2. – Non meno
legittima della distinzione ora toccata, è, dal punto di vista logico e
metodologico, la distinzione tra la valutazione e l'obbligatorietà, e tra i
dati o postulati che rispettivamente riguardano l'una e l'altra.
Quando si parla di
obbligatorietà della norma, e si pone come compito dell'etica quello di fondare
norme obbligatorie, si confondono in uno due problemi; il problema che riguarda
la giustificazione e la determinazione del contenuto delle norme,
e il problema che riguarda l'osservanza delle norme e le condizioni
di questa osservanza.
Ma in realtà, il valore del
contenuto si riconduce a un postulato di valutazione: ciò che la norma
prescrive, ha valore, se si accetta o ammesso che si accetti quel postulato:
perciò la postulazione di un valore, qualunque sia non dà mai per sé che un
imperativo ipotetico. Invece, l'obbligo categorico di osservare a una
norma si riconduce a un postulato di autorità imperante, interna od
esterna; autorità inviolabile e incondizionata in virtù della quale, la norma
deve essere osservata, non per quel che essa prescrive, ma perché è dovere di
osservarla.
L'imperativo morale è posto come
categorico, a differenza degli altri imperativi, appunto in quanto si riconosce
l'esigenza di una osservanza incondizionata delle norme e l'esigenza
conseguente di un'autorità incondizionatamente valida che imponga questa
osservanza. È il riferimento a questa autorità che dà la categoricità
dell'obbligo; il valore di ciò che l'autorità prescrive non può dare,
che la giustificazione, il riconoscimento del valore etico, il rispetto
dell'autorità obbligante.
Che le due postulazioni siano
diverse e irreducibili, appare evidente, quando si osservi che, per un verso, è
impossibile ricavare da qualsivoglia valore altro imperativo che non sia
ipotetico; e che, per il verso opposto, l'imperativo categorico non può fornire
alcun postulato di valutazione, alcun criterio per determinare ciò che deve pur
costituire il contenuto della norma, dare all'azione un oggetto, alla volontà
un fine.
Importa esaminare in breve l'uno
e l'altro tentativo di derivazione.
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