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| Erminio Juvalta Per uno studio dei conflitti morali IntraText CT - Lettura del testo |
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§ 5. — La morale del bene e il suo problema centrale Prescindendo dunque dalla morale della legge che si suppone data e osservata, è noto che il problema centrale di questa morale personale si presenta essenzialmente nell'età classica come la ricerca e la determinazione del fine che merita di essere il fine dell'operare, cioè del Sommo Bene; e in questa determinazione le due esigenze che si contrastano, e che si appuntano l'una nella virtú, l'altra nella felicità, o partono dalla felicità per arrivare alla virtú, o dalla virtú per arrivare alla felicità; o si conciliano nella concezione di un Bene oggettivamente sussistente la cui ricerca è virtú, e il cui godimento è felicità. E questo Bene può essere pensato come attuato e attuantesi nella vita empirica, o in una vita al di là dell'esperienza sensibile, e chiedere le ali per levarsi dalla terra al cielo a quella stessa religione, di cui si alimenta la riverenza e l'ossequio interiore alla legge (il «timor di Dio»). Questo Bene oggettivo è «ragionevole» che valga anche soggettivamente come motivo adeguato di azione per ogni persona assennata; perché «aver senno vuol dire conoscerlo, e conoscerlo vuol dire apprezzarlo e preferirlo ad ogni altro fine». |
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