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| Erminio Juvalta Postulati etici e imperativo categorico IntraText CT - Lettura del testo |
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5. – Ciò che si è detto legittima le seguenti conclusioni: 1º I postulati etici propriamente detti (postulati di valutazione) sono indipendenti dai postulati teoretici (siano metafisici, siano, o pretendano di essere, scientifici) coi quali si pongono le condizioni oggettive di esistenza o di realizzazione dei valori morali. 2º I detti postulati etici sono distinti dai postulati dell'obbligatorietà. I primi riguardano la determinazione dei valori degni di attuazione, e quindi il contenuto delle norme; i secondi riguardano l'esigenza incondizionata di questa attuazione, la forma dell'osservanza e il valore morale di questa forma. 3º I postulati teoretici (metafisici) che si, assumono quando si afferma l'oggettiva esistenza e validità dei valori morali, sono di natura diversa dai postulati teoretici (metafisici) che possono o debbono essere assunti in virtù della esigenza dell'imperativo categorico. Perché l'obbligo è un rapporto con una autorità, cioè, in ultimo, con una volontà2, non con un valore; e l'esistenza di un'autorità imperante e l'esistenza di un valore supremo sono dati diversi anche se vengono unificati in una sola entità o persona: Dio.
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2 Questa è la ragione profonda per la quale l'obbligo come tale è inseparabile dall'idea di un rapporto di una volontà, non con un fine, ma con un'altra volontà; anche quando è concepito come soltanto interiore; nel qual caso la persona appare appunto sdoppiata in due volontà: la volontà dell'io sensibile e la volontà dell'io razionale. |
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