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Paolo Valera
Dal Cellulare al Finalborgo

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  • Fra i passatempi dei condannati.
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Fra i passatempi dei condannati.

 

Fra i passatempi dei condannati giornalisti nel Reclusorio v'era pur quello di mettere in versi i fatti che destavano qualche impressione. Come saggio pubblico le seguenti strofe di don Albertario. La notte dal 26 al 27 novembre una libecciata terribile devastò la sponda ligure e recò gravi danni in mare e in terra. A Finalborgo furono schiantati alberi, trasportati dal vento comignoli e tetti; il camino della caldaia a vapore del Reclusorio di Finalborgo venne spezzato a metà, cadde sull'infermeria del carcere, sprofondò il tetto e, per prodigio, non schiacciò nei loro lettini gli ammalati. Al mattino si celebrò il fatto doloroso, con le strofe di don Albertario:

 

O cielo di Liguria, o ciel furioso,

E quando, dimmi, la farai finita

A ridonarmi il sol, la nostra vita,

Che tieni dentro al guardaroba ascoso?

 

Qui, dal tepido mar, dall'alpi algenti,

Scendon sul lido alla battaglia atroci

Scirocco e Tramontana, e a lor veloci

Schieransi intorno i bellici tormenti.

 

Dense le negre nubi e gonfie d'ire

In groppa ai venti stendonsi pel campo;

Il tuono scoppia inseguitor del lampo,

De' mostruosi guerrier folle è l'ardire.

 

Dalle cime native il ghiaccio chiede

Borea e lo muta in grandine funesta;

Libeccio intanto del Tifone appresta

L'arma a Scirocco che terribil riede.

 

"Pel Simun, rugge, per le arene e il fuoco

"Del genitor deserto, il giuro al cielo,

"In fra le nevi porterò lo sgelo

"E di Borea il mugghiar farassi fioco.

 

"Siccome nebbie spersi carovane,

"Come fuscelli sprofondai navigli,

"Ho atterrato i leon quasi conigli;...,

"Rido del soffio delle Tramontane."

 

Sì dice - e fiero e furibondo attacca

Con Libeccio e Tifon, colle saette

Sferza Aquilon dalle scoscese vette

I suoi guerrieri e lo Scirocco fiacca.

 

Le navi trottolâr nell'oceáno,

E in un baleno l'inghiottisce il gorgo;

Crollano torri e case; a Finalborgo

Del fornello il camin vien raso al piano.

 

O cielo di Liguria, o mar Tirreno,

E quando l'aure e l'onde tue saranno

Serene e quete ed avrà fine il danno

Orrendo inflitto al dolce lido ameno?

 

Non fia sicuro sullo stelo il fiore,

E allo stranier che ti sospira ed ama.

Colle tempeste appagherai la brama

Di qui svernar sul suolo dell'amore?

 

Torvo risponde il Ciel: "Allor letizia

"Del suo sorriso abbellirà la terra,

"Quando fien salvi i prigionier di guerra,

"E a splender torni il sol della giustizia.

 

"Ma fin che a Finalborgo, tra le pene,

"Giaceranno innocenti, il mar col flutto,

"Col vento il Ciel, semineran tal lutto

"Che in pianto scioglierà fin le catene."

 

 

 




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