6. – In
conformità a queste conclusioni appare giustificata la concezione della
possibilità di una costruzione morale, nella quale l'indagine sui postulati
propriamente etici a cui si riconducono le valutazioni morali e la deduzione
sistematica dei valori mediati che ne derivano, venga fatta prescindendo da
ogni questione concernente così il fondamento oggettivo dei valori, come le
condizioni soggettive della loro attuazione, e i dati o i postulati assunti
nelle diverse soluzioni possibili di tali problemi.
È superfluo aggiungere che una
tale costruzione non avrebbe valore di dottrina morale, se non nell'ipotesi che
si accetti il postulato o i postulati di valutazione su cui si fonda; e quindi
le norme, che ne esprimono il contenuto, formulano un imperativo ipotetico non
categorico.
Ma il contenuto di una tale
costruzione, posto che i postulati assunti corrispondano alla realtà
dell'esperienza morale, vale, indipendentemente dall'attuarsi nel soggetto
della moralità corrispondente; e non muta qualunque sia la concezione
metafisica della realtà, in cui l'unità della coscienza integra la valutazione
morale.
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