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Erminio Juvalta
Postulati etici e imperativo categorico

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


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1 5 | le seguenti conclusioni:~ I postulati etici propriamente 2 | 2 3 5 | realizzazione dei valori morali.~ I detti postulati etici 4 | 3 5 5 | morale di questa forma.~ I postulati teoretici (metafisici) 6 | 4 7 | 5 8 | 6 9 | 7 10 2 | prescrive, ha valore, se si accetta o ammesso che si accetti 11 1 | si ammette che sia data o accolta la validità direttamente 12 7 | valutazioni morali sono accompagnate dal medesimo sentimento 13 5 | che si, assumono quando si afferma l'oggettiva esistenza e 14 3 | che si sostituisce o si aggiunge al categorico. O riesce 15 6 | tali problemi.~È superfluo aggiungere che una tale costruzione 16 1 | discussione così lungamente agitata se la morale si fondi sulla 17 | alle 18 3 | giustificazione riesce a questa alternativa: o serve a dimostrare che 19 | altre 20 | altrove 21 | ambedue 22 2 | valore, se si accetta o ammesso che si accetti quel postulato: 23 1 | valori morali implichi l'ammetterne la permanenza, resta pur 24 7 | desiderio del fine, per «amore del bene», non vi è opposizione 25 7 | di autorità – chiarisce l'antitesi tra l'esigenza razionale ( 26 7 | debbono essere sottratti all'apprezzamento individuale; tra i valori 27 7 | incondizionata; e che, in quanto è approvata, voluta, posta idealmente 28 3 | ragionevolezza, fa che la coscienza approvi l'autorità obbligante; cioè 29 7(3)| coazione della società né per arbitrio di altre persone trattata 30 3 | categorico. O riesce a un'argomentazione di questo genere: Siccome 31 7 | di cercare se si possa assegnare un valore (o dei valori) 32 7(3)| giusto è quel Potere, che assicura con un obbligo universale 33 4 | diverso, che viene dall'assumere il valore di un oggetto, 34 5 | teoretici (metafisici) che si, assumono quando si afferma l'oggettiva 35 4 | diversi fini ai quali l'attività può rivolgersi non è possibile 36 | attraverso 37 7 | della condotta (i valori da attuare), ma dei motivi.~Tra l'azione 38 6 | indipendentemente dall'attuarsi nel soggetto della moralità 39 | avente 40 | avere 41 | avrebbe 42 3 | coscienza dell'obbligo, bensí ne mostra la ragionevolezza, 43 | bisogna 44 3 | o serve a dimostrare che bisognerebbe ragionevolmente trovar buona 45 | breve 46 3 | bisognerebbe ragionevolmente trovar buona e seguire la norma anche 47 2 | questa autorità che la categoricità dell'obbligo; il valore 48 4 | l'imperativo categorico e cerca in questo il criterio della 49 3 | sentirsi obbligati a volerlo e cercarlo. Questo riconoscimento non 50 | certa 51 | certamente 52 | certi 53 | certo 54 7 | giustizia3. E cosí serve forse a chiarire i rapporti tra il diritto 55 7 | postulato di autoritàchiarisce l'antitesi tra l'esigenza 56 4 | come tutti sanno, veduta chiarissimamente da Kant, il quale assume 57 | ci 58 7(3)| umana possa essere né per coazione della società né per arbitrio 59 | col 60 3 | perché è bene ciò che esso comanda; nel secondo che è giustificato 61 3 | giustificato perché è bene che esso comandi in quella forma. Ma né l' 62 4 | inteso ad un tempo come comando (obbligo incondizionato) 63 2 | della norma, e si pone come compito dell'etica quello di fondare 64 7 | penso, a meglio rilevarle e comprenderle. Così, per tenerci al nostro 65 | comunque 66 7 | attuazione debba essere concepita come la condizione universalmente 67 5(2)| volontà; anche quando è concepito come soltanto interiore; 68 6 | prescindendo da ogni questione concernente così il fondamento oggettivo 69 4 | attraverso alla mediazione del concetto di legge, è possibile soltanto 70 4 | della quale, è prova la nota confessione del Kant, che non si può 71 7 | la realtà psicologica del conflitto tra fini morali e fini non 72 2 | fondare norme obbligatorie, si confondono in uno due problemi; il 73 1 | morale, in quanto è esame, confronto, scelta, di criteri di valutazione, 74 7 | toglie le relazioni e le connessioni tra i diversi ordini di 75 2 | delle norme e l'esigenza conseguente di un'autorità incondizionatamente 76 3 | mezzo indispensabile al conseguimento del fine.~Nel primo modo 77 1 | determinare quali siano e in che consistano i valori morali (immediati 78 7 | contenuto, e ogni merito morale consiste nella forma della detta 79 1 | la legittimità di queste constatazioni, vuol dire riconoscere che 80 7 | che non è intrinsecamente contraddittorio) di cercare se si possa 81 4 | nonostante ogni sforzo in contrario lo stesso Kant, ad altri 82 7 | non anche a risolvere, la controversia che riguarda la valutazione, 83 6 | che i postulati assunti corrispondano alla realtà dell'esperienza 84 6 | soggetto della moralità corrispondente; e non muta qualunque sia 85 7 | valori di giustizia3. E cosí serve forse a chiarire i 86 7 | e mediati) universali e costanti, e i valori che non possono 87 7(3)| Se, come io credo, il valore fondamentale, 88 1 | traggono in ultimo la ragione decisiva della loro validità.~La 89 6 | valutazioni morali e la deduzione sistematica dei valori mediati 90 7(3)| valori di giustizia, la definizione seguente: giusto è quel 91 5 | determinazione dei valori degni di attuazione, e quindi 92 | dello 93 4 | criteri non derivati e non derivabili dalla obbligatorietà.~ ~ 94 6 | dei valori mediati che ne derivano, venga fatta prescindendo 95 4 | Kant, ad altri criteri non derivati e non derivabili dalla obbligatorietà.~ ~ 96 7 | e l'azione compiuta per desiderio del fine, per «amore del 97 4 | pratica non possono essere determinati col solo criterio della 98 7(4)| del dovere, non è: «Perché devo io fare o non fare?» alla 99 2 | posto come categorico, a differenza degli altri imperativi, 100 7 | ricerche, mentre elimina le difficoltà (più frequenti che altrove, 101 3 | questa alternativa: o serve a dimostrare che bisognerebbe ragionevolmente 102 5 | una sola entità o persona: Dio.~ ~ 103 1 | ricavare da essi; e perciò la discussione così lungamente agitata 104 5 | detti postulati etici sono distinti dai postulati dell'obbligatorietà. 105 5 | valori morali, sono di natura diversa dai postulati teoretici ( 106 4 | criterio di valutazione diverso, che viene dall'assumere 107 4 | possibile soltanto per il doppio significato del termine 108 4 | alla determinazione dei doveri pratici speciali, cioè, 109 7 | che altrove, nell'Etica) dovute all'influsso che la preoccupazione 110 | dunque 111 4 | ragione (universalità); duplicità, della quale, è prova la 112 | ed 113 | egli 114 7 | sostituisce ai due problemi egualmente insolubili: «di cercare 115 7 | di perfezionamento o di elevazione.~E d'altra parte legittima, 116 7 | separazione di ricerche, mentre elimina le difficoltà (più frequenti 117 7 | conforme al dato di fatto, non eliminabile da alcuna teoria, che non 118 7 | veramente, un'autorità che emana da lei.~Questo modo di porre 119 5 | vengono unificati in una sola entità o persona: Dio.~ ~ 120 2 | volontà un fine.~Importa esaminare in breve l'uno e l'altro 121 7 | imperante. L'un motivo non esclude l'altro4; ma è facile vedere ( 122 7 | preoccupazione di certi problemi esercita sull'esame degli altri, 123 7 | e traccia i limiti dell'esercizio di questo potere; cioè i 124 1 | una realtà conforme alle esigenze di quella valutazione1.~ ~ 125 6 | corrispondano alla realtà dell'esperienza morale, vale, indipendentemente 126 | essa 127 2 | autorità imperante, interna od esterna; autorità inviolabile e 128 7 | anche nell'ordine empirico esterno, l'esistenza di un Potere, 129 1 | prescindere da ogni presupposto estraneo alla valutazione stessa; 130 2 | diverse e irreducibili, appare evidente, quando si osservi che, 131 7 | non esclude l'altro4; ma è facile vedere (data la realtà psicologica 132 | fatta 133 7 | mentre è conforme al dato di fatto, non eliminabile da alcuna 134 4 | nobile e certamente più feconda dell'Etica kantiana, che 135 4 | Se, dunque, si restasse fedeli a quello che è il solo criterio 136 1 | fare, ma è la certezza o la fiducia nella realtà oggettiva nella 137 | Finalmente 138 | finché 139 7(3)| come io credo, il valore fondamentale, la condizione universale 140 3 | questa forma la pretesa fondazione dell'imperativo categorico 141 1 | agitata se la morale si fondi sulla scienza o sulla metafisica, 142 4 | ricavata dal puro criterio formale dell'universalità, ma implica 143 4 | conformità alla legge.~La stessa formula, forse più nobile e certamente 144 6 | esprimono il contenuto, formulano un imperativo ipotetico 145 3 | categorico si riduce alla formulazione di un imperativo ipotetico, 146 3 | assunto come ideale etico fosse riconosciuto in realtà universalmente 147 7 | elimina le difficoltà (più frequenti che altrove, nell'Etica) 148 | fu 149 3 | Questo riconoscimento non genera la coscienza dell'obbligo, 150 3 | argomentazione di questo genere: Siccome è bene sommo il 151 | già 152 7 | ordini di problemi, anzi giova, come io penso, a meglio 153 7 | la morale.~Finalmente può giovar a spiegare, se non anche 154 1 | possono identificare con giudizi teoretici quali si vogliano, 155 7(3)| considerato come organo giuridico dei valori di giustizia, 156 3 | assoluto; anzi in quanto lo giustificano e ne pongono le condizioni, 157 6 | queste conclusioni appare giustificata la concezione della possibilità 158 1 | accettato come valido in grazia di un altro giudizio, pure 159 | ho 160 5(2)| tale è inseparabile dall'idea di un rapporto di una volontà, 161 7 | approvata, voluta, posta idealmente dalla coscienza stessa, 162 1 | metafisici, perché non si possono identificare con giudizi teoretici quali 163 2 | a differenza degli altri imperativi, appunto in quanto si riconosce 164 4 | logicamente ricavato dall'imperatività, la conseguenza sarebbe 165 4 | formale dell'universalità, ma implica un criterio di valutazione 166 1 | riconoscere dei valori morali implichi l'ammetterne la permanenza, 167 2 | oggetto, alla volontà un fine.~Importa esaminare in breve l'uno 168 2 | osservi che, per un verso, è impossibile ricavare da qualsivoglia 169 4 | 4. – Questa impossibilità di fondare un dovere (categorico) 170 6 | costruzione morale, nella quale l'indagine sui postulati propriamente 171 4 | della norma è moralmente indifferente, cioè che dei diversi fini 172 6 | esperienza morale, vale, indipendentemente dall'attuarsi nel soggetto 173 5 | postulati di valutazione) sono indipendenti dai postulati teoretici ( 174 3 | acquista valore di mezzo indispensabile al conseguimento del fine.~ 175 7 | sottratti all'apprezzamento individuale; tra i valori di giustizia 176 7 | nell'Etica) dovute all'influsso che la preoccupazione di 177 5(2)| quale l'obbligo come tale è inseparabile dall'idea di un rapporto 178 3 | l'altro modo né ambedue insieme riescono a fondare l'obbligo 179 7 | essere forse praticamente insolubile, ma che non è intrinsecamente 180 7 | due problemi egualmente insolubili: «di cercare un fine sul 181 6 | l'unità della coscienza integra la valutazione morale.~ ~ 182 1 | ragione di essere finché si intende nel senso che si possa o 183 5(2)| concepito come soltanto interiore; nel qual caso la persona 184 2 | postulato di autorità imperante, interna od esterna; autorità inviolabile 185 4 | significato del termine legge, inteso ad un tempo come comando ( 186 7 | insolubile, ma che non è intrinsecamente contraddittorio) di cercare 187 | Invece 188 1 | come valori morali; e non, inversamente, che si riconoscono come 189 2 | interna od esterna; autorità inviolabile e incondizionata in virtù 190 6 | dottrina morale, se non nell'ipotesi che si accetti il postulato 191 2 | postulazioni siano diverse e irreducibili, appare evidente, quando 192 7 | nel primo, è morale perché ispirata dall'obbedienza ad un'autorità, 193 4 | certamente più feconda dell'Etica kantiana, che nessun essere umano 194 | lei 195 4 | criterio di valutazione logicamente ricavato dall'imperatività, 196 2 | toccata, è, dal punto di vista logico e metodologico, la distinzione 197 1 | perciò la discussione così lungamente agitata se la morale si 198 | mai 199 4 | universalità attraverso alla mediazione del concetto di legge, è 200 7 | giova, come io penso, a meglio rilevarle e comprenderle. 201 7 | da ogni contenuto, e ogni merito morale consiste nella forma 202 1 | verità» di ordine empirico o metaempirico. Acquista un significato 203 2 | punto di vista logico e metodologico, la distinzione tra la valutazione 204 | mi 205 6 | attuarsi nel soggetto della moralità corrispondente; e non muta 206 4 | contenuto della norma è moralmente indifferente, cioè che dei 207 3 | coscienza dell'obbligo, bensí ne mostra la ragionevolezza, fa che 208 7 | valori da attuare), ma dei motivi.~Tra l'azione compiuta per 209 7 | legittimamente imperante. L'un motivo non esclude l'altro4; ma 210 6 | moralità corrispondente; e non muta qualunque sia la concezione 211 4 | pratici speciali, cioè, necessariamente a una certa valutazione 212 7(3)| attuazione delle condizioni necessarie a costituire e garantire 213 7 | sull'esame degli altri, non nega e non toglie le relazioni 214 | nelle 215 | nello 216 | nessuna 217 4 | stessa formula, forse più nobile e certamente più feconda 218 | nonostante 219 | nostro 220 4 | della quale, è prova la nota confessione del Kant, che 221 1 | legittimità della distinzione notata. Perché, posto pure che 222 4 | caso poi, come si è già notato, i precetti morali della 223 7 | morale perché ispirata dall'obbedienza ad un'autorità, che è riconosciuta 224 7(4)| giustifica l'autorità a cui debbo obbedire?»~ 225 4 | modo l'universalità possa obbligare.~In ogni caso poi, come 226 3 | porti con sé il sentirsi obbligati a volerlo e cercarlo. Questo 227 7(4)| debbo, o perché mi sento obbligato»; ma la domanda: « perch* 228 7 | norma incondizionatamente obbligatoria» o «di ricavare dal dovere 229 2 | quello di fondare norme obbligatorie, si confondono in uno due 230 | od 231 5 | si pongono le condizioni oggettive di esistenza o di realizzazione 232 6 | concernente così il fondamento oggettivo dei valori, come le condizioni 233 | ognuna 234 7 | amore del bene», non vi è opposizione ma parallelismo. Nel secondo 235 2 | ipotetico; e che, per il verso opposto, l'imperativo categorico 236 3 | obbligo, perché la norma è ordinata a quel certo fine che è 237 7 | connessioni tra i diversi ordini di problemi, anzi giova, 238 7(3)| Potere, considerato come organo giuridico dei valori di 239 2 | l'obbligo categorico di osservare a una norma si riconduce 240 2 | prescrive, ma perché è dovere di osservarla.~L'imperativo morale è posto 241 2 | quale, la norma deve essere osservata, non per quel che essa prescrive, 242 2 | appare evidente, quando si osservi che, per un verso, è impossibile 243 7 | non vi è opposizione ma parallelismo. Nel secondo caso, l'azione 244 2 | una e l'altra.~Quando si parla di obbligatorietà della 245 1 | proprio e stretto senso della parola, non sono né scientifici, 246 7 | di elevazione.~E d'altra parte legittima, anche nell'ordine 247 4 | morale.~Ora, sebbene egli passi dall'obbligo alla legge, 248 7 | riconoscere praticamente e pedagogicamente la superiorità del dovere, 249 7 | problemi, anzi giova, come io penso, a meglio rilevarle e comprenderle. 250 7(4)| obbligato»; ma la domanda: « perch* è giusto che io debba?». 251 7 | giustizia e i valori di perfezionamento o di elevazione.~E d'altra 252 7(3)| né per arbitrio di altre persone trattata unicamente come 253 | poi 254 | poiché 255 7 | emana da lei.~Questo modo di porre il problema, mentre è conforme 256 3 | e riconoscerlo come tale porti con sé il sentirsi obbligati 257 7 | legittima l'esigenza e quindi la posizione ideale di un'autorità, che 258 6 | nelle diverse soluzioni possibili di tali problemi.~È superfluo 259 6 | giustificata la concezione della possibilità di una costruzione morale, 260 7 | quanto è approvata, voluta, posta idealmente dalla coscienza 261 2 | quel postulato: perciò la postulazione di un valore, qualunque 262 2 | autorità obbligante.~Che le due postulazioni siano diverse e irreducibili, 263 | potrà 264 | potrebbe 265 4 | precetti morali della vita pratica non possono essere determinati 266 4 | determinazione dei doveri pratici speciali, cioè, necessariamente 267 4 | come si è già notato, i precetti morali della vita pratica 268 7 | dovute all'influsso che la preoccupazione di certi problemi esercita 269 6 | ne derivano, venga fatta prescindendo da ogni questione concernente 270 1 | fonda questa certezza (si presentino essi in veste scientifica 271 1 | di valutazione, che essi presuppongono e da cui traggono in ultimo 272 1 | può prescindere da ogni presupposto estraneo alla valutazione 273 5 | siano metafisici, siano, o pretendano di essere, scientifici) 274 3 | supremo. E in questa forma la pretesa fondazione dell'imperativo 275 5 | postulati dell'obbligatorietà. I primi riguardano la determinazione 276 5(2)| Questa è la ragione profonda per la quale l'obbligo come 277 7(4)| domanda che ha senso, a proposito del dovere, non è: «Perché 278 | proprio 279 4 | duplicità, della quale, è prova la nota confessione del 280 7 | facile vedere (data la realtà psicologica del conflitto tra fini morali 281 2 | distinzione ora toccata, è, dal punto di vista logico e metodologico, 282 4 | può essere, ricavata dal puro criterio formale dell'universalità, 283 | qua 284 | qual 285 | qualsiasi 286 2 | impossibile ricavare da qualsivoglia valore altro imperativo 287 3 | obbligo, bensí ne mostra la ragionevolezza, fa che la coscienza approvi 288 3 | dimostrare che bisognerebbe ragionevolmente trovar buona e seguire la 289 7 | serve forse a chiarire i rapporti tra il diritto e la morale.~ 290 1 | cercare se e come ne sia reale l'esistenza o possibile 291 7 | non nega e non toglie le relazioni e le connessioni tra i diversi 292 1 | o in veste metafisica o religiosa) sono diversi per la natura 293 1 | ammetterne la permanenza, resta pur sempre che se ne ammette 294 4 | persona umana.~Se, dunque, si restasse fedeli a quello che è il 295 4 | stesso, non può essere, ricavata dal puro criterio formale 296 7 | distinzione e separazione di ricerche, mentre elimina le difficoltà ( 297 1 | esistenza delle condizioni richieste dalla detta conservazione – 298 7 | a garantire la quale si riconosca legittima l'esigenza e quindi 299 2 | imperativi, appunto in quanto si riconosce l'esigenza di una osservanza 300 3 | nessun modo che il sentirlo e riconoscerlo come tale porti con sé il 301 7 | obbedienza ad un'autorità, che è riconosciuta e sentita come la sola per 302 4 | per questo scopo bisogna ricorrere, come fa, nonostante ogni 303 3 | imperativo categorico si riduce alla formulazione di un 304 3 | modo né ambedue insieme riescono a fondare l'obbligo assoluto; 305 2 | questa osservanza. È il riferimento a questa autorità che 306 7 | come io penso, a meglio rilevarle e comprenderle. Così, per 307 1 | non toglie, comunque sia risolta, la legittimità della distinzione 308 7 | spiegare, se non anche a risolvere, la controversia che riguarda 309 2 | tra i dati o postulati che rispettivamente riguardano l'una e l'altra.~ 310 2 | riconoscimento del valore etico, il rispetto dell'autorità obbligante.~ 311 7(4)| alla quale non vi è altra risposta che: «debbo perché debbo, 312 4 | ai quali l'attività può rivolgersi non è possibile alcuna valutazione; 313 7 | azione volontaria deve essere rivolta a un fine, e quindi una 314 | s' 315 4 | sopra un fine fu, come tutti sanno, veduta chiarissimamente 316 | sarebbe 317 1 | quanto è esame, confronto, scelta, di criteri di valutazione, 318 1 | presentino essi in veste scientifica o in veste metafisica o 319 4 | valutazione; e che per questo scopo bisogna ricorrere, come 320 1(1)| argomento ho trattato nello scritto: Postulati etici e postulati 321 5(2)| la persona appare appunto sdoppiata in due volontà: la volontà 322 5 | contenuto delle norme; i secondi riguardano l'esigenza incondizionata 323 4 | criterio di valutazione che segua legittimamente dal suo postulato 324 7(3)| giustizia, la definizione seguente: giusto è quel Potere, che 325 5 | si è detto legittima le seguenti conclusioni:~1º I postulati 326 3 | ragionevolmente trovar buona e seguire la norma anche se non si 327 3 | valore di Sommo Bene, non ne seguirebbe in nessun modo che il sentirlo 328 5(2)| volontà: la volontà dell'io sensibile e la volontà dell'io razionale.~ 329 7 | accompagnate dal medesimo sentimento del dovere, né ogni attuazione 330 3 | seguirebbe in nessun modo che il sentirlo e riconoscerlo come tale 331 3 | come tale porti con sé il sentirsi obbligati a volerlo e cercarlo. 332 3 | la norma anche se non si sentisse l'obbligo, perché la norma 333 7(4)| perché debbo, o perché mi sento obbligato»; ma la domanda: « 334 7 | Questa distinzione e separazione di ricerche, mentre elimina 335 4 | come fa, nonostante ogni sforzo in contrario lo stesso Kant, 336 | Siccome 337 7 | fornire anche un criterio sicuro di distinzione tra i valori ( 338 | sine 339 6 | valutazioni morali e la deduzione sistematica dei valori mediati che ne 340 7(3)| costituire e garantire un ordine sociale tale, che nessuna persona 341 7(3)| essere né per coazione della società né per arbitrio di altre 342 6 | valori, come le condizioni soggettive della loro attuazione, e 343 6 | indipendentemente dall'attuarsi nel soggetto della moralità corrispondente; 344 | solamente 345 6 | postulati assunti nelle diverse soluzioni possibili di tali problemi.~ 346 | sopra 347 3 | non gli venga da un'altra sorgente; cioè, come s'è detto, da 348 7 | possono e non debbono essere sottratti all'apprezzamento individuale; 349 4 | determinazione dei doveri pratici speciali, cioè, necessariamente a 350 | sta 351 7 | limiti dell'azione dello stato, e quindi del diritto; il 352 | stessi 353 1 | postulati, etici nel proprio e stretto senso della parola, non 354 | su 355 | sul 356 | sull' 357 | suo 358 6 | possibili di tali problemi.~È superfluo aggiungere che una tale 359 7 | praticamente e pedagogicamente la superiorità del dovere, sebbene non 360 3 | e poiché si ammette o si suppone che la coscienza d'un obbligo 361 | tali 362 7 | comprenderle. Così, per tenerci al nostro argomento, il 363 2 | in breve l'uno e l'altro tentativo di derivazione.~ ~ 364 7 | non eliminabile da alcuna teoria, che non tutte le valutazioni 365 4 | il doppio significato del termine legge, inteso ad un tempo 366 2 | legittima della distinzione ora toccata, è, dal punto di vista logico 367 3 | pongono le condizioni, gli tolgono il carattere di categorico 368 7 | esistenza di un Potere, e traccia i limiti dell'esercizio 369 1 | essi presuppongono e da cui traggono in ultimo la ragione decisiva 370 1 | significato solamente quando si tratti, non di determinare quali 371 3 | bisognerebbe ragionevolmente trovar buona e seguire la norma 372 | tutte 373 | tutti 374 1 | diversi per la natura e per l'ufficio loro dai postulati di valutazione, 375 4 | kantiana, che nessun essere umano deve essere trattato unicamente 376 5 | diversi anche se vengono unificati in una sola entità o persona: 377 6 | metafisica della realtà, in cui l'unità della coscienza integra 378 7 | valori (immediati e mediati) universali e costanti, e i valori che 379 6 | dell'esperienza morale, vale, indipendentemente dall' 380 2 | autorità incondizionatamente valida che imponga questa osservanza. 381 7 | esclude l'altro4; ma è facile vedere (data la realtà psicologica 382 4 | fine fu, come tutti sanno, veduta chiarissimamente da Kant, 383 | vengono 384 7 | coscienza stessa, appare, ed è veramente, un'autorità che emana da 385 1 | valutazione morale in qualche «verità» di ordine empirico o metaempirico. 386 2 | toccata, è, dal punto di vista logico e metodologico, la 387 4 | i precetti morali della vita pratica non possono essere 388 | vogliano 389 3 | il sentirsi obbligati a volerlo e cercarlo. Questo riconoscimento 390 7 | per la quale ogni azione volontaria deve essere rivolta a un 391 7 | in quanto è approvata, voluta, posta idealmente dalla 392 | voluto 393 | vuol


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