§ 20. — Il contenuto religioso del razionalismo metafisica. — Due
forme di conflitto
La
penetrazione della morale nella religione, che trova la sua espressione piú
ardita e piú risoluta in Kant, in quanto richiede la interiorità
e la spontaneità della fede, prepara a mettere in luce nella religione il
fattore e l'elemento personale e tende a rifrangere per dir cosí il divino
nelle forme diverse di bene e di ideali morali pei quali si rivela nella
coscienza personale; risciogliendo quasi la perfezione di Dio nella pluralità
dei suoi attributi. Ma, in quanto fonda la certezza religiosa sulla certezza
morale, tende a considerare come essenziale nella religione soltanto la accettazione di quei postulati metafisici, di cui si
pensa che la morale richieda e autorizzi l'affermazione; e a ritenere come
estraneo alla pura razionalità — trasportata dall'universalità della legge nel
comandamento divino — il contenuto storico particolare, sia di dogmi sia di
culto, proprio della religione positiva.
Ora
qui si alimentano le radici di un doppio conflitto (dal quale rampollano, come
suole, altri contrasti minori) analogo a quello accennato sopra sul contenuto
politico; il primo tra lettera e spirito della legge, tra rivelazione esterna e
rivelazione interiore, tra autorità e libertà; l'altro tra esigenza razionale
della religione morale ed esigenza storica della religione positiva.
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