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Erminio Juvalta
Per uno studio dei conflitti morali

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  • Capitolo Secondo
    • § 14. — Morale personale e interiorità
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Capitolo Secondo

§ 14. — Morale personale e interiorità

Gioverà accennare brevemente alle direzioni principali di questi problemi e alle vie delle possibili conciliazioni.

Cominciamo dalla morale personale. Qui alla forma antica della ricerca: quale sia il sommo Bene o il Fine supremo dell'operare, si sostituisce — col tradursi sempre piú chiaro della esigenza della valutazione obbiettiva nella esigenza formale del disinteresse — lo sforzo di cercare quali fini possano aver valore per sé; e poiché i fini presuppongono una volontà, cioè una tendenza, un'aspirazione, una direzione che li faccia scopo dell'azione cioè fini, e urge il preconcetto kantiano della impurità di qualsiasi fine, la ricerca dei fini buoni diventa ricerca dei motivi puri. Ai quali si riconosce valore morale indipendentemente dal contenuto della azione in cui si traducono e da ogni loro effetto esterno; che non ha, se mai, altro valore che di segno e garanzia di quel valore del motivo, il quale si compie e si esaurisce nella interiorità.




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