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Anton Giulio Barrili
L'olmo e l'edera

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


15-aspet | aspir-cert' | certe-dateg | dati-fermi | feroc-incog | incom-melat | melod-pelas | peleo-regal | regge-scale | scali-spave | spazi-trott | trova-zufol

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1 | 15 2 | 17 3 Ded | Di Genova, il 26 maggio 1867.~ ~ANTON GIULIO BARRILI.~~  ~ ~ 4 Ded, 0(1) | taglio anche adesso.~Aprile, 1869~A. G. B.~ 5 | 19 6 | 26 7 II, XIX | coloro che lasciano far d'abbaco alla propria vanità. Meglio 8 Ded | ascia e calafati, finalmente abbandona il cantiere, per tuffarsi 9 II, XIV | sostanza. Poveri suoi figli, abbandonati in così tenera età dalle 10 II, XII | si moriva d'affanno per l'abbandono di Percy, e già si diceva 11 II, XIII | dall'albero, al quale s'è abbarbicata, ed ella muore. Ma muore 12 I, V | padellina, il lucignolo si abbatte, stride, e buona notte!~« 13 II, XVI | che un rendere giustizia, abbenchè tarda, alle vostre cure 14 Ded | tutte cominciano dal loro abbicì, e non riescono a capolavori.~ 15 II, XIV | sperimenti, conduce alla abbiettezza. Ma, appunto perchè non 16 II, XIX | bianco con uno strascico abbondante, gli sgonfi della veste, 17 I, VIII | posto prediletto; come Don Abbondio si messe le dita nel collare 18 II, XXII | e dopo lunghi e ripetuti abbracciamenti, si separarono da Guido 19 II, XXII | Giacomo! gridò Laurenti, abbracciandolo - voi siete il più brav' 20 I, XII | Aurelia, che correva ad abbracciarla.~- Or bene, come va questa 21 II, XII | ritaglio di tempo, verrò ad abbracciarti risanata, e se non potrò 22 II, XV | signora Argellani, che lo abbracciò teneramente, non badando 23 II, XXII | a quattro sulle guancie abbronzate del vecchio giardiniere.~- 24 II, XV | sole l'avesse un tal po' abbruciacchiata e sparsa di minute lentiggini.~ 25 II, XV | incrociate, che uscivano abbrustolite dalla rimboccatura delle 26 I, X | miserie? Il suicidio, atto di aberrazione, quando non è una pena volontariamente 27 II, XVI | brezza notturna fino all'abitato, per deporre un freddo bacio 28 I, IV | rivelato a Guido Laurenti gli abitatori di quella palazzina gialla, 29 I, VII | nei pressi di una certa abitazione. Si gira, si va, si viene, 30 II, XV | specie di argomentazione ex absurdo che valeva tutti i ragionamenti 31 II, XXI | chattiram con larghi ventagli di acacia per venirle a rinfrescar 32 I, II | studio che affascina, e accade allo studioso come a quel 33 I, I | mondo di non so che debba accadere; ma se l'inferno c'è, non 34 I, X | per lui; cosa che non era accaduta tre volte in un anno.~Si 35 I, I | che sanno essere un giorno accadute.~Ora, narrando a memoria, 36 I, VII | qualcheduna delle sue.~E così accagionando il povero Grigio, l'amico 37 II, XVIII | non sapeva il perchè; ne accagionava il mancare improvviso della 38 II, XIX | cominciare, allorquando un accalcarsi di uomini nelle prime sale, 39 II, XV | ti chiami? - ripetè ella, accarezzandolo.~- Non lo so - borbottò 40 II, XIV | voi. Tra i viventi che si accarezzano e si addentano laggiù, in 41 II, XIX | questo pensiero intanto accarezzava la sua. La Luisa, quella 42 II, XIX | adombrò in cuor suo e ne accarezzò quasi inconsapevolmente 43 I, I | E cotesto non dico per accattar fede al racconto, il quale, 44 I, X | ingentilisce il costume, accende gli animi alle mirabili 45 I, V | non si fosse affrettato ad accendere la lucerna, egli non avrebbe 46 II, XXIII | pose un dito sulle labbra, accennandogli che si volesse chetare.~ 47 II, XII | guardato, si fece a dirle, accennandolo:~- Il dottore Laurenti, 48 II, XX | senza che il mio cuore accennasse con un battito più frequente 49 I, VII | verso la postierla che aveva accennata a Laurenti.~Il nemico era 50 II, XVII | chiacchere alle quali tu accenni ci sia una bella e buona 51 I, IX | cuore della supina, per accertarsi che la vita non l'avesse 52 I, IX | bronzo dorato. La lucerna era accesa, ma la luce, sebbene gli 53 II, XXI | suo cuore le fiamme che vi accesero i lunghi sguardi del suo 54 II, XX | accettare sui due piedi. L'ho accettata, e debbo per conseguenza 55 II, XV | margheritina non mi dirà di no, accetterò il responso. Vedete? incomincio. 56 I, XI | lettera, un sigaro, erano accidenti importantissimi del viaggio. 57 II, XX | severo nel portamento, accigliato nel viso, sicchè non parve 58 II, XIX | essa era stata salutata per acclamazione.... di votanti maschi, s' 59 I, IV | pensava più agli uccelli. Accoccolato nel suo nascondiglio, col 60 II, XX | di foschi colori. Ella lo accolse colla stessa serenità, colla 61 II, XIV | che poi si chiudono con un accoltellato di mattoni, sul quale si 62 II, XIX | duole davvero di non potervi accomodare di questa somma. Come sapete, 63 I, III | vestite di seta o di velluto, accomodate con vezzi di perle e diamanti, 64 II, XIX | Figuratevi, amico mio, se non vi accomoderei di questa piccola somma, 65 II, XIII | ma per la prima volta, accompagnandola in casa, le offerse il suo 66 II, XVII | mezzo dalla scranna per accompagnare quelle parole con un inchino, 67 II, XIV | ed era onore grandissimo accompagnarsi con lui per le vie; ma una 68 II, XV | piangere, fa greppo egli pure. Accompagnatemi a casa vostra, se non è 69 II, XV | scendevano dalla collina, accompagnati dai contadini, Guido da 70 II, XIX | complimenti di commiato de' suoi accompagnatori, e si rannicchiò pensierosa 71 II, XIX | Il vecchio signore che la accompagnava, era tutto pomposo, e andava 72 II, XIX | egli e il duca di Marana accompagnavano la signora Argellani fino 73 II, XVII | passeggio pel giardino, l'accompagnò in carrozza a fare qualche 74 I, VII | attenzione, e lodate con acconcie parole dal sentenzioso orticoltore.~- 75 I, VII | gran personaggio, e per accontarsi ragionevolmente con esso 76 II, XVII | terreno? Son io tale da accontentarmi alla sua amicizia? Son io 77 I, IV | Dolci ha così mirabilmente accoppiata, compenetrata quasi, la 78 II, XV | Che hai, Sandro? Non ti accorare; tornerai. Fatti onore...» 79 I, VII | Guido era cosiffattamente accorato, che non potè nemmanco ridere 80 II, XV | che non andrete molto d'accordo col parroco.~- Oh, dica 81 I, VIII | fino alla villa De Fornari, accorgendosi che il cavaliere non badava 82 I, XI | sì certamente elleno si accorgeranno del vostro amore, anche 83 II, XIX | senza scialaquo, e ve ne accorgerete al finir di dicembre! Avevo 84 II, XIX | farò a raccontarvi, se m'accorgerò che a questa facciate buon 85 I, VIII | intanto senza che egli se ne accorgesse, senza che ei lo aiutasse, 86 I, XI | nulla vedeva, di nulla si accorgeva, di nulla sospettava la 87 I, XI | cominciamenti, anche prima che ve ne accorgiate voi medesimo. Ma pur troppo, 88 II, XXIII | fu in quel giorno che mi accorsi di amarvi. Che? credete 89 I, I | fuggivo le occasioni di accostarmi a lei; ma, poichè era bellissima, 90 I, VIII | avvicinava, e più Guido Laurenti accostava il libro agli occhi, fingendo 91 II, XIX | delle danze, il crocchio si accrebbe. Il duca di Marana si faceva 92 I, VII | segno di una folta barba, ma accuratamente rasa di fresco; e che fosse 93 I, VII | cespo da terra con molta accuratezza.~- Voi? Mi duole davvero 94 I, VI | sua opera di giardiniere accurato fino all'ora dell'asciolvere. 95 I, VII | quantunque gli giovasse lasciarlo accusare. - Esso ha operato a fin 96 II, XXIII | atto disperato, come per accusarlo, nella piena del suo dolore, 97 II, XX | guerra, una tortura così acerba da togliergli perfino la 98 II, XIV | considerazioni, se non forse più acerbe?~Laurenti, poi, ci aveva 99 I, III | muraglione, del quale ogni acquaio, ogni screpolatura, alloggiava 100 II, XVI | minor rilievo, i nonnulla, acquistano un pregio grandissimo; le 101 I, X | alla donna di casa, era acquistata dalla eteria, col sacrificio 102 II, XII | Luisa? Non la è un ottimo acquisto per le nostre serate? Se 103 I, XII | stropicciava le mani e l'acquolina gli correva alla bocca. 104 I, X | sostanziali, s'è fatto più acquoso, a gran pezza più leggiero, 105 II, XX | Laurenti si scontrarono, acuti e gelidi come lame di pugnale; 106 I, X | di foggiarsi una bara e adagiarvisi dentro ad aspettare la morte. 107 II, XXII | daccanto, e che ambedue adagiati in una nuvoletta rosea veleggiavano 108 I, I | c'è a questo proposito un adagio, triviale se volete, ma 109 II, XIX | lei, che fingeva di non addarsene punto, in quella che faceva 110 II, XVIII | lei.~Ella infine si era addata di qualche cosa. Riscontrando 111 II, XIV | che si accarezzano e si addentano laggiù, in quel popoloso 112 II, XXII | nascosta sotto la tonaca addentava le carni, compose il suo 113 Ded | città ch'egli conosce più addentro! Parlo, s'intende, del romanzo 114 II, XVI | cacciatore crudele, che addestra l'occhio e la mano ad uccidere 115 I, VII | aprire il cuore, lo spalanco addirittura.~- Bravo, Giacomo! a rivederci.~- 116 I, VII | una mano il cappello, e additando la camelia coll'altra.~- 117 I, VIII | rispettosamente da fianco, additandole questa e quella delle zolle 118 II, XV | alla signora Argellani, per additarle il cammino, lieta e superba 119 I, IX | che gli inumidì le mani additava il patimento di quella povera 120 I, II | stessa, poi confidente si addorme.~Guido Laurenti era tutto 121 II, XVI | nei quali io stava per addormentarmi, disperatamente tranquilla, 122 I, IX | La bella inferma si era addormentata, e la lieve respirazione, 123 I, IV | anche un sedile di pietra addossato al murello, andava a sedersi 124 I, IX | savio e modesto giovine addottorato in medicina, che sapeva 125 II, XVI | cibo ai figli seminudi, adempie al precetto dell'amore e 126 I, IX | persona che incontrò, fu un'adiposa femmina, dalla faccia bitorzoluta 127 II, XVIII | ingiusto, non le scriveva e si adirava contro di lei.~Ella infine 128 II, XV | disse la signora Argellani, adocchiandone uno, che era rimasto fermo, 129 I, XI | lo aveva vestito, poteva adombrare benissimo un incontro di 130 II, XX | e reticenze sottili, che adombravano il pensiero, senza metterlo 131 II, XIX | a medesimo, certo ne adombrò in cuor suo e ne accarezzò 132 I, XII | risma, Veneri pensionate, Adoni in disponibilità, assassinavano 133 I, X | sostanze bisogna saperle adoperare a tempo e luogo. O che, 134 Ded | cotesto, se cogli italiani si adoperasse del pari. Ma di questi, 135 II, XV | diceste; orbene! non l'adoperate adesso per far contro all' 136 II, XII | occhi suoi (frase che si adoperava fin dai tempi de' Romani, 137 II, XVII | che amarla, dirò meglio, adorarla.~Il Giovannino fece gran 138 I, III | che essa è bella, che è adorata, che il suo regno è felice; 139 I, VIII | tabulisque geographicis adornata, ci fossero dieci esametri 140 II, XIX | fiorellini simbolici che le adornavano tutta la persona, se non 141 I, IX | come una povera pianta, che aduggia, intristisce, sottratta 142 I, III | seguitata, corteggiata, adulata, e perciò senza un micino 143 I, IV | le meditazioni dell'uomo adulto, belli di quella velatura 144 II, XV | suoi fiori, e pareva tutta affaccendata a considerarne i colori 145 I, IV | nome del padrone, e, non affacciandosi colà che di buon mattino, 146 I, VII | ama pur tanto; non poteva affacciarsi mai sulla prateria qui sotto, 147 II, XVII | recessi dell'anima, gli si affacciò al tribunale del raziocinio, 148 I, VIII | presto! - gridò una voce affannata - dov'è il signor Laurenti? 149 I, III | gran rimedio alle anime affannate.~Ecco perchè non c'era nulla 150 II, XVI | pietoso a me per comunanza di affanni. Voi avete molto patito, 151 II, XII | innocentina che si moriva d'affanno per l'abbandono di Percy, 152 I, II | terra. Gli è uno studio che affascina, e accade allo studioso 153 I, I | I fatti, per tal guisa affastellati, si tengono ritti per miracolo; 154 II, XVI | appena potranno volare, affaticheranno vanamente le ali per lunga 155 II, XXIII | dalle dita; ma come l'ebbe afferata, non gli diè l'anima di 156 I, X | capegli, che è la prima ad affermare il mistero della risurrezione. 157 II, XII | discussione coi fiocchi. La Bianca affermava, e con ragione, che fosse 158 II, XV | il senso riposto; però, afferrando con impeto affettuoso le 159 II, XIX | capitombolato nel fosso, innanzi di afferrare i bastioni, e non è a dire 160 II, XIX | musica, un sorriso, ma senza affettatura, senza ostentazione di sorta.~- 161 I, IX | tutte miele in apparenza, affettuose a parole, ma che non si 162 II, XVI | continuo argomento de' suoi affettuosi pensieri.~«Vo' fargli del 163 II, XXI | si è buoni medici, senza affezionarsi un pochino ai clienti; non 164 II, XXII | erano gente buona e molto affezionata a quell'ottimo padrone ch' 165 I, X | fronde, a me andava man mano affievolendosi il respiro. La vita se ne 166 II, XVI | dormenti, tutte le speranze affievolite di un'anima che più non 167 I, VIII | nel collo e nelle manine affilate.~L'interna malattia traspariva 168 II, XIV | vita, come un elemento che affina le anime, iniziandole al 169 II, XIII | corso dei secoli, innanzi di affinarsi a quel modo che oggi si 170 II, XV | tutte quelle misteriose affinità che ne governano la riproduzione 171 II, XXI | leggere nella sua anima afflitta, a raccogliere i suoi dolori 172 I, X | dico, le fanno ressa, si affollano intorno al cuore, esalano 173 II, XXI | soffocarti ben io in una violenta affollata, in una mareggiata improvvisa 174 II, XV | erano stati tanti e così affollati, che i due compagni di viaggio 175 II, XX | sparuto, in quegli occhi affondati nelle orbite, ella lesse 176 II, XX | a rinvigorire le membra affralite.~- L'Oberland! il Reno! - 177 II, XV | pittore girovago ammira, e si affretta a ritrarne la fuggitiva 178 I, VII | Povera camelia! - esclamò, affrettando il passo: e fu quella l' 179 II, XV | facendo cenno ai compagni di affrettare il passo, e gridare: viva 180 I, IX | signora Tonna, che si era affrettata ad avvicinarsi al capezzale. - 181 I, V | entrare colà, non si fosse affrettato ad accendere la lucerna, 182 I, IX | spogliarla, si erano fatte ad agevolarle il respiro a furia di forbici, 183 I, XI | si pagava colla massima agevolezza; i ciceroni non costavano 184 II, XX | confini dov'ella stava così agevolmente; volle scusarsi del passato, 185 II, XIV | qui, a cagione di un certo aggettivo inconsolabile, che ci starebbe 186 II, XXI | mentre i vostri piedi si aggirano in cadenza nel vortice della 187 I, IX | consiglio senza guida si aggirava in un circolo vizioso di 188 II, XVII | erano tutti, e il nome lo si aggiungeva del proprio, nel fondo della 189 I, IV | graziosi contorni, a cui aggiungevano maestà e leggiadria le molli 190 II, XVIII | vero; ma non voleva ancora aggiustar fede a stessa. E intanto 191 II, XX | apologetici del bruno Percy. Aggiustava ella fede a quelle triste 192 I, VII | terriccio di castagno era agglomerato tuttavia intorno alle radici; 193 II, XX | da quella parte quando mi aggradi.~Questo pensiero gli restituì 194 II, XII | osando farsi scorgere, s'era aggrappata, per tener ritta la persona, 195 II, XV | meglio, il Giovannino si aggrappò alla veste di Maddalena.~- 196 II, XV | taglio della vita fosse aggraziato, il piede fatto al tornio, 197 I, I | piccini, sia che pensierosa aggrondasse le lunghe ciglia sugli occhi 198 II, XXIII | piroscafo, e cogli occhi aggrondati, che guardavano verso terra.~ 199 Ded | l'avvocatura; l'altro s'agguata ad una cattedra, contento 200 I, I | cresciuta in mezzo a tutti gli agi di un lusso intelligente, 201 I, II | un giorno nello spazio, agitando e rassodando in medesima 202 I, VI | leggermente col sommo delle foglie agitate dalla brezza. - Dormite 203 II, XVIII | pericoloso cittadino, un agitatore di popoli. Quindi mi metto 204 I, X | scienza possono in cosiffatte agonie richiamare la vita, ma fino 205 I, X | provvedere, perchè coteste agonìe non si ripetano. Le sostanze 206 I, VII | il teatro delle sue geste agronomiche e botaniche, considerate 207 I, II | la vita dei minimi che si aguzza lo ingegno alle più sottili 208 II, XIII | modo che oggi si nota, e di aguzzarsi tanto, da penetrar nelle 209 II, XVII | argutamente il proverbio, aguzzato il palo sulle ginocchia.~- 210 II, XIX | s'era lasciata andar giù, aiutando in tal guisa l'oblio dell' 211 II, XIII | la donna che ci offende) aiutano a vivere, e danno, se mi 212 II, XXII | ancora a qualcosa, come aiutante, come servitore, come..... 213 II, XV | e Maddalena dall'altro, aiutarono la signora a far quella 214 I, VIII | accorgesse, senza che ei lo aiutasse, o vi si disponesse colla 215 I, II | fermata sul vetro dal.... aiutatemi a dire..... dal cloruro 216 II, XVI | tenebre della mia agonia, aiutatore, benefattore accettato e 217 II, XXII | Vossignoria..... Chi la aiuterà come il Giacomo, quando 218 II, XVI | voi; la vostra scienza mi aiuti.~«Come vi ricompenserò? 219 II, XIV | Guido saltò a terra ed aiutò la signora a discendere, 220 II, XX | all'amoroso ronzìo dell'alato raccoglitore di miele? La 221 II, XVII | lisciato, come un putto dell'Albani, il quale, dopo aver ricevute 222 I, VIII | l'erta di San Martino d'Albaro, e il cervello del cavaliere 223 I, III | aveva spazio così largo da albergare tanta varietà di magnifiche 224 II, XV | nei centri popolosi, spiri alcunchè della sua arcana virtù nelle 225 II, XIX | compagnia, in mezzo a due ale di riguardanti ammirati.~ 226 I, V | Darwin, o del Cosmos di Alessandro Humboldt.~Così del resto 227 I, V | chiamando le lettere dell'alfabeto con nome sempre diverso 228 I, II | uomo il quale applichi l'algebra a quelle stelle lucenti 229 I, V | latino: «spiritus intus alit». Egli era, se posso giovarmi 230 I, XI | era rotto; la primavera alitava dintorno a lei, tutti i 231 II, XIII | vostro muraglione è andata ad allacciarsi al tronco dell'olmo. Non 232 II, XXI | vibrazioni dare il segnale d'allarme alla ragione dormente. Va; 233 II, XIII | dai parenti, in pegno d'alleanza, o in mercede di prestati 234 I, X | una strada e centinaia di allegre persone che andavano e venivano, 235 II, XVI | altro compenso della comune allegria dei superstiti, che una 236 II, XIV | fu lui. Gli altri tutti, allegro stuolo di farfalle, si sparpagliarono 237 II, XV | Ti saresti per avventura allevato con lui? S'ha a dire questo 238 Ded | vita italiana, e meglio allogare le sue fantasie nelle strade 239 Ded | stampa, il quarto che s'è allogato tra le mura di Genova. Ora, 240 I, III | acquaio, ogni screpolatura, alloggiava un cespo di semprevivi, 241 II, XIII | tenebre! I raggi si vanno allontanando man mano dalla terra; poi 242 II, XIII | vita, senza salvarla, senza allontanarla d'un passo dall'orlo pauroso 243 II, XXII | della sua terra da cui si allontanava per sempre.~Finalmente giunse 244 II, XXI | amate, siate felice, io mi allontanerò dagli occhi vostri per sempre.~ 245 II, XXIII | a trionfare. Le nuvole, allungate in cirri fantastici, risaltavano 246 I, IV | lunge. L'ovale un tal po' allungato di quella faccia, la carnagione 247 I, IX | Casino. Ma che diamine vo almanaccando io? Qui non c'è l'uomo ch' 248 II, XXII | il suo viso a noncurante alterezza.~Dopo essersi convenevolmente 249 I, II | a questi studi geniali, alternando le materie, e la teorica 250 II, XIV | verbigrazia, la carità, questa altissima tra le passioni, che ha 251 II, XIV | amore v'hanno gioie sublimi, altissimi conforti. già pretendo 252 I, VII | rispose il giardiniere, alzando il cespo da terra con molta 253 II, XVIII | ora in cui i milanesi si alzano da letto, vo a far colazione 254 I, X | solito. Però, quando fu alzato, vide che il servitore aveva 255 II, XVIII | incipiam, comincierò.~«Mi alzo anch'io di buon mattino, 256 I, II | teatro Carlo Felice, perchè amantissimo della musica.~E il cuore? - 257 II, XIV | allora che pensieri, che amarezze, nella notte di quelle nicchie 258 II, XXII | sospiro a quelle ricordanze amarissime; spiccò una fogliolina d' 259 II, XVII | noncurante, non si poteva che amarla, dirò meglio, adorarla.~ 260 II, XIX | aveva mai tralasciato di amarlo. Que' fiori erano una confessione 261 II, XV | pare. Egli è ben fatto, amarsi tra fratello e sorella.... 262 II, XXI | dire alla donna salvata: amatemi in ricompensa del benefizio; 263 I, I | molto, a que' tempi. Non l'amavo, e, come ho già detto, fuggivo 264 II, XIX | altri soli s'era fatto un ambiente freddo; v'ebbero donne le 265 I, IX | leardo pomellato che correa l'ambio, ed egli su quel sauro che 266 I, IV | richiami tra i cespugli, ambo ascosi in un cappannuccio 267 II, XVIII | quadro di Raffaello, o all'Ambrosiana a scartabellare vecchi codici, 268 II, XX | come lame di pugnale; chè amendue si sentivano nemici implacabili 269 II, XVIII | vostra anima generosa? Voi l'amerete molto, ed ella vi amerà; 270 II, XIII | nel suo discorso la forma amichevole del voi.~- Penso al sole 271 II, XII | ella detto, porgendogli amichevolmente la mano. - Cominciavo a 272 I, VIII | giardiniere gli era diventato amicissimo, e stavano già come pane 273 II, XV | mano al Giovannino, suo amicone dopo la faccenda dello scudo.~ 274 I, IX | propensione che hanno gli ammalati a stare fermi. Così pure 275 I, VII | delle vostre robe, e chi vi ammanisce il desinare?~- Che! o non 276 I, VII | operato a fin di bene per ammazzarci i topi, e non gli s'ha a 277 II, XIII | lettore assennato vorrà ammettere che quella passione, rozza 278 II, XII | imparziale come sono, lo ammetto. La gentilezza de' suoi 279 II, XV | che il pittore girovago ammira, e si affretta a ritrarne 280 II, XVIII | fiacchezza, e venir presto ad ammirare l'opera mia.... anzi a baciarle 281 II, XIX | che vuol dire alla gente: ammiratemi ed invidiatemi. Ma chi non 282 II, XIX | a due ale di riguardanti ammirati.~Era la signora Argellani, 283 II, XIX | Marana, od altri de' suoi ammiratori stretti a crocchio d'intorno 284 II, XIX | negli animi, e mentre molti ammiravano quella stupenda figura, 285 I, VII | quattrini a palate.~- Siete ammogliato, forse?~- No, per la grazia 286 II, XIII | Chiusa nella spelonca, ella amò il suo rapitore, perchè 287 I, III | non s'erano accorti degli amoreggiamenti, non si vollero riscaldare 288 II, XIX | spesso volgeva la parola amorevole, incuorandolo a parlare, 289 II, XVI | tarda, alle vostre cure amorevoli.~«Io (quasi arrossisco a 290 II, XV | signora Luisa, appoggiandole amorevolmente il braccio sulla spalla.~- 291 I, I | piega da nulla, come gli amorini nello zendado di Venere.~ 292 II, XVII | avviluppato in una ventura amorosa con una bellissima dama ( 293 II, XXII | mani nelle mani, gli occhi amorosamente fisi negli occhi, e mormorandosi 294 I, XI | il quale spandeva filtri amorosi nell'aria e avvelenava le 295 II, XIX | quantità teneva luogo dell'ampiezza, imperocchè di due quartierini, 296 II, XIV | porta, che metteva, per un ampio giro di scale, ad una galleria 297 II, XIII | senza odio per respingere l'amplesso di mani insanguinate.~Il 298 I, X | ferruginose, i tonici, i cibi analettici (tutte parole che io non 299 I, II | ingegno alle più sottili analogie, e si fa la mano a tutte 300 I, VIII | non qui. Ne fa invece l'ananasso, della famiglia delle narcisoidée, 301 II, XXI | penetrare la sferza del sole. Le ancelle, vestite dei variopinti 302 II, XIII | la diva degli antichi. Anchise che fu innalzato al talamo 303 | ancor 304 I, VII | si bordeggia, si getta l'àncora in vista, come farebbe una 305 I, I | il mio, e ambedue ce ne andammo a passeggiare all'Acquasola, 306 II, XV | E non ho buone gambe da andarci io? - disse la nuora.~- 307 II, XX | vera distrazione e' bisogna andarla a cercare molto, ma molto 308 II, XXIII | leggeva. Si alzò agitato per andarlo a cercare, ma non potè fare 309 II, XX | qualche eremo dove io possa andarmi a rinvigorire le membra 310 II, XVI | città, ma non sapeva dove andarne a parare; tornò a casa e 311 I, IX | accennò colla mano che me ne andassi pure; ma io mi avvidi che 312 II, XVI | corse nella sua camera, e andatosi a sedere presso la finestra, 313 Ded | di forbici, finalmente l'andazzo, la necessità di mostrarsi 314 II, XIV | fosse inoltrata in quell'andito.~- Ohimè! - disse ella, 315 II, XVII | essenziale. Oramai la cura andrà da ; la scienza darà i 316 I, V | io metto pegno che non andrebbe più innanzi. Ma, passano 317 II, XV | contadino, - ma io penso che non andrete molto d'accordo col parroco.~- 318 II, XIV | rinchiusa in uno di questi androni, soffocata in una di queste 319 II, XVI | non pensando che a voi.~Anelante, turbato, Laurenti spiegò 320 I, X | come poteva una povera anémica, vedendo il suo giovine 321 Ded | che si spande, dopo lungo anfanare, tra letterati, è un semenzaio 322 I, I | quanto sia vera per gli angeli, dicano i teologi. Per la 323 II, XX | del costume in tutti gli angoli di questa vecchia Europa 324 II, XV | presso il primo palo di un anguillare di viti.~Poco stante, la 325 II, XIX | pensiero al mondo delle angustie di quel leggiero corteggiatore 326 I, XI | vedesse sbucar fuori un animaletto nero, dalla corazza rabescata. 327 II, XIX | il nostro eroe, rifattosi animoso, pensò con lieta baldanza 328 II, XV | poco frutto nell'ultima annata; delle ortaglie si è cavato 329 II, XV | al cielo, quantunque le annate siano scarse. E non fo per 330 II, XIII | avrebbe potuto fare, ad annegarvi dentro quella delicatezza 331 II, XIV | volta in un bel giardino annesso al palazzo in cui essa ha 332 II, XXI | lontano come ebbi l'onore di annunziarle, non mi consente di venire 333 II, XX | tigre, e il cui barrito mi annunziava l'appressarsi del nemico. 334 I, XII | vide pioversi le lettere anonime che assassinavano la fama ( 335 II, XXIII | rimase inchiodato sul sedile, ansante, sgomentito, ad aspettare 336 | ante 337 Ded, 0(1) | ragionevolmente la prima; tanto l'antecedente fu ristretta per numero 338 I, II | approfondire le origini. L'antichità della terra, scritta in 339 I, XII | volto gli conferiva un'aria antipatica, e per contro la bellezza 340 II, XX | commozioni, in mezzo alle quali l'antiquario diventa poeta.~- Certamente 341 Ded | Genova, il 26 maggio 1867.~ ~ANTON GIULIO BARRILI.~~  ~ ~ 342 I, IX | Grazie, mia buona Antonietta, grazie! E così dicendo, 343 I, VII | Laurenti a tutte le signore Antoniette che mi leggono, se egli 344 II, XIX | tentazione anco il povero Sant'Antonio.~Le danze erano per cominciare, 345 I, I | madreperla, raccomandato all'anulare da una sottil catenella 346 I, VII | veduto, era uomo faceto anzichenò.~- Orbene, Giacomo, venite 347 I, III | verso, fino alla conserva anzidetta.~Quel giardino era sempre 348 II, XX | intorno a quella donna, come l'ape dintorno al fiore; che cosa 349 I, IX | altrove, e macchinalmente ne apersero i fermagli.~Era quello un 350 I, IV | gli occhi nel vano dell'apertura, stava fantasticando una 351 I, VIII | quel giorno poi, lo stesso Apicio, ne' suoi panni, non avrebbe 352 II, XX | silenziosa ad udire i racconti apologetici del bruno Percy. Aggiustava 353 II, XV | contadino, inconsapevole apostolo della religione naturale, 354 I, VIII | venture vanno anch'esse appaiate. Quello doveva essere giorno 355 II, XV | nostra è di fontana, e l'appanna il vetro come i sorbetti. 356 II, XIX | proverbio, e sotto l'intonaco v'apparirà sempre il barbaro. Ora sotto 357 II, XIX | neppure in conto di uomini.~L'apparire di quella donna produsse 358 II, XIV | efficacia; bellezza che forse apparirebbe falsa e stonata sulla tela, 359 I, X | tirannia di consuetudine, non apparisca chiamata a partecipare ai 360 I, III | sole, e i suoi adoratori appariscano altrettanti pianeti, i quali 361 I, X | rispose Laurenti. - La donna apparisce non chiamata a certe cose, 362 I, II | passioni. La scienza non apparta dalla umanità, e da nessuna 363 II, XIX | Egli era un sontuoso appartamento, quello della Perrotti, 364 I, XII | di città, l'avevano come appartata dal mondo. Pochissime signore 365 II, XIX | mondo, siccome il mondo si appartava da lei. Se non che ella 366 I, III | olmo di smisurata altezza, appartenente al giardino inferiore, ed 367 II, XIX | ridotta allo stremo, si appartò dal mondo, siccome il mondo 368 II, XX | loro turbamento, Laurenti apparve sull'uscio. Egli era pallido 369 I, II | scienze naturali. Non si è appassionati cultori della flora, senza 370 I, VIII | di prigionieri che esse appendono la notte, chiusi nella reticella 371 II, XV | di desinare, fa venir l'appetito. Mariangela! Mariangela! 372 II, XIV | quale si l'intonaco, e si appiastra l'epigrafe col suo numero 373 II, XX | certamente doveva essere appiattato dietro i vasi del suo muraglione! 374 I, V | parve una ventura di dover appiccare la voglia all'arpione.~Ha 375 II, XVIII | perspicacia, vorrei pure appiccicare un commento a questo carteggio. 376 II, XIV | ma oramai non si sa come appiccicarla qui, a cagione di un certo 377 I, VII | intento a trovare un nuovo appicco al discorso che gli premeva, 378 I, V | a nulla, entrò in casa, appiccò il cappello alla prima gruccia 379 II, XIX | pure l'unica a cui possa appigliarsi, si armò di coraggio e si 380 I, X | Senato, e gli scrittori applaudono a quell'arguto sennino, 381 II, XII | scanni, per far pompa d'applausi!.... A proposito di teatro, 382 I, II | materiale. Un uomo il quale applichi l'algebra a quelle stelle 383 II, XV | perchè stesse più a suo agio, appoggiando i piedi sulle stecche, e 384 II, XV | disse la signora Luisa, appoggiandole amorevolmente il braccio 385 I, VIII | lontano da Genova; e , appoggiar di sprone a sinistra, girar 386 II, XV | ne stava , colle spalle appoggiate al muro, e le braccia incrociate, 387 II, XIII | notte, inavvertita quasi, apportatrice di calma.~Laurenti si nascose 388 II, XXI | suocero di Maddalena si fosse apposto al vero, quando ebbe a credere 389 II, XX | barrito mi annunziava l'appressarsi del nemico. Ad Ellora ho 390 II, XXII | sostenuto, come chi si appresta a fare un discorso di molto 391 I, X | sode ragioni. Se queste non approdano, metterò mano alle scherzevoli. 392 I, VII | arrisicato, e poteva anco non approdare; ma il nostro diplomatico 393 I, II | periodi, nasce il desiderio di approfondire le origini. L'antichità 394 I, I | stretta di mano a sinistra, appuntando il canocchiale sulla mostra 395 I, IX | un seggiolone, coi gomiti appuntellati sull'orlo di una tavola 396 I, IV | suo nascondiglio, col viso appuntellato sulle palme, e gli occhi 397 II, XXIII | cavo degli omeri, che si appuntellavano forte al capo di banda del 398 II, XX | resto non raccontava le cose appuntino; chè ella non lo avrebbe 399 I, X | e senza lo studio, che apre nuovi orizzonti allo sguardo 400 II, XIV | pianerottolo di quella scala, si apriva lateralmente una di quelle 401 I, I | delle pochissime a cui si aprivano le sale de' suoi pari. E 402 II, XVIII | alta, in casa. E qui non apro più un libro; me ne vo a 403 I, III | impregnata d'acque nanfe e di arabici profumi. Le quali cose, 404 II, XVIII | astronomia nel trattato di Arago, e di storia naturale nei 405 I, II | dipinta da fuori di colore aranciato, che era una vaghezza a 406 I, IX | risposero, - con acqua di fior d'arancio.~- Che! Non serve a nulla. 407 I, XI | consuetudine. Il rimedio arcano, imponderabile, si era svolto 408 II, XIX | personaggio, diventato di botto l'archetipo della specie.~Lo stato di 409 II, XV | marmocchio, più contento di Archimede, quando ebbe a gridare il 410 II, XX | meditate reticenze e bene architettate sospensioni. Se io tenessi 411 II, XIV | pensile orto babilonese di architettoniche meraviglie, che si innalza 412 II, XX | la negra cura saliva in arcioni con me, e mi guastava il 413 I, I | amava mettere i denti all'arcivescovo Ruggieri, e ricadenti sul 414 II, XIV | colori che compongono l'arcobaleno della vita, come un elemento 415 II, XXIII | dentro ribolliscono, lava ardente, le collere tutte, i rancori, 416 I, XII | piaceva; ma i cuori più ardenti, fattisi da presso a lei, 417 I, XI | tranquilla, palpitava il cuore, ardeva la mente dell'innamorato, 418 I, VII | Scese in giardino, ma senza ardir nemmanco di guardare dov' 419 I, X | allori, sarà viaggiatrice ardita con Ida Pfeiffer, scienziata 420 II, XXI | ha i suoi miraggi nelle arene del deserto. Spaventose 421 I, IV | allora dietro i monti d'Arenzano.~Anch'ella, povera bella, 422 I, XI | campanello scosso mandava il più argentino dei suoi squilli, e poco 423 II, XIX | grande di quello che non s'argomentasse l'Aurelia. Come è bella! 424 I, XI | fenditura di marmo.~Laurenti argomentava benissimo, e il suo cuore 425 I, X | fece a dirgli:~- Queste sue argomentazioni, delle quali riconosco il 426 II, XV | gesto Laurenti; e i lettori argomenteranno di leggieri come questi 427 II, XXIII | Guido, ben diverso dagli argonauti, non vedeva nulla, splendori 428 I, I | volume o la densità, ne arguisce la temperatura e tutte l' 429 I, I | desiderata tra le donne. Arguta e colta com'era, neppure 430 II, XVII | danno, di essersi, come dice argutamente il proverbio, aguzzato il 431 I, XI | condito di piacevolezze, di argute considerazioni, di modeste 432 I, VII | e dagli occhi limpidi ed arguti. I capegli corti e brizzolati, 433 II, XVIII | cosa vi tradisce; perfino l'arguzia vi esce stentata dalla penna; 434 I, XI | stessa il dialogo, aiutava le arguzie a sbocciare. Senonchè, mentre 435 I, IX | senza il filo pietoso di Arianna.~La causa, pensava egli, 436 II, XX | in proboscide, poichè non arieggiavano nessuna fisonomia di cristiani. 437 II, XVII | a leggerle un canto dell'Ariosto, facendole assaporare le 438 II, XIX | in salute, per tornare, armata di tutto punto, fresca e 439 II, XIV | becchini verranno a pigliarmi, armati della legge municipale, 440 II, XIII | diventando più civili? Le armature degli avi ci opprimono col 441 I, II | di S. Bartolomeo degli Armeni, e qualchedun'altra presso.~ 442 II, XIX | cui possa appigliarsi, si armò di coraggio e si fece innanzi. 443 II, XIV | effetto del complesso, dell'armonia del tutto, contemplata da 444 I, IV | quelli esametri divinamente armoniosi, scandendone a voce sommessa 445 I, IX | Felsina? tanto meglio; è più aromatica. Prendete qui, voi altre, 446 I, VIII | lanceolate e dall'odore aromatico; quindi, a lenti passi, 447 I, V | appiccare la voglia all'arpione.~Ha mai pensato il lettore 448 I, VIII | occhi, fingendo di leggere arrabbiatamente. Voltava le pagine ad ogni 449 I, VII | caccia ai topi. Si sarà arrampicato per l'edera fino alla fila 450 I, IV | dal suo capannuccio, si arrampicava sull'albero, e andava a 451 I, IX | che aveva presieduto all'arredamento di quella camera.~Su d'un 452 I, VIII | Giacobbe, il cui capo è arrembato all'uscio del paradiso e 453 I, XI | conati ch'egli faceva per arrestare lo struggimento delle sue 454 Ded | perchè non aiutiamo ad arricchire il paese? e se non lo è, 455 I, VI | Oibò! - disse la rosa, arricciando le foglie.~- Eh! io non 456 I, VII | lo spediente. Era molto arrisicato, e poteva anco non approdare; 457 II, XX | di Guido.~- Quando è Ella arrivata? - gli chiese la donna gentile, 458 I, V | passione è giunta al cuore, e arrivederci col senno di poi!~Il primo 459 II, XX | fece rifiorire il sorriso arrogante sulle labbra.~A Laurenti, 460 II, XX | Marana; - rispose Laurenti arrossendo. - Qui per l'appunto il 461 I, X | pensatolo.~La donna gentile arrossì lievemente, come poteva 462 II, XVI | cure amorevoli.~«Io (quasi arrossisco a dirvelo) non desidero 463 II, XVIII | prosaicamente dei pezzi di carne arrostita, che mi dipinge le labbra 464 I, I | profilo o di fronte, sia che arrovesciasse il capo e mostrasse una 465 II, XV | cadevano sui larghi solini arrovesciati di una camicia bianca, il 466 II, XV | moccicosi, coi capegli arruffati, le vesti sbrandellate, 467 II, XV | un bel vecchio, dal volto arsiccio, incorniciato da due ciocche 468 II, XIV | stato eretto da una nuova Artemisia) si parò davanti agli occhi 469 II, XIV | speranza, il gusto delle arti, la curiosa investigazione 470 II, XX | storcileggi che fa forza agli articoli del codice, per far parere 471 II, XVIII | o i commenti sull'ultimo articolo del Pungolo. Quindi si piglia 472 I, IX | aveva creduto la padrona in articulo mortis. Ma il suo primo 473 I, I | quel candore, se non era artificiale, era pur tuttavia il più 474 I, I | consolavo un affetto d'artista, soddisfacevo ad una curiosità 475 I, XI | notavano allora certi buchi, artisticamente scavati tra le radici della 476 II, XX | Bagdad, la città del califfo Arun Al Rascid, la culla meravigliosa 477 II, XXI | a mille e mille anni di ascetismo, pur nella speranza di essere 478 Ded | lunga fatica di mastri d'ascia e calafati, finalmente abbandona 479 I, X | piedi del Nazareno, che li asciuga col volume dei suoi capegli, 480 II, XII | alla Luisa, e simulando di asciugarsi una lagrima.~La signora 481 II, XV | dicendo, la contadina si asciugò due grosse lagrime col lembo 482 I, XII | esce tesa, levigata ed asciutta sul cilindro, per modo che 483 I, I | rideva; rideva pazzescamente, ascoltando certi complimenti che, col 484 II, XIV | avevano fatto commendatore; si ascoltavano le sue parole come altrettanti 485 I, I | quella grazia che spesso è ascosa in una piega da nulla, come 486 I, IV | richiami tra i cespugli, ambo ascosi in un cappannuccio di frasche, 487 II, XIX | saranno cinquanta altri che si ascriveranno a ventura di darvi una mano 488 II, XXI | spararmi le membra, potesse ascrivere la mia morte a disperato 489 II, XVII | E cotesto non si poteva ascriverle a torto, imperocchè simiglianti 490 Ded | avrebbe il gran torto chi ascrivesse a cotesto il restringer 491 II, XXI | disperazione, gli profferivano un asilo pe' suoi amori felici, E 492 I, VII | licenza di Vossignoria, un asino calzato e vestito.~Guido 493 II, XVII | La signora Aurelia è un Asmodeo diventato femmina. Ma, in 494 II, XVII | filosofante, perfino nella casa di Aspasia.~Guido insomma si avvedeva, 495 I, VI | quelle loro ali screziate e asperse di polverina d'oro!~- Sì, 496 I, XI | Magnifico, ed è laggiù che l'aspetta. Se Vossignoria vuole portarsela 497 I, I | vai?~- Sì, me ne vado.~- Aspettami, vengo anch'io.~- O che? - 498 I, VI | ed egli ha avuto un bell'aspettarla, e darvi da bere a voi altri, 499 II, XVII | io non potevo certamente aspettarmi.....~- Zitto, per carità, 500 I, VII | uccisore alla sua vittima.~Come aspettasse impaziente il mattino, potete 501 II, XX | mi paion già mille.~- L'aspetterò a Madras, sulla costa del


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