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Erminio Juvalta
Postulati etici e imperativo categorico

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6. – In conformità a queste conclusioni appare giustificata la concezione della possibilità di una costruzione morale, nella quale l'indagine sui postulati propriamente etici a cui si riconducono le valutazioni morali e la deduzione sistematica dei valori mediati che ne derivano, venga fatta prescindendo da ogni questione concernente così il fondamento oggettivo dei valori, come le condizioni soggettive della loro attuazione, e i dati o i postulati assunti nelle diverse soluzioni possibili di tali problemi.

È superfluo aggiungere che una tale costruzione non avrebbe valore di dottrina morale, se non nell'ipotesi che si accetti il postulato o i postulati di valutazione su cui si fonda; e quindi le norme, che ne esprimono il contenuto, formulano un imperativo ipotetico non categorico.

Ma il contenuto di una tale costruzione, posto che i postulati assunti corrispondano alla realtà dell'esperienza morale, vale, indipendentemente dall'attuarsi nel soggetto della moralità corrispondente; e non muta qualunque sia la concezione metafisica della realtà, in cui l'unità della coscienza integra la valutazione morale.

 




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