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Ferdinando Paolieri
Novelle toscane

IntraText - Concordanze

c'

   Novella
1 1 | Capirà che delle donne c’è poco da fidarsi; hanno 2 1 | qualunque cosa per vederla. C’è nessuno dentro?~— E chi 3 1 | per questo!~— Io? o cosa c’entro io? — domandai sbalordito.~—  4 1 | domandai sbalordito.~— Se c’entrate? lo vedrete se c’ 5 1 | c’entrate? lo vedrete se c’entrate, e come! ma andiamo 6 1 | neppur io!~— O bravo!~— Però c’è chi ci crede!~— Eh, ce 7 1 | tutta questa faccenda cosa c’entri io!~— Ecco, ma sentite 8 1 | passo di più fuori dell’aia, c’imboccò sullo stradone; e 9 1 | delle belle. Per fortuna c’è la Diana, i fucili carichi 10 1 | polverizzata, minuta; non c’era verso di fare un ‘buscione’; 11 1 | Sbaglierò; ma di sopra c’è gente!~— Ma fammi il famoso 12 1 | un’altra stanza, dove non c’era nulla, e la cucina, patriarcale, 13 1 | avrete paura anche voi; o c’è gente che vuol male ai 14 1 | Eccellentissimo Senato.~Non c’era altro.~Un uscio, ermeticamente 15 1 | per nulla di penetrare. C’erano, , abbastanza ragni, 16 1 | più bella, anche perché c’erano due letti; e cominciai 17 1 | ragnatele così spesse, che non c’era pericolo cascassero in 18 1 | vedete? ha paura anche lei! C’è qualcosa di straordinario!~—  19 1 | uccelli.~Il fattore, che c’era venuto incontro tutto 20 3 | rispose — a’ tempi miei le un’ c’erano; il mondo peggiora 21 3 | notte fu dura.~Sui vasi non c’era modo di sdraiarsi; e 22 3 | vicino a un muricciolo, c’era un caseggiato candidissimo 23 3 | suo figliolo.~— Guarda chi c’è!~— O che siete qui?~— Ho 24 4 | da una linea di tranvai, c’è un caffè piccino, piccino, 25 4 | le dovute cautele, perché c’era da far pigliare un colpo 26 4 | quel bel fico dottato, non c’era più.~La notizia del fico 27 5 | grazia? Ma io domando se c’è senso comune a far la grazia 28 5 | il paese dov’era nato.~C’era arrivato quella mattina 29 5 | codeste cose non usano più... C’erano forse, quando... quando... 30 5 | insomma, quando andaste via, c’erano forse le carrozze senza 31 5 | carrozze senza cavalli? c’erano? no? eppure oggi ci 32 5 | a capire che per lui non c’era speranza, non c’era salvezza; 33 5 | non c’era speranza, non c’era salvezza; in sei mesi 34 5 | una porta [70] spalancata, c’entrò, cadde di schianto 35 6 | romoreggiare il tuono.~— C’è il dottore?~— C’è sicuro; 36 6 | tuono.~— C’è il dottore?~— C’è sicuro; ma chi lo vuole?~[ 37 6 | chilometri da Grosseto, c’è un posto solitario chiamato 38 6 | mignatte non ce ne sono, e non c’è tempo da perdere. È una 39 6 | zampillò, schiumoso e nero.~— C’è pericolo di morte? — chiese 40 6 | quello, tutto allegro — c’è bisogno di voi!~— Che è 41 7 | socchiuso uno dei battenti, c’introdusse nel parco...~—  42 7 | tanto il signor Conte non c’è e per quest’anno pare non 43 8 | ammirazione, ancora, che lui non c’è?...~— Lui, chi?~— Stellino, 44 8 | Bettaaa!... O Betta, vien su! C’è il sor [100] Ferdinando... 45 8 | tanto a catena... insomma c’entrò) entrò in bandita, 46 8 | proprio alla svoltata, dove c’è quel masso grande con la 47 8 | faccia al cartello dove c’è scritto: ‘Bandita’. E sopra 48 9 | per carità!~— Ma se non c’è nulla di male! Ancora tutti 49 10| La galoppata~ ~ ~Non c’era più dubbio: mi dovevo 50 10| come stavo! Fortuna che c’era il Muto!~— Il Muto?~—  51 10| bel correre, ma sì! non c’era speranza d’arrivare alla 52 10| fucili a bacchetta, non c’era tempo da ricaricare! 53 10| Se no, ci rovesciano, c’infilano, e bonanotte! è 54 11| di Martino, che cenava, c’era un circolo di gente come 55 11| agli astanti che dentro non c’era nulla, poi cadde a sedere 56 12| l’arrestarono?~— Fuggì... C’è chi dice sia morto... chi 57 12| a dieci miglia da Siena (c’ero stato da giovane), e 58 12| arrivai alla Croce, dove c’è un intrico di viottoli 59 13| 155] verso l’abitato non c’era da parlarne neppure perché, 60 13| ringhiando; ma nella tana c’era calduccio e il vento, 61 13| freddo!~— Sì, ma quell’anno c’era la luna e non c’era la 62 13| anno c’era la luna e non c’era la neve, e io feci quel 63 13| pollaio... Dal momento che non c’è nessuno!...~— Ragion di 64 13| della compagna; lassù non c’erano certo trappole da temere. 65 13| grazia di Dio!~Nel mezzo c’era una tavola apparecchiata, 66 13| mise in sospetto.~— Ma cosa c’è? — urlava la voce. — Non 67 13| fioco: — Menica! Gosto! Non c’è rimasto un’anima viva, 68 14| smarriva, tanto più che non c’era chi non asserisse che 69 14| in questa faccenda, non c’entrava proprio per nulla 70 14| Betta, qui con noi, ora non c’è? perché non è venuta?~—  71 16| feroce; lo capì subito; non c’era più verso di trattenerlo.~[ 72 17| aveva bell’e capito, non c’era bisogno di altri discorsi:... 73 17| corro per il dottore. Non c’era, oppure gli pareva lontano... 74 17| se ne facevano, e di più c’era da dar mangiare alla 75 17| il tocco; di passare non c’era da discorrerne; m’inginocchiai 76 17| discorso con la cornacchia! —~C’investì una vampa di luce: 77 18| inumidendolo per sentir meglio.~C’era odore d’uomini, da quella 78 18| Fuggite! — ordinò — non c’è più nulla da fare.~— Oh! 79 18| poi, a loro..,~— Ma non c’è modo d’ingannare i cani? 80 19| vada sempre così, Donne, c’è il cenciaioloo! Chi ha 81 19| il sole avevan battuto.~C’era perfino chi aveva visto 82 20| Se uccideva la lepre, non c’era pericolo che le picchiasse 83 20| risalire ai tempi, quando non c’erano gli schioppi né [237] 84 21| bozzetto non era peregrino; ma c’era tanta cordialità in quel 85 21| azzurre schierate in giro, c’inondò completamente, io 86 21| a non poterne più. E non c’è da dire che potessi andare


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