12.
– Finalmente: L'esigenza (in istretto senso pratica) dell'attuazione
dei valori morali, la necessità di operare in una situazione storica data, è
sorgente di un nuovo genere di discordanze e antitesi di valutazioni; che non debbono confondersi con quelle che nascono da pluralità di
criteri morali contrastanti.
La
realtà pone la situazione attuale e presente, alla quale si commisura la
possibilità e la fecondità dell'azione.
Nell'apprezzare
le direzioni, le sfere di applicazione, i limiti di
questa azione, sorgono dissidi e contrasti, secondo che divergono le
interpretazioni della realtà, e delle forze cooperanti o contrastanti in cui si
rifrange, e della natura di queste forze. Di che si trova una testimonianza in
un altro fatto notevole (e notissimo) dell'esperienza comune: che rispetto al
modo di operare in una contingenza storica data giudizi diversi e anche opposti
possono pretendere di trovare del pari la loro giustificazione nel medesimo
criterio morale.
Ora il
confronto tra le diverse valutazioni che in una situazione data della realtà sono accolte come derivazioni e applicazioni di un certo
postulato etico, e le esigenze ideali del medesimo postulato espresse nelle
costruzioni pure, permette di distinguere nei giudizi attinenti alla bontà
giustizia convenienza di questa o quelli direzione della condotta nella detta
situazione reale, le differenze e i contrasti che si riducono a sola diversità
di criteri pedagogici o politici (divergenza nel giudizio dei mezzi), da quelle
che implicano insieme diversità o opposizione di criteri morali (contrasto
nella valutazione dei fini); le differenze, sulle quali è possibile e si può
sperare che non sia del tutto inutile la discussione, e quelle, nelle quali
ogni dibattito è vano.
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