiosa, come tutto era stato artificioso in lei, anche l'amore, e 429 III| interessanti; intendiamoci: più artisticamente interessanti; perchè ò anch' 430 III| coloniali. Id. id.~Il signor Arturo Cantaluppi, capomastro. 431 I | e le lagrime che aveva asciugate coi suoi baci sulle ciglia 432 II | dunque. — E s'interruppe. Si asciugava la faccia, e la salvietta 433 III| dimora costì? Mi perdonerai? Ascoltami.~Tra Orlandi....~Ecco la 434 IV | concentrato in stesso, senza ascoltar più la loquacia del cameriere. 435 I | po' d'aria. Poi avrebbe ascoltato il resto. Ah! sì, l'avrebbe 436 III| alla porta, e stetti in ascolto. E non me ne pento. Era 437 III| lunghissima peregrinazione nell'Asia minore, nell'Indostan e 438 IV | gli occhi fissi su di lei, aspettando alla sua volta. E come il 439 III| suo, che non mi à lasciato aspettar molto. Quanto alla zia, 440 II | scrivesse, al teatro, o l'aspettasse all'uscita, dopo lo spettacolo, 441 III| però! Se lo aspetti, lo aspetterai per un pezzo!~Io, zitta. 442 III| lungo, dirti tante cose. Aspetterò a farlo quando vi sarò autorizzata 443 III| sono maritata da sei mesi. Aspettiamo e.... con coraggio.~Te beata! 444 II | Giacomo, rimasto solo, aspettò che la carrozza del banchiere 445 I | i fiori d'arancio e che aspirano ancora ad uno sposo; e, 446 II | non bastano i denari per assaggiarla.~Giacomo fremeva. E come 447 III| nella disperazione che mi assale, una forza sovrumana, e 448 II | tratto, un dubbio doloroso assalse Giacomo: che la vendetta 449 II | rivederla, per tornare all'assalto con un'arma in mano, adesso, 450 III| importanti; rileggendo invece, assaporando quasi, le più intime, le 451 II | questa calma. Oh! pur di assaporare quell'istante di gioia feroce 452 IV | contrattempo; che, da due giorni, assaporava la gioia fremebonda di quell' 453 II | delle Indie: e le Danaidi assassine; e le Sirene canore; e le 454 I | e un salotto. Gli furono assegnati i n. 17 e 18 al primo piano.~ 455 III| per la Svizzera. Staremo assenti una ventina di giorni: e 456 IV | creduta la sua situazione assestata e regolarizzata; ora che 457 II | già come certo.~Bisognava assicurare la Bianchi.~— Sa.... l'italiano 458 I | Infatti la Bianchi mi aveva assicurato che è maritata.... Ma chissà? 459 III| medesimo della Bianchi le assicurava, le pareva di mancare il 460 II | di altre parole, di altre assicurazioni. Quali? Non sapeva. Ma altre 461 I | permetterle che il più grande ed assiduo appoggio morale l'Adelina 462 II | riusciti mai. «Già — era il suo assioma — a 'sto mondo è tutta quistione 463 I | obbligata a recarsi per assistere una sua sorella colà dimorante, 464 III| con loro due. Io non vi ò assistito, per fortuna ma ò udito 465 IV | costituirsi.~ ~I giurati lo ànno assolto.~ ~FINE.~Aprile-Luglio, 466 III| delle rendite proprie e assolute e personali della zia.~E 467 III| trovo il bene ed il buono assoluti, in qualcuno e in qualcosa: 468 III| così giusto finisse, in una assoluzione, Bianca andava formando 469 IV | avesse risvegliata da un assopimento di morte.~Egli attese ancora, 470 IV | soltanto verso l'alba si era assopito vinto dalla stanchezza, 471 III| della sua intellettualità è assorbito dal lavoro che è il gran 472 I | nella voce, che Dumenville, assorto forse nei ricordi della 473 II | esposizione della roba minuta.~E assumendo di nuovo una posa annoiata, 474 II | di attendere l'occasione. Assunse un'aria da gran signore, 475 III| onestà, aveva — egli dice — assunti obblighi e doveri sacrosanti 476 II | risultare chiaramente come assurde, tutte quelle fatte prima? 477 II | egli si persuadeva dell'assurdità dei suoi dubbi e delle sue 478 II | degli inventari e delle aste di mobili e di merci di 479 I | come lui per tante ore si astraeva dal mondo, e al mondo e 480 III| seguivano nel plico, cercando di astrarsi, di non dar retta, di non 481 III| la gotta!~Ebbene: crepi l'astrologo, e schiatti l'invidia; io 482 III| lotta. Lotta di furberia, di astuzia, per scoprire: lotta di 483 III| dire essere mamma. È un atavismo.... fisico-morale. E, per 484 III| quaggiù. E l'anima s'era atrofizzata in quella lotta disperata 485 III| perchè il cuore mi si era atrofizzato nel petto, senza la possibilità 486 III| di dolce e di caro che ti attacca alla vita, che te la rende 487 III| da una súbita idea, come attaccandosi all'ultima speranza, corse 488 IV | Di fianco al letto, un attaccapanni. In faccia alla porta per 489 III| quei cavalli si possono attaccare al biroccino la domenica, 490 III| pronunziare il gran «si», e nell'attaccarmi al braccio di mio marito 491 III| sempre a portata di mano, per attaccarvisi e ritornare con essa alla 492 III| della propria vita; essa si attaccava disperatamente all'amica: 493 IV | alla porta, e sempre nell'atteggiamento e con quel suo tono di voce 494 I | quale James aveva diritto d'attendersi, e che sarebbe stata dimostrata 495 I | di vergogna, di stupore attento e scrutatore negli occhi 496 I | con chiunque. Le confessò, attenuandolo e togliendogli ogni sapore 497 III| trovarmi delle scuse o delle attenuanti, te l'ò detto....~ ~Adelina~ ~ ~ 498 IV | la sventura colpisce ed atterra, cercava un sollievo purchessia, 499 III| poter dare a stessa un attestato d'onestà al quale il mondo 500 I | palazzo fuori porta Magenta, attiguo alla officina dei saponi,


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