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Erminio Juvalta
Per uno studio dei conflitti morali

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  • Capitolo Secondo
    • § 22. — Esigenze razionali ed esigenze storiche nella religione
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§ 22. — Esigenze razionali ed esigenze storiche nella religione

L'altro conflitto si può formulare cosí: se la religione razionale non è che la religione richiesta e autorizzata dall'esigenza morale, allora si riduce ad una metafisica morale, la quale è legittima e legittimamente posta in quanto è contenuta nei limiti dei postulati metafisici cosí detti pratici12 e delle loro implicazioni necessarie; ma non in quanto ha un contenuto diverso, tradizionale o storico, estraneo alle esigenze morali, e che si traduce in dogmi e pratiche e riti del culto esterno; a meno che non se ne dia una interpretazione simbolica.

Ma, cosí intesa, la religione invocata per soddisfare le esigenze morali, manca appunto di quella certezza che è la certezza della fede e della quale la coscienza morale andava in cerca. La fede che vuole la coscienza morale non è la fede che consiste nel pensar Dio come buono e come onnipotente, ma nell'essere certi che il Dio buono e onnipotente postulato dalla morale esiste davvero; e questa certezza è data dalla religione storica e non può essere data che da lei.

Cosí è che la religione razionale se vuol essere fede non può che sorgere sulla base di una religione storica e appropriarsi la fede della religione storica, qualunque ne sia poi la interpretazione filosofica.

Per tal modo oscilla tra la esigenza razionale di una metafisica che sia adeguata alle aspirazioni piú elevate e piú pure della morale, e la esigenza storica di una religione positiva che la faccia vivere della certezza e dell'ardore della sua fede.





12 Della opportunità di distinguere i postulati etici propriamente detti dai postulati metafisici dell'Etica, tratta lo scritto, Postulati etici e postulati metafisici. Qui è necessario aggiungere che nella concezione comune (aperta da Kant) sui postulati metafisici della morale sembra tacitamente ammesso che — una volta riconosciuta la legittimità di costruire, sulla base della certezza morale, una metafisica morale, ed eliminate così le note difficoltà teoretiche — non sorgano da questa postulazione difficoltà di altra natura. Ma se si esaminano attentamente le implicazioni contenute nei detti postulati, si trova che sorgono difficoltà insormontabili non solo dalla loro negazione ma anche dalla loro assunzione. Non solo non vi è dottrina morale che non susciti problemi metafisici, ma non vi è dottrina metafisica che non susciti problemi morali.





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