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Angelo Brofferio (1846 - 1894)
Per lo spiritismo

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I. PREFAZIONE

II. Distinzione tra i fatti medianici e la teoria spiritica

III. I fatti medianici non si possono dire impossibili a priori

IV. Sono attestati da testimonianze sufficienti

V. Non sono imposture

VI. Non sono allucinazioni

VII. Tutti possono constatarli, se vogliono

VIII. L'opinione contraria della maggioranza non conta quasi nulla

IX. Ora suppongo ammessi i fatti

X. La causa di questi fatti si deve poter trovare, perchè sono sperimentali

XI. Questa causa è composta di condizioni fisiche, fisiologiche e psicologiche. Compito del psicologo è cercare di chi sia l'intelligenza che si manifesta mediante il medio

XII. Ipotesi che si sono fatte e si possono fare sull'origine di quest'intelligenza

XIII. Quali criteri si debbono seguire nella scelta fra più ipotesi

XIV. L'ipotesi che l'intelligenza occulta sia lo incosciente del medio è, a primo aspetto, la più naturale

XV. Ma l'ipotesi che sia l'intelligenza di un defunto non si deve escludere a priori come impossibile

XVI. E a posteriori è possibile, perchè, il medio essendo incosciente e passivo, l'intelligenza che si manifesta può non esser la sua; per lo meno è occulta

XVII. Anzi è probabile, perchè le intelligenze occulte, interrogate, dicono generalmente di essere anime di morti

XVIII. E in ciò concordano colla tradizione antica e colle osservazioni odierne di apparizioni spontanee di defunti

XIX, E perchè l'intelligenza occulta pensa separatamente dal medio

XX. E differentemente dal medio

XXI. E vede talvolta delle cose che soltanto uno spirito può vedere

XXII. E sa talvolta delle cose verificabili che soltanto un defunto può sapere

XXIII. E usa spesso lo stile, la lingua e la scrittura di un defunto che il medio non ha conosciuta

XXIV. E scrive perfino senza le mani del medio, e fa cose che il medio e noi tutti, anche con scienza e coscienza, non possiamo fare e nemmeno comprendere

XXV. E finalmente si materializza e prende la forma tangibile, visibile, udibile e fotografabile di un dato defunto

XXVI. La concordanza di più prove simultaneamente e di più medii successivamente dimostra la necessità del defunto e l'insufficienza del medio

XXVII. La maggior obbiezione allo spiritismo è la troppa rarità delle buone prove e la troppa frequenza delle bugie; ma essa non distrugge il valore delle prove buone, e prova soltanto che non tutti i fenomeni medianici sono spiritici

XXVIII. Riassunto e conclusione





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