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| Erminio Juvalta Postulati etici e imperativo categorico IntraText CT - Lettura del testo |
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2. – Non meno legittima della distinzione ora toccata, è, dal punto di vista logico e metodologico, la distinzione tra la valutazione e l'obbligatorietà, e tra i dati o postulati che rispettivamente riguardano l'una e l'altra. Quando si parla di obbligatorietà della norma, e si pone come compito dell'etica quello di fondare norme obbligatorie, si confondono in uno due problemi; il problema che riguarda la giustificazione e la determinazione del contenuto delle norme, e il problema che riguarda l'osservanza delle norme e le condizioni di questa osservanza. Ma in realtà, il valore del contenuto si riconduce a un postulato di valutazione: ciò che la norma prescrive, ha valore, se si accetta o ammesso che si accetti quel postulato: perciò la postulazione di un valore, qualunque sia non dà mai per sé che un imperativo ipotetico. Invece, l'obbligo categorico di osservare a una norma si riconduce a un postulato di autorità imperante, interna od esterna; autorità inviolabile e incondizionata in virtù della quale, la norma deve essere osservata, non per quel che essa prescrive, ma perché è dovere di osservarla. L'imperativo morale è posto come categorico, a differenza degli altri imperativi, appunto in quanto si riconosce l'esigenza di una osservanza incondizionata delle norme e l'esigenza conseguente di un'autorità incondizionatamente valida che imponga questa osservanza. È il riferimento a questa autorità che dà la categoricità dell'obbligo; il valore di ciò che l'autorità prescrive non può dare, che la giustificazione, il riconoscimento del valore etico, il rispetto dell'autorità obbligante. Che le due postulazioni siano diverse e irreducibili, appare evidente, quando si osservi che, per un verso, è impossibile ricavare da qualsivoglia valore altro imperativo che non sia ipotetico; e che, per il verso opposto, l'imperativo categorico non può fornire alcun postulato di valutazione, alcun criterio per determinare ciò che deve pur costituire il contenuto della norma, dare all'azione un oggetto, alla volontà un fine. Importa esaminare in breve l'uno e l'altro tentativo di derivazione.
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