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249 è
Ferdinando Paolieri
Novelle toscane

IntraText - Concordanze

era

    Novella
1 1 | facesse trovar distesa! —~Era, in verità, una bestia di 2 1 | orecchie: segno che la lepre era respinta per i viottoli, 3 1 | cercava la lepre? Sapeva che era a bacìo, e non ne cercava 4 1 | cercava al solatìo; sapeva che era nel forte, e non ne cercava 5 1 | legname — il legname per Foffo era il fitto del bosco, fosse 6 1 | almeno si girava e non s’era messo in corpo altro che 7 1 | affermando che quello non era il modo, che ormai s’era 8 1 | era il modo, che ormai s’era cominciato e bisognava ammazzarne 9 1 | erbosi.~Intanto il sole s’era avviato al tramonto, dardeggiando, 10 1 | punto solo. In un istante s’era a tavola, davanti a una 11 1 | color del bronzo.~Foffo era sempre in cucina a preparar 12 1 | fattore, munito d’un lume (era ormai notte profonda), ci 13 1 | lauri agitati; il silenzio era enorme.~— La porta della 14 1 | un po’ questa chiave... —~Era quella; la porta s’aprì, 15 1 | cavallo tossiva; la paglia era polverizzata, minuta; non 16 1 | polverizzata, minuta; non c’era verso di fare un ‘buscione’; 17 1 | Quando tornai, Foffo, che era rimasto al buio, accovacciato 18 1 | una mano sopra.~L’atrio era a volta, tutta d’un colore 19 1 | altra stanza, dove non c’era nulla, e la cucina, patriarcale, 20 1 | draghi, rientrammo donde s’era venuti.~Foffo vide sotto 21 1 | morta, secca come un uscio; era entrata probabilmente dal 22 1 | trappola volontaria, ed era morta d’inanizione. Di fatti, 23 1 | brillanti come il metallo, ed era schifosamente costellato 24 1 | somigliavano tutte. Una stanza era stata accomodata a biblioteca, 25 1 | pietà. Ne sfogliai qualcuno; era la collezione, scompagnata 26 1 | Eccellentissimo Senato.~Non c’era altro.~Un uscio, ermeticamente 27 1 | ragnatele così spesse, che non c’era pericolo cascassero in capo.~ 28 1 | un armadio a muro, e gli era apparsa una cosa spaventevole: 29 1 | tutti i punti del quadrante, era pallido come un cadavere; 30 1 | d’aria; nessuno più di me era persuaso che avevo da fare 31 1 | lingua lunga come Foffo, era , e non cercava di meglio 32 1 | la felicità è breve. S’era da poco piombati in quel 33 1 | la candela, consumata, era spenta), ci consultammo 34 1 | folata d’acqua diaccia. Tutto era buio e silenzioso; forme 35 1 | deboli dei precedenti. Si era allora alla porta d’ingresso, 36 1 | alla rimessa; la chiave era nel portone; apersi, e... ( 37 1 | cosa si poteva fare? Tutto era inutile, ormai!~Ristemmo, 38 1 | terribile colica infiammatoria: era troppo tardi per poter trovare 39 1 | uccelli.~Il fattore, che c’era venuto incontro tutto allegro, 40 1 | parapiglia la lepre uccisa era rimasta alla fattoria.~[ 41 2 | foglie dalla parte bianca.~Era una vigilia di festa, e 42 2 | un portico, e il cancello era aperto, l’uomo vi tirò dentro 43 2 | che, sotto, il terreno era quasi asciutto; vi spinse, 44 3 | diventarepadrone del suo’, era tanto vecchio, che si ricordava 45 3 | Campanilista nell’anima, era rimasto col pensiero ai 46 3 | tempi ne’ quali l’Italia era divisa come uno scacchiere; 47 3 | teneva il lanternino, che non era stato mai acceso; un canino 48 3 | fu dura.~Sui vasi non c’era modo di sdraiarsi; e il 49 3 | prima di Lucca, che il sole era alto; e i muli, sudati e 50 3 | vicino a un muricciolo, c’era un caseggiato candidissimo 51 3 | Nella stanzetta bassa era un fresco delizioso, un’ 52 3 | Ma il ‘Poverino’, ora che era sazio, si sentiva tornato 53 4 | Oreste non ascoltava più; si era avvicinato con precauzione 54 4 | spezzarsi; ora il vecchio si era mosso, e si avviava pian 55 4 | batteva palpebra; il momento era solenne; si sentiva benissimo 56 4 | discorrevano più che con gli occhi. Era un incrociarsi continuo 57 4 | avermi visto mai? —~La botta era andata! La guardia, dalla 58 4 | quanto tempo fa; forse... si era giovinetti tutti e due... —~ 59 4 | somiglia molto! —~Il vecchio era visibilmente commosso: bevve 60 4 | a sedere.~Il sor Oreste era divenuto un fiume d’eloquenza. 61 4 | dovute cautele, perché c’era da far pigliare un colpo 62 4 | lo stesso orto... nulla era cambiato; soltanto il fico, 63 4 | bel fico dottato, non c’era più.~La notizia del fico 64 4 | Frattigiani. Il sor Agenore era sul cancello, pallido come 65 4 | Ma cosa dicevano che era il più basso di tutti?~—  66 4 | 57] Frattanto, Antonio si era precipitato nel giardino, 67 4 | scalcinato — eccolo qui, dov’era; ve ne ricordate? —~Antonio 68 4 | L’avevo detto io che era un mistero! Ma che delegato, 69 4 | come poteva fare, se non era lui, a ricordarsi del fico? —~~ [ 70 5 | questi due occhi...~— Ma non era in galera a vita?~— E chi 71 5 | tormentò il pizzo, come era sua abitudine, e guardò 72 5 | Giannaccio in persona, era scaturito di dietro il pozzo, 73 5 | e veniva verso di loro.~Era un uomo e pareva un fagotto 74 5 | del passo.~Giannaccio non era tornato al suo paese, subito 75 5 | poche speranze, il paese dov’era nato.~C’era arrivato quella 76 5 | il paese dov’era nato.~C’era arrivato quella mattina 77 5 | selvaggio, sparuto, estenuato, era apparso sulla piazza affollata, 78 5 | il nome di Giannaccio, s’era fatta deserta; qualcuno 79 5 | ripensandoci... Il bosco? era stato casa sua, un tempo; 80 5 | avessero sfondati! Ma ora? era vecchio, era solo, ed era 81 5 | sfondati! Ma ora? era vecchio, era solo, ed era sfuggito come 82 5 | era vecchio, era solo, ed era sfuggito come i lebbrosi.~ 83 5 | bisogno di nulla. —~L’accento era rude, il commiato era perentorio; 84 5 | accento era rude, il commiato era perentorio; tuttavia Giannaccio, 85 5 | capire che per lui non c’era speranza, non c’era salvezza; 86 5 | non c’era speranza, non c’era salvezza; in sei mesi aveva 87 5 | mentre Io sapevano bene come era morta...~Ma, benché vecchio, 88 5 | morta...~Ma, benché vecchio, era o non era Giannaccio? Si 89 5 | benché vecchio, era o non era Giannaccio? Si fermò di 90 5 | palme; e non si mosse più.~Era nel chiostro della collegiata. 91 5 | paura, lo so... Quando s’era ragazzi insieme ve ne ricordate? 92 5 | insieme ve ne ricordate? Era un’altra cosa... Ve ne ricordate 93 5 | ho paura... —~Giannaccio era caduto in ginocchio; s’attaccava, 94 6 | brigante malato~ ~ ~La notte era alta, una notte burrascosa 95 6 | pensando con rammarico che era tornato allora da una visita 96 6 | curiosità mista a diffidenza.~Era un broccione, alto, ossuto, 97 6 | beccacce, il dottore non s’era mai figurato che esseri 98 6 | specie di siepe gigantesca, era il covile umano, e, tra 99 6 | ardentissima febbre.~Accanto a lui era un altr’uomo, vestito uguale, 100 6 | Ora anche la burrasca s’era sfogata, la temperatura 101 6 | sfogata, la temperatura era discesa; si avvicinavano 102 6 | trasecolò; ma già il bandito era scomparso come ingoiato 103 6 | domandando a se stesso se era desto o sognava!~Ma la spiegazione 104 6 | responsabilità, volere o no, era di lui, che gli aveva salvata 105 6 | guardate... —~Il brigadiere era sudato, ansante, eccitato; 106 7 | cui potevo disporre.~Si era da due settimane in villeggiatura 107 7 | terrazza della trattoria dove s’era finito di pranzare, scorgemmo 108 7 | dalla commozione.~— Sì, era stata ferita all’ala da 109 7 | in modo impressionante, era bella.~A metà del lavoro, 110 7 | scorciatoia per i campi, da tanta era la sua furia di arrivare 111 8 | che non sapevo spiegarmi: era come il presentimento, che 112 8 | uscio di cucina; ma l’uscio era chiuso. Allora, impensierito 113 8 | Beppeee!... —~La notte ormai era scesa; sentivo le raganelle 114 8 | già me l’ero figurato che era successo qualcosa...~— Ma 115 8 | Stellino (lo sapete com’era... la bramosia, la rabbia 116 8 | dette mai un dispiacere: era tant’alta da terra, così.~» 117 8 | Smettila, Stellino!” ma gli era lo stesso che dire al muro, 118 8 | faceva dalla contentezza; era il suo modo di ridere); 119 8 | Quello, signorino, non era un cane!» —~E Beppe s’asciugò 120 8 | l’aveva strozzata da sé, era capace di mettersi a far 121 8 | bacìo a quel modo, capirete, era pieno; ma io non ci potevo 122 8 | quello, signorino, non era un cane!) aprì un occhio 123 8 | e non ne sentirò più:... era come quando l’uomo, che 124 8 | ragazzi volevan sapere cosa era successo; e il cane, ogni 125 8 | piano, si distese quanto era lungo, fece un gran balzo, 126 9 | Il doppio delle campane era ormai completo; pareva che 127 9 | uno slancio che non gli era troppo abituale.~La processione 128 9 | avrebbe camminato più spedito; era tanto forte!~Prima del vicario, 129 9 | al pensiero che la Maria era , in processione, e non 130 9 | regalo del Conte di cui Beppe era tanto fiero, perché se li 131 9 | Che bellezza!~E intanto era arrivata, e s’era messa 132 9 | intanto era arrivata, e s’era messa a sfaccendare sullo 133 9 | colonnino, accanto al kepì. Com’era bello! E aveva creduto di 134 9 | fatto circolo, e la Maria era diventata pallida come una 135 9 | Anche la Contessa non s’era potuta distaccare.~Come 136 9 | ha detto nulla?~— Nulla. Era caduto così... come un uccellino. 137 10| La galoppata~ ~ ~Non c’era più dubbio: mi dovevo essere 138 10| e la coda fra le gambe, era di malumore, e non cacciava 139 10| quando sono sceso, stamani, era a sinistra... Ma Beppe dove 140 10| indeciso di prima.~Intorno a me era la solitudine più selvaggia; 141 10| guida.~Tutto il deserto s’era animato, come se il terreno 142 10| Nessun pericolo, perché era montato; e, poi che volava 143 10| si rituffò nel buio donde era venuto, lasciandomi in asso 144 10| come stavo! Fortuna che c’era il Muto!~— Il Muto?~— Sì. 145 10| avanti di fare il buttero, ed era con me, cotesto giorno, 146 10| bel correre, ma sì! non c’era speranza d’arrivare alla 147 10| fucili a bacchetta, non c’era tempo da ricaricare! Bista [ 148 10| può più andare. —~La notte era, ormai, profondissima, e, 149 11| di Santi il quale non s’era mai cavato il cappello in 150 11| dei grandi segreti di cui era depositario.~Infatti lui 151 11| mani vuote dall’America non era tornato di certo.~Questo 152 11| apriva mai bocca.~Quando era giovine faceva il maestro 153 11| il giorno prima, da tanto era sempre lo stesso, senza 154 11| morte della moglie in poi, era sempre stato solo in casa.~ 155 11| dopo una mezz’ora da che era entrato e andare a cenare 156 11| avrebbe fatto? Perché non era mica logico che stesse sull’ 157 11| di Martino, che cenava, c’era un circolo di gente come 158 11| indignazione di quella pupilla era talmente sincera che gli 159 11| caduta la tovaglia a cui s’era istintivamente aggrappato, 160 11| latina, «morto sereno com’era vissuto, sorridente alla 161 11| astanti che dentro non c’era nulla, poi cadde a sedere 162 12| vento. Aprite! —~Il tono era perentorio, e la Betta, 163 12| acquistarli.~Ormai però il dado era tratto, e Don Luigi domandò:~—  164 12| stato un ladro, ma certo era obbligato a fuggire viaggiando 165 12| ghiande e marroni crudi... Era morto, anche lui! Tutti 166 12| Quello che uccisi, eh! Era un ragazzo che non faceva 167 12| cacciava un cert’urlo, quand’era roba grossa, ha capito? 168 12| sull’orme; e il mi’ Fido era in testa alla batteria, 169 12| per l’amor di Dio!~[150] — Era un bon figliolo, signor 170 12| figliolo, signor curato; era di Maremma anche lui; so 171 12| Sta bene... Vuol dire che era destino, proprio con questa 172 12| da uno strappo.~Il lume s’era spento; e il prete, piombato 173 13| Ma occorreva mangiare! Era di carne tiepida e di sangue 174 13| che ne abitava il tronco era salito zitto zitto lungo 175 13| bosco, ben pasciuto com’era di topolini fangosi che 176 13| 155] verso l’abitato non c’era da parlarne neppure perché, 177 13| ringhiando; ma nella tana c’era calduccio e il vento, impedito 178 13| che non stava mai fermo. Era enorme, una lepre vecchia, 179 13| freddo!~— Sì, ma quell’anno c’era la luna e non c’era la neve, 180 13| anno c’era la luna e non c’era la neve, e io feci quel 181 13| odore di pollame! Il pollaio era , a portata di ugnelli, 182 13| grazia di Dio!~Nel mezzo c’era una tavola apparecchiata, 183 13| sotto la Rossa, la quale era entrata nel pollaio dove 184 14| meditazione interna; dietro di me era uno scalpiccio sordo e confuso, 185 14| la voce del torrente si era allontanata; e il cielo, 186 14| informati di quello che era avvenuto.~Tutti giuravano 187 14| ombre!~Ma la cosa grave si era che tutti, proprio tutti, 188 14| smarriva, tanto più che non c’era chi non asserisse che la 189 14| asserisse che la strega era seguita [169] da un’altra, 190 14| e peloso, di cui nessuno era riuscito a raccapezzare 191 14| levatosi dal letto al baccano, era corso già per il monte in 192 14| scrollare silenzioso delle teste era quasi dell’incredulità, 193 14| quel mentre, a un tratto, era apparso nel cielo un cirro, 194 14| dietro l’altro, a frotte; era apparso simile alla prima 195 14| ascolto. Il castagneto s’era quetato un tratto, per ricominciare, 196 14| di ruta; e la canna mi s’era aperta vicino a’ grilletti! 197 14| batuffolo di pelo nero, era scomparso. Discesi, tenendo 198 14| uccisi il gatto mascherato, era stata trovata morta stecchita 199 15| scomparve, misteriosamente come era venuta; né mai più un’aquila 200 15| è, press’a poco, questo.~Era stato un inverno terribile; 201 15| lassù arrivavano, così alto era il silenzio, gli urli lamentosi 202 15| uccisi.~L’aquila maschio era grande e forte, se bene 203 15| Quando calava a predare, era terribile; nessuna folgore 204 15| e feroce, il suo arrivo era preceduto sempre dal silenzio 205 15| terra.~[180] Quanto tempo era trascorso da che l’ultimo 206 15| già si provava al volo, s’era divorati gl’intestini della 207 15| vivi? Tanto, tanto tempo era passato; e ora la madre 208 15| una sera, mentre l’acqua era stata un poco dal rovesciarsi 209 15| occhi del piccolo, che s’era trascinato fino all’orlo 210 15| sangue nel becco inaridito.~Era ormai questione unicamente 211 15| campo della lotta.~Il cielo era tutto sangue, parato d’immani 212 16| costruzione feudale, in cui era accomodata una stanza a 213 16| le stelle.~Su quel fiume era nato, era cresciuto, aveva 214 16| Su quel fiume era nato, era cresciuto, aveva vissuto 215 16| tremare, mentre l’aria era ferma tuttavia; e poi finalmente, 216 16| monti, e tutto il canneto era battuto da un’acqua sorda 217 16| facevano immobili, e il cielo era tutto unito, senza strappi 218 16| quelle cose assopite, ed era, fra le sponde scintillanti 219 16| dargli un’ebbrezza feroce, ed era la piena, la terribile e 220 16| visto il suo fiume così; s’era ribellato a un tratto, come 221 16| feroce; lo capì subito; non c’era più verso di trattenerlo.~[ 222 16| e nei dintorni la torre era temuta: si parlava sommesso 223 16| rotonda costruzione rossa, era sempre gremito dalle nere 224 16| sul lavoro. Michele non era un pazzo cattivo. Lavorava 225 16| di qui. Te ne ricordi com’era? Che capelli neri, che labbra 226 16| tenerezza squisita.~E era tutto un chiedere e farsi 227 16| Delle volte la quercia era lugubre.~Le notti afose 228 16| cipressi e della quercia era povero.~Una mattina, Michele, 229 16| e non disse parola, come era suo costume.~Ma poi che 230 16| a fare chiasso... quand’era viva! Oh, Michele! Son povero, 231 17| Finalmente! quello l’avevo colto: era caduto, me n’ero avvisto 232 17| acquitrino; quanto a Miseria era scomparso.~Giravo l’occhio 233 17| decidermi a nulla. Il padule era basso, guadabile da per 234 17| bucherellate; la distanza era breve, di faccia avevo l’ 235 17| raggi del sole morente, era diventata tutta di sangue; 236 17| il buio del canneto, dove era cascata la preda; la giunsi, 237 17| Finalmente Miseria mi raggiunse; era livido, affannava un po’; 238 17| fa, con la mia donna, che era buona, e bella era, signorino, 239 17| che era buona, e bella era, signorino, bella da parere 240 17| Lei s’ingegnava; io, come era tempo di caccia, mi piantavo 241 17| monta su, e via nel forteto. Era una giornata cattiva, come 242 17| bile! Si faceva sera, e s’era sempre a mani vuote. Allora 243 17| visto, s’è visto!~»Il Ranca era graffiato, pesto, faceva 244 17| aveva bell’e capito, non c’era bisogno di altri discorsi:... 245 17| come ora. Ve l’ho detto: era una serata d’inferno, e 246 17| subito, badate; ma ormai... era tardi! La cornacchia cascò 247 17| corro per il dottore. Non c’era, oppure gli pareva lontano... 248 17| ne facevano, e di più c’era da dar mangiare alla cornacchia; 249 17| disfare, però la Ghita ci s’era abituata, la serviva di 250 17| nemmen uno! Il chinino era finito; alla [207] farmacia 251 17| tornare fanno quattordici, ed era la notte alta, e io non 252 17| notte aveva camminato, e s’era messo un tempo peggio di 253 17| altro che piovere; il padule era gonfio; il canale correva 254 17| buttavano indietro; la strada era un fiume; e dovevo raccapezzarmi 255 17| precipitai nel baratro che mi s’era spalancato ai piedi.~»Sotto 256 17| ceduto in quel punto; s’era sfondato; la corrente, rugliando, 257 17| trascorsa da un pezzo, forse era anche il tocco; di passare 258 17| tocco; di passare non c’era da discorrerne; m’inginocchiai 259 17| intervalli, sempre uguale... Era viva!~»Allora mi buttai 260 17| signorino, la stessa voce! L’era rimasto in gola quell’urlo; 261 18| del lungo sonno.~La notte era rigidissima; il cielo levigato 262 18| il corno e che, infine, s’era addormentato, annullato 263 18| inumidendolo per sentir meglio.~C’era odore d’uomini, da quella 264 18| rimanere in una tagliola s’era rosicato lo stinco, rabbiosamente, 265 18| stinco, rabbiosamente, ed era fuggito su tre gambe rigando 266 18| lungo tratto; ma a nulla gli era valso il sacrificio, ché 267 18| differenza! Il nuovo venuto era grasso, fresco, assestatino, 268 18| la caccia, a lui, che non era buono neanche da mangiarsi! 269 18| fame un essere vivente!~Si era sul finire di primavera; 270 18| pervase la schiera. Non era possibile dubitarne. La 271 18| dei quali indubbiamente era un lupo.~Tal vista serrò 272 19| bottega perché, sudicio com’era, nessuno lo voleva a sedere 273 19| di buccia, per il Dodolo, era nulla, in confronto a quello 274 19| 225] Infatti il cappotto era turchino nel groppone, difeso 275 19| il sole avevan battuto.~C’era perfino chi aveva visto 276 19| Una bella sera l’osteria era piena come un uovo, quando 277 19| nel campo, lo spauracchio era sempre al suo posto, ma 278 19| cappello, che, per lavorare, era sempre utile, [229] un paio 279 19| posizione sforzata?~Quando era stracco Gosto dava un’occhiata 280 19| posizione, irrigidito com’era, Gosto si rivoltò su se 281 19| Dodolo!~La mattina di poi era in piazza col barroccino, 282 19| segreto del suo commercio era, ormai, stato tradito.~~ [ 283 20| corvi impazzati~ ~ ~Ruggero era, o, per meglio dire, è ( 284 20| uccideva la lepre, non c’era pericolo che le picchiasse 285 20| lunghissima agonia. Insomma era un poco di buono e un ragazzo 286 20| perché, come ho detto, era un bravo cacciatore, e poi 287 20| passi lontano da dove s’era levato, mandando il suo 288 20| diritta al punto donde s’era staccato; mi parve che avesse 289 21| verità, il bozzetto non era peregrino; ma c’era tanta 290 21| non era peregrino; ma c’era tanta cordialità in quel 291 21| Santo.~Il Padre Guardiano era rimasto, ritto, di faccia 292 21| rito.~E tacemmo, entrambi.~Era lui! il boscaiolo diciottenne, 293 21| de’ suoi colpi d’accètta! Era lui: l’antico terrore di 294 21| incantesimo dai miti antichi: era lui!~E lo trovavo austero, 295 21| ripensando quello che m’era stato raccontato, la mia 296 21| rammentavo!~Ora, il monaco mi s’era seduto accanto, non come 297 21| la voce — dopo quel che era successo!...~»Basta! io 298 21| quelle due legne, non s’era più fatto vivo; i lacci 299 21| della vera [248] selva, si era popolata di piccoli esseri 300 21| scintillante di astri quale non m’era mai apparso; e, fra le nebbie 301 21| frate e alzai la testa, egli era scomparso. Udivo la voce


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