Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Erminio Juvalta
Per uno studio dei conflitti morali

IntraText CT - Lettura del testo

  • Capitolo Primo
    • § 3. — Due esigenze distinte e connesse
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

§ 3. — Due esigenze distinte e connesse

Ma ogni dottrina morale è internamente mossa e come tormentata da due esigenze connesse ma fondamentalmente opposte, che si accompagnano, ma si combattono senza accordarsi e senza escludersi del tutto mai (nec tecum nec sine te): l'esigenza assiologica, della valutazione oggettiva intrinseca impersonale (disinteressata) che assicuri il valore morale dell'azione e il merito o il demerito dell'operante; e l'esigenza esecutiva, della valutazione soggettiva estrinseca personale (interessata) che attribuisca all'azione morale anche un altro valore indiretto (oltre il valore intrinseco), il quale la rende desiderabile e preferibile all'azione opposta per il bene che si presume debba recare all'operante, e che un osservatore il quale giudichi l'azione secondo la coscienza morale comune riconosca «meritato»1.

Ma anche queste due esigenze si presentano nei due tipi di morale in modo diverso e hanno rispettivamente un'importanza di gran lunga diversa. Ne risulta che possono sorgere incoerenze e contrasti non solo dall'accostamento o dalla sovrapposizione delle esigenze proprie di ciascun tipo, ma anche dal diverso atteggiarsi, in ognuno dei due, di queste esigenze comuni, già per sé divergenti.





1 Nel giudizio di valutazione morale che ciascuna persona porta sulle azioni altrui, sono impliciti due elementi: o se piace meglio, si possono distinguere due momenti, a cui corrispondono e in cui hanno radice le due esigenze diverse: il giudizio sul valore dell'azione, il quale è commisurato di solito al grado di sforzo e di sacrificio, che esso costa all'operante (al disinteresse); e il giudizio sul merito dell'operante, col quale si giudica la persona che suscita l'atteggiamento di simpatia e di consenso (ricordare lo spettatore imparziale dello Smith) come degno di benevolenza, di lode, di premio; cioè degno di un bene che gli tocchi in compenso del sacrificio (si pensi allo scambio abituale dei termini: buono e lodevole e dei simili). Ed è interesse della società, interesse pubblico cosí grande come quello che muove a lodare l'azione morale, quello che spinge a volere che la stima sociale e la lode e la speranza di premi, cioè di beni o di godimenti procurati dall'azione buona, siano motivi presenti ed efficaci a corroborare l'amore del bene, e a promuovere la virtù. Né occorrono ulteriori considerazioni psicologiche per intendere che la sanzione-premio è la forma sociale (politica e religiosa) dell'esigenza esecutiva nella morale del bene, e la sanzione-pena la forma sociale della stessa esigenza nella morale della legge. Piuttosto sarebbe interessante notare l'importanza che può avere la «opinione pubblica», dove è viva e feconda, come forza di penetrazione delle valutazioni morali nelle leggi e nei costumi.





Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License