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Ferdinando Paolieri
Novelle toscane

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


10-allib | allon-bisun | biszi-condu | confe-dorme | dormi-ghita | giacc-intes | intie-molle | mollu-piang | piani-resis | respi-scagl | scagn-sopru | sorbi-testi | testo-zucca

                                                grassetto = Testo principale
     Novella                                    grigio = Testo di commento
501 21| l’amico d’un’età che si allontana sempre più velocemente; 502 1 | scagnare, che si andava allontanando, per poi ritornare, vicino, 503 1 | seconda branca i colpi s’allontanarono, poi tacquero del tutto; 504 9 | laggiù...~La donna fece per allontanarsi in fretta, soffocando i 505 21| sembrava che la musica s’allontanasse, venisse da cento miglia 506 14| voce del torrente si era allontanata; e il cielo, avvicinato 507 1 | abbaiare rotto e affannato si allontanava da capo, con mia grandissima 508 10| quattro zoccoli, i quali si allontanavano e si riunivano con la velocità 509 18| un’occhiata di sprezzo si allontanò tranquillamente col suo 510 21| i boschetti di bosso e d’alloro, tutti gorgheggianti d’uccelli, 511 4 | signori siete vittime d’un’allucinazione; vi siete suggestionati... 512 19| saluto si staccava dalla tesa allungandosi ed accorciandosi a mo’ d’ 513 1 | candela, vidi la mia ombra allungarsi sulle pareti del corridoio; 514 7 | aquila, con tutto il collo allungato fuori della gabbia, a guisa 515 17| ombra del bracconiere si allungava enorme sul padule, interrotta 516 15| venti chilometri attorno all’alpe casentinese erano stati 517 16| albero e il piccolo uomo alternarono l’albe e i tramonti, chiusi 518 15| dei reali dell’aria, che alternavano tenebre e luce sul terreno, 519 21| speranza, in tre fasi — alta, altissima, piana — [249] dall’acque, 520 | altr’ 521 1 | a casa di notte; che, d’altronde, aveva fatto ammazzare due 522 9 | angiolini biondi con le alucce di velo attaccate alla maglia 523 1 | api avevano fabbricato un alveare nel vuoto, fra la soglia 524 10| qualche cosa, senta rumore...: alza la testa, guarda da quella 525 2 | cadavere rimbalzò; poi, alzando le lunghe orecchie, ragliò 526 10| poter guardare, senza potere alzar la testa, neanche un tantino, 527 21| dalla rassomiglianza, che, alzatomi, senza avvedermene, coll’ 528 20| cacciatore, in generale, ama le bestie, ma Ruggero le 529 16| come si compone un cadavere amato, lentamente, con una cura 530 21| conobbe mai letto; quegli che amavo imaginarmi risorto per un 531 | Ambedue 532 1 | redini; capii che pigliava l’ambio ‘sull’appoggio’; lo sostenni; 533 2 | all’altro della capanna ambulante, senza saper di ballare 534 4 | in Val di Pesa, un colle amenissimo circondato da uno scenario 535 11| quei misteriosi quattrini americani, ma si ricordò benissimo 536 4 | I ragazzi avevano fatto amicizia col nuovo venuto; gli saltavano 537 3 | mondo.~Quanto ai muli, sono ammaestrati. Il barrocciaio, che vive 538 16| triste, quando la natura si ammala.~La golpe entrò nel grano, 539 14| il figliuolo della Santa, ammalato di bachi! capite? a quell’ 540 3 | Mettete delle tagliole!~— Sono ammalizziti; non ci s’accostano!~— Fate 541 5 | carezzò leggermente, lo ammansì, come si ammansisce una 542 5 | leggermente, lo ammansì, come si ammansisce una bestia; poi quella mano 543 1 | davanti a un leone intignato e ammansito dai digiuni.~— L’avete vista? —  544 15| incoronarono di spettacolosi ammassi di nuvole; e in grembo a 545 5 | spuntava da un mostruoso [63] ammasso di toppe; le mani enormi 546 8 | rientrai in casa, come se fossi ammattito. Capite, che roba? E l’ho 547 2 | rumore delle ruote sull’ammattonato sconnesso un cane legato 548 14| È nel castagneto!~— Ci ammazza tutti!~— Questa volta l’ 549 12| spirito di quello [146] che ammazzai mi s’è messo alle calcagna, 550 6 | eventuali malandrini, e ammazzano le spie. Ma oggi sono quasi 551 17| a quel modo, coll’idea d’ammazzar subito un cignale! È come 552 17| maledetta, non ho cuore d’ammazzarla, quella bestia; tutte le 553 12| Tutti morti; e io non posso ammazzarmi... perché ho paura... ho 554 1 | era cominciato e bisognava ammazzarne un’altra, che forse sul 555 12| accodati dopo...»~«Ma l’ho ammazzata io!»~«Ed ecco qua la carica, 556 4 | aveva le pelli delle belve ammazzate da lui, e avrebbero visto 557 14| invece di sparare, scoppi, e ammazzi voi: ecco!~— E non canzono! 558 11| quelli a chiacchierare, ammiccandosi, a voce bassa fra loro.~ 559 20| vieni?~— Di laggiù... — e ammiccava, accennandomi col dito una 560 11| di Martino.~Certo gliele amministrava il sor Giuseppe notaro, 561 11| sopravvenivano, di fare ammodo, che non volessero farli 562 20| parlottando, brontolando, ammonendosi, litigando fra sé...~Uno, 563 14| di distinguere il respiro ampio, un po’ affannoso, de’ petti 564 6 | camminare per certi forteti andando in cerca di beccacce, il 565 17| beccaccino, fosse stato capace d’andarmelo ad abboccare e riportarlo 566 6 | carponi come due tassi. Andarono innanzi così per qualche 567 17| perfino il cavallo... Come andassi non ve lo so dire; parevo 568 1 | Sor Ferdinando, non andateci...~— Sei un imbecille!~—  569 3 | basso, sempre della medesima andatura, scrollando le sonagliere 570 12| affrettati e più vigorosi, — non anderei, dite un po’?~— Con questo 571 5 | voi?... Vuol dire che me n’anderò pure di qui...~— La chiesa 572 1 | sbatté contro il muro dell’andito, e, per il contraccolpo, 573 1 | dichiarai sul muso:~— Sta bene; andrò solo; non ti credevo così 574 6 | dalle froge, dilatate per l’anelito della corsa.~Il dottor Favilli 575 15| agitarono e sbatterono, per l’anfiteatro delle montagne e per i loro 576 14| gesti vivaci, sbucare dall’anfrattuosità del bosco, affacciarsi dai 577 21| slanciava le note dell’Angelus per tutta la valle.~Traversai 578 9 | giallo, preceduto da due angiolini biondi con le alucce di 579 18| sempre a sedere sull’anche angolose, rifletteva profondamente; 580 11| tutta la vita?~Problemi angosciosi che tenevano l’intero paese 581 16| 187] alta a chiappar l’anguille, che gli sfuggivano tra 582 2 | occupava sensibilmente l’angusto spazio; ma lo spruzzo di 583 1 | lume, come scritte coll’anilina rossa; in un comodino, due 584 14| scopa tradizionale, pareva, animata dall’eloquenza ingenua, 585 10| Tutto il deserto s’era animato, come se il terreno rampollasse 586 2 | come uno stantuffo; le mani annaspavano nell’oscurità; poi si portarono 587 11| beveva l’ultimo bicchiere, annaspò un po’ [138] colle mani 588 17| L’anno che mi sposai fu annata buona, e mance se ne fecero 589 17| opprimente, pauroso e, annegata per metà in quel bagno insanguinato, 590 20| per essere più esatti, non annetteva loro l’importanza di animali, 591 19| le giunture di sarmenti annodati.~Un cappello, che, per lavorare, 592 5 | interrogativo.~Grillino s’annodò il grembiule intorno alla 593 10| indirizzavano adagio, circospette e annoiate, sull’orme della guida.~ 594 18| infine, s’era addormentato, annullato in un letargo che pareva 595 6 | le ore [83] antelucane, annunciate da quei brividi lunghi, 596 1 | colore turchiniccio che annunzia l’approssimarsi del giorno; 597 6 | del cotone idrofilo, e annunziò solennemente:~— È una polmonite 598 18| assalire. E poi (e s’accostava annusandolo) tu puzzi d’uomo, maledettamente...~—  599 10| bufala vecchia si fermò, lo annusò; e tutta la mandria fece 600 11| Martino li guardava tutti ansando, sorretto da quattro guanciali, 601 16| stringendosi forte sul petto, che ansava, il suo ragazzo.~Di cima 602 18| il Grigio (proprio lui) ansimante, a grandi sbalzi guadagnava 603 18| Di carriera, fratello! — ansò il Grigio — la muta vedendo 604 6 | avvicinavano le ore [83] antelucane, annunciate da quei brividi 605 21| zampa dentata, mentre le antere oscillavano al soffio della 606 1 | letti a baldacchino, le antiche camere si somigliavano tutte. 607 21| un incantesimo dai miti antichi: era lui!~E lo trovavo austero, 608 14| medioevale, in bilico sulle antichissime controscarpe [166] puntate 609 13| pigliare, almeno col fiuto, un anticipo sulla cena di Ceppo di cui 610 9 | come un’arme il piccolo antifonario rilegato in pelle, berciavano, 611 3 | peggiora tutti i giorni! aohé! —~E, con uno schiocco secco 612 19| dei cavalli quando si sono aombrati.~Dal collo, invece di cravatta ( 613 2 | posteriore del cassone; salì su, aperse, tuffò la faccia aguzza 614 21| su dal cuore della terra, apertosi improvvisamente a respirare 615 1 | finalmente si scoprì che l’api avevano fabbricato un alveare 616 2 | strilli delle scimmie, le apostrofi del pappagallo e i ragli 617 13| guardare dentro dai vetri appannati.~Quanta grazia di Dio!~Nel 618 11| impressionati da quell’apparato, s’alzavano in piedi.~Raccontavano 619 13| Nel mezzo c’era una tavola apparecchiata, con bicchieri, stoviglie, 620 5 | rincorrevano il gatto, le tavole apparecchiate con la tovaglia bianca e 621 19| suo tugurio con un sacco, apparentemente pieno d’ossi e di cenci, 622 1 | viale, perché ogni tanto apparivano dei cosi biancastri, che 623 21| dal borro, in tre tempi, l’apparizione della luce.~»Al segnale, 624 1 | armadio a muro, e gli era apparsa una cosa spaventevole: un 625 16| muraglia, tirava l’acqua, appendeva il paiolo di ferro alla 626 1 | secentesche a mensoloni, appiccicate sull’architettura medioevale.~ 627 9 | Un volo di colombi parve applaudire di sul tetto; poi sonò mezzogiorno, 628 2 | risecchita e arsa.~Ora l’uomo, appoggiandosi a una palla di legno dipinta 629 15| rupi in bilico sull’abisso, appoggiate l’una all’altra come per 630 1 | si fermavano a guardare, appoggiati al bidente o all’aratro; 631 5 | mani enormi e villose si appoggiavano entrambe sopra un bastone 632 13| occhio, un occhio rosso, appostato in fondo a uno sforo alto 633 6 | passava, gli cresceva l’apprensione, al pensiero che, se Menichetti 634 1 | turchiniccio che annunzia l’approssimarsi del giorno; vedevo benissimo 635 2 | cacciate dietro i crani appuntiti, il gesto desolato del padrone; 636 21| gorgogliavano e sciacquavano, aprendosi ogni tanto a inghiottire 637 2 | non vide nulla; mugolando apri uno sportello laterale, 638 17| corsi come un pazzo, e aprii la porta... Signorino, signorino,... 639 8 | che avevo abbozzato, né d’aprir bocca, continuò:~— Io dunque, 640 1 | rinchiuse da sé. Tornai ad aprirla, pian piano, alzai la candela, 641 1 | trovò subito, ma bisognò aprirlo al buio, perché il vento 642 21| segnale, tutti i grilli aprirono un poco le ali, e parvero 643 1 | finirono più come se qualcuno aprisse un buco in qualche parete, 644 5 | parve che tutte le case si aprissero e gli facessero vedere quel 645 12| accompagnato con le torce a vento. Aprite! —~Il tono era perentorio, 646 21| vespro violetto, e qua e s’aprivano occhi infuocati di bruchi, 647 21| zigomi e la curva del naso aquilino e lo splendore degli occhi 648 9 | dipinto di color bruno come un arabo, ma coi capelli rossi e 649 11| Giuseppe prese una busta arancione, e lesse: ‘Testamento di 650 1 | appoggiati al bidente o all’aratro; alcune lavandaie, con le 651 5 | delle botteghe, di sotto gli archi delle logge, gli erano addosso 652 15| correnti fragorose; anche l’“Archian rubesto” taceva immobile 653 1 | mensoloni, appiccicate sull’architettura medioevale.~Una fonte piangeva 654 9 | e vermigli, parati agli architravi delle tre porte, aspettando 655 1 | facciata del castello, nera, arcigna, con le finestre secentesche 656 14| cumulo di muraglie nere e arcigne, avanzo d’un vecchio castello 657 21| colori, la sciarpa dell’arcobaleno.~»Quando verso sera, il 658 18| sfavillanti, la coda elegantemente arcuata, gli orecchi diritti, l’ 659 6 | denti nel ribrezzo d’un’ardentissima febbre.~Accanto a lui era 660 14| notte, alla mia casuccia, e ardire svegliarmi, bussando colpi 661 14| di terra sotto la quale ardono lentamente, senza consumarsi, 662 10| sbatacchiandomi in faccia fuscelli e arena, mentre tutta la mandria 663 5 | riparo dal vento, grotte d’arenaria, pulite come stanzette... 664 3 | contro i ‘forestieri’.~«Gli Aretini aggrediscono: i Lucchesi 665 2 | confuso, un tintinnio di voci argentine, come un fracasso di vetri 666 9 | davano un bel da fare per arginare la folla; il porta-stendardo, [ 667 5 | biondeggiasse, a riattare gli argini quando le piene d’autunno 668 1 | per nulla? —~Fu questo l’argomento principale che finì di persuaderlo; 669 3 | per l’indipendenza.~Uomo arguto e pronto al proverbio, segaligno, 670 10| e il vento rinforzava, arido, cattivo, sbatacchiandomi 671 3 | ho una cantina magnifica, ariosa, fredda come una ghiacciaia, 672 7 | minutamente, la ferocia aristocratica di questa bestia che si 673 1 | la guardaroba dai lunghi armadi di quercia, neri neri, che 674 2 | qualche cosa.~I più vicini, armata d’un ciottolo la manina 675 16| venirsi incontro uomini armati di corde e scuri. Non capì, 676 21| erba dell’orto, la bizzarra armatura del pozzo, i cipressi del 677 6 | aveva aggredito il fattore Armellini, rubandogli il portafogli 678 18| altri lupi, a riconoscer le armi da fuoco dalle falci o dalle 679 16| uno schianto, crollando armoniosamente il fogliame, senza smetter 680 16| romor vago, come ronzio d’arnie o schiantar secco di legno 681 1 | seppi cosa rispondere, poi m’arrabbiai con me stesso, e, ricordandomi 682 10| a camminare velocemente, arrabbiandomi con le eriche e col timo 683 14| saltarle addosso come cani arrabbiati!~— E perché la Betta, qui 684 8 | i denti dal ribrezzo, m’arrampicai sopra il masso... Che fosse 685 8 | tornato a noleggiare per arrampicarmi fino alla casa di Beppe, 686 2 | intemperie, come il porfido.~Si arrampicarono a fatica sui vasi colossali, 687 21| ecco, su per uno stelo, arrampicarsi lento un grillo, non il 688 7 | all’aia di un contadino, ci arrestammo tutti e due colpiti da uno 689 18| ritornare in quello stato s’arresterà, non oserà inseguirci.~Ora 690 16| che oscillò, spaventato, arretrando di qualche passo.~— Cosa 691 1 | circondavano, una specie d’arringa, magnificando le proprie 692 4 | che parte e di gente che arriva.~Costì, in un bel pomeriggio, 693 12| cuore nel petto, quando arrivai alla Croce, dove c’è un 694 21| vita.~Di tal modo, quando arrivammo fuori dal folto boschetto 695 2 | di festa, e il postino, arrivando in piazza al trotto sghembo 696 1 | sparsa la voce, e, quando arrivano i forestieri, li mettono 697 9 | bellezza!~E intanto era arrivata, e s’era messa a sfaccendare 698 4 | visto, quando sarebbero arrivate le casse! Ci aveva messo 699 3 | trattamento da re.~— E quando ci arriverò? che è lontano?~— Poche 700 4 | spettatori, per i quali gli arrivi e le partenze costituivano 701 21| ultima, alle quali noi pure arriviamo, tutti ugualmente, dopo 702 10| insomma, che le bufale non arrivino a cacciarvi sotto il corpo 703 10| grigia, tutta corrosa e arroggita dalla salsedine?~Giravo 704 7 | un’occhiata che mi fece arrossire fino alla radice dei capelli. —  705 5 | di falco con cui ungeva l’arrosto.~Veder Giannaccio, buttar 706 15| caccia e di battaglia, e, arrotando furibonda il becco ricurvo 707 10| punta di lancia e il laccio arrotolato all’arcione.~Arrivò, sempre 708 5 | gli si posò sui capelli arrufati, lo carezzò leggermente, 709 14| piegarono, storcendosi e arruffandosi come i dannati nel quadro 710 16| le ricompose le chiome arruffate, ravviandole con le mani 711 20| altro cigolar di catena arrugginita gli rispose da un pioppo; 712 21| finché gittai il ferro arrugginito nelle acque limacciose del 713 16| contorti; i pampani delle viti arrugginivano, cascando come insanguinati 714 2 | quella pelle risecchita e arsa.~Ora l’uomo, appoggiandosi 715 3 | Fate delle polpette coll’arsenico.~— Hanno il naso fino. Fiutano 716 21| boscaiolo diciottenne, seminudo, arso dal sole, che faceva risonare 717 11| mani grinzose e turchine di arteriosclerotico alzavano tremando all’altezza 718 12| Come, finalmente, poté articolar parola, scotendo la testa, 719 7 | Eppure se tu leggi gli articoli di tutti questi critici, 720 1 | E allora, io, col vostro articolo in mano, stringo l’affare... 721 17| con una mano che pareva un artiglio, sibilandomi all’orecchio:~—  722 7 | affermo anche che bisogna artisticamente trovare una loro espressione, 723 12| rapida corsettina da vecchia arzilla; ma il pievano s’alzò, a 724 16| cunei.~Si aiutarono coll’asce, colla sega; il grande albero 725 8 | mi cullava in quella mia ascesa verso il sereno e la libertà; 726 15| saporito di leggenda, che, asciugandomi al gran fuoco d’abete, dopo 727 3 | semplici boscaioli, intenti ad asciugare l’acqua che aveva impregnato 728 8 | era un cane!» —~E Beppe s’asciugò un occhio col rovescio della 729 1 | e la bottiglia è quasi asciutta!~— Voi badate a canzonarmi, —  730 2 | sotto, il terreno era quasi asciutto; vi spinse, vicino, il ciuco; 731 10| Rimasi fisso, come smemorato, ascoltando, senza pensare, un muggito 732 14| nascondeva le stelle, pareva ascoltasse stupito le voci della notte.~ 733 21| o l’orecchia o la zampa, ascoltavano, masticando quieti, — i 734 11| notaro.~Il sor Giuseppe li ascoltò attentamente, poi si riservò 735 12| sbatacchiato nelle stive, asfissiato nei lazzaretti, costretto 736 18| minestrina da convalescenti? aspetta a primavera e ti farò trovare 737 9 | architravi delle tre porte, aspettando la processione.~La Nena 738 10| neppur ringraziato... Ma, aspettate, avete detto: ‘il Muto’?~—  739 5 | fattori, di signorazzi, che aspettavano l’ora della [64] Messa bella; 740 15| inflessibili, e gonfiava aspramente le penne bruno-rossastre 741 8 | rispondevano alle voci squarciate e aspre sopra un unico tema diviso 742 15| incastrati fortemente contro le asprezze del macigno alle due estremità, 743 18| timoroso sempre di vedermi assalito da turbe di cani furibondi 744 8 | Una folla di ricordi m’assaliva, insieme con un senso doloroso 745 12| condannato in contumacia per assassinio, forse credendo prescritta 746 7 | non seppi far altro che assentire con tutti i mezzi di cui 747 4 | veneziano?~— Scusate, prima d’asserire — ribatté il sor Oreste —  748 14| più che non c’era chi non asserisse che la strega era seguita [ 749 17| pruni e barbe e ramaglie asserpentate, che si chinava su quel 750 18| venuto era grasso, fresco, assestatino, non pendeva un pelo; liscio, 751 11| tastare colla mano l’uscio per assicurarsi d’averlo serrato bene.~Infine, 752 3 | per muoversi, dopo essersi assicurato che tutte le funi fossero 753 1 | guidare alla meglio; mi assicurò sulle qualità del cavallo, 754 16| notti afose d’agosto, un assiolo bianco, dalle cornettine 755 7 | pura. Un’aquila egiziana od assira non somiglia mica all’aquile 756 1 | sasso, lungo il borro, per assistere alla cacciata; e perfino 757 10| era venuto, lasciandomi in asso più sbalordito di prima.~ 758 9 | diffuse rapida sulla campagna assopita, come una benedizione frettolosa; 759 16| fasciava tutte quelle cose assopite, ed era, fra le sponde scintillanti 760 6 | sulle foglie con un rumore assordante.~Ma erano entrati in tal 761 11| incontrandolo, lo salutava, e lui assorto in chissà quali pensieri, 762 6 | selvaggia, dove ogni pianta assumeva una forma spettrale, dove 763 4 | se stesso con una scossa, assunse un aspetto grave, e mormorò 764 13| riposare questi assassini! Assunta! Menica! Gosto! Giù Ras! 765 1 | il terreno fradicio aveva assunto sotto la pioggia quel colore 766 21| sentiero, d’ogni covile, d’ogni astuzia; il garzone feroce e brutale, 767 18| intenso gli faceva sentire più atroci i morsi lunghi e rabbiosi 768 13| gole inaridite dalla sete e atrofizzate dalla fame, un povero pettirosso 769 9 | girando sui calcagni e attaccandosi subito al bocchino d’ottone.~ 770 1 | chiesi al fattore, anche per attaccar discorso:~— E quello che 771 9 | imboccando il paese, ad attaccare la solita marcia.~Il maestro, 772 9 | biondi con le alucce di velo attaccate alla maglia carnicina, e 773 13| cannoncino, color di rosa all’attaccatura.~Granfialunga, a un tratto, 774 5 | era caduto in ginocchio; s’attaccava, con le sue grandi mani 775 8 | inciampare... datelo a me... attacchiamolo al gancio... è sicuro... 776 7 | poiché il falcone rinnovava l’attacco, io spezzai l’incantesimo 777 3 | andar da sé a far la ‘gita’.~Attaccò la più bella coppia di muli; 778 15| d’avviso.~Ma la femmina, attanagliate le viscere acerrime dalla 779 19| violetti del fico, contorti in atteggiamenti di spasimo come braccia 780 4 | alzò gli occhi al cielo con atteggiamento [49] ieratico, e mormorò 781 4 | troppo. —~Il sor Oreste atteggiò il viso alla più gran compunzione, 782 17| scordando ogni rispetto, mi attenagliò il braccio con una mano 783 9 | incespicando; finalmente: — Attenti! — gridò, e abbassò la tromba, 784 1 | ingigantite ai campagnoli atterriti le peripezie di quella memoranda 785 21| quercia, le soglie, gli attici di pietra bigia, gli occhi 786 10| gli occhi delle bufale, attonite, che guardavano passare 787 16| cominciava a fluire con bizzarri attorcigliamenti di schiume, trasportando 788 10| eriche e col timo che mi si attorcigliavano ai gambali; correvo, incespicavo, 789 11| di panegirico.~[130] Gli attori, i testimoni, anche se contadini 790 8 | passare per le strade, attraversare il paese con un bel leprone 791 | attraverso 792 2 | pregevole bassorilievo di marmo attribuito all’Orcagna; ed erano corsi, 793 10| nel quale eran mescolati, attutiti dal mio respiro, dal suono 794 10| l’un l’altro il piccolo audace cacciatore che violava la 795 1 | voce che due cacciatori audaci, essendosi azzardati a dormirci, 796 5 | in farmacia.~Ma — orrore, audacia incredibile — anche Giannaccio 797 15| fame, dava loro tutte le audacie; e l’aquila non può bere 798 15| vapori trionfanti, come l’augello dantesco, e, ad ali tese, 799 1 | come fenomeni, e che ci auguravano il buon riposo a mezza bocca, 800 8 | contribuiva non poco ad aumentare il mio turbamento; sicché, 801 20| e poi perché forse quell’aura canagliesca aleggiante intorno 802 9 | lietamente, pomposa di drappi aurei e vermigli, parati agli 803 21| monasteri, le piccole celle austere, le finestre aperte sui 804 21| antichi: era lui!~E lo trovavo austero, sacerdote, se non dotto, 805 20| maremmani conoscono per prova l’autenticità.~Una bella sera, Ruggero 806 3 | reti tranviarie, di servizi automobilistici, di ‘bracci’ di ferrovie 807 1 | cacciatora pulita e dal fare autoritario, mi si rivelò subito un 808 17| tinte mi dava alla testa; mi avanzai malamente verso il buio 809 7 | fece, cortesemente, cenno d’avanzare e, socchiuso uno dei battenti, 810 10| dondolandosi con mosse lente, si avanzarono sulla radura, incontro a 811 | avean 812 21| fumava; e tutti i fiori, le avene, gli steli, i fili d’erba 813 | avermi 814 | Aveste 815 6 | alte, nella macchia.~Benché avezzo a camminare per certi forteti 816 13| vibrando la lingua rossa ed avida, mentre i genitori a sedere, 817 | avrai 818 | avranno 819 | avrò 820 | avuti 821 10| ci vuole un fossetto, un avvallamento, qualcosa, insomma, che 822 21| rassomiglianza, che, alzatomi, senza avvedermene, coll’impeto ch’è in me 823 1 | immeritata morte.~E così avvenne anche quella sera.~La Diana 824 14| superstizione, avessero, per avventura, malmenata o anche uccisa 825 14| informati di quello che era avvenuto.~Tutti giuravano d’aver 826 4 | escludere i consiglieri di parte avversa; che lui, proprio lui, avrebbe 827 11| testa, tirò una legnata all’avversario accusandolo d’averlo truffato 828 10| quel tumulto di correnti avverse, cogli occhi stacciati e 829 1 | mise le redini in mano; m’avvertì, per favore, di non far 830 14| tornai ad affacciarmi per avvertire che sarei disceso.~— Pigliate 831 15| consueto diritto di caccia; avvertirono la selvaggina giovine del 832 14| scrollava il capo, e mi avvertiva che le streghe hanno facoltà 833 1 | sorso di cognac... ma ti avverto che i tuoi sorsi son lunghi, 834 4 | visiera del berretto, e, avvicinandosi al sor Oreste, gli disse 835 8 | per cercare di me, e m’avvidi che non mi trovava, brancolando 836 20| percezione di quel che gli avviene, non sa più se è in aria 837 2 | coi suoi colori sfacciati, avviluppandolo come in una bandiera indegna.~ 838 10| chiamavo, e le raffiche s’avviluppavano folli e tumultuose intorno 839 19| troncato a mezzo nelle strozze avvinate dallo spettacolo di quella 840 3 | saetta a ciel sereno, s’avviò giù per la strada bianca, 841 10| parte, caccia un muggito per avvisar le compagne; e quelle fanno 842 12| E alzò la voce. — Sono avvisato che un pericoloso soggetto, 843 17| lui correva dal guardia, l’avvisava, e quello faceva un giro 844 20| il capo del branco, ci avvistò, e traversò un canale per 845 6 | professionale, come gli avvocati e i confessori, a meno che 846 13| andava sempre maggiormente avvolgendo, la Rossa si fermò, e, posate 847 3 | pancione rosso; un campo d’azione che non va oltre la Castellina, 848 3 | oste ubbidì a malincuore, azzardando:~— Ci vuol coraggio, con 849 14| che non potei più nemmeno azzardarmi a scherzar su certe cose; 850 1 | cacciatori audaci, essendosi azzardati a dormirci, gli spiriti 851 19| cipressi goffi lungo la strada azzurrognola, i bovi mugghiarono, già 852 13| scoperto, e su quello spiazzo azzurrognolo, d’un azzurro che riflettendo 853 8 | tre volte: “Babbo! babbo! babbino!...”~»Allora scaricai tutt’ 854 7 | si discernono da quelli bacati altro che quando ne sono 855 9 | soliti curiosi impenitenti e ‘baccalà’, il sole, sempre più sfacciato 856 14| che, levatosi dal letto al baccano, era corso già per il monte 857 10| Signorino, s’aveva i fucili a bacchetta, non c’era tempo da ricaricare! 858 2 | tumefatta, con certo suo bacchetto, per dargli animo e tenerlo 859 19| santissime ore, colla pertica da bacchiare le mandorle, finché una 860 14| della Santa, ammalato di bachi! capite? a quell’ora!~—  861 9 | della Nena, la ricopriva di baci.~La Contessa, in un canto, 862 16| muoversi, ad agitarsi, a baciarsi l’una coll’altra. Si vedeva 863 15| vetro s’erano accostate e baciate dalle due sponde dei fiumi, 864 9 | in terra, dopo di averli baciati, petali bianchi di rose 865 11| il puzzo della farina di bacocci e l’odore secco del miglio, 866 2 | tentennante; imboccò il cancello, badando di non urtare il mozzo alle 867 3 | questo flagello, proprio non baderei alle spese...~— Mettete 868 15| dell’asino, risalivano da Badia a Prataglia l’aspro sentiero 869 1 | quell’invito; ma quell’altro badò a battere di non poter permettere 870 4 | con energia la punta d’un baffo, mormorando:~— Ma che delegato, 871 21| intirizzito, travidi, nel fioco bagliore grigio-argento del crepuscolo, 872 6 | pochissimi spruzzi arrivavano a bagnare il dottore e la sua guida, 873 2 | occhi e arruffava le penne bagnate, rannicchiandosi sopra un 874 5 | l’avevano inzaccherato e bagnato; le rame avevano finito 875 12| voce spiegata; bai, bai, baiiii... Che bellezza! Mi si schiantava 876 1 | scalone di pietra, con la balaustra su cui posava un leone senza 877 4 | Si ricorda del fico! — balbettò Agenore, singhiozzando più 878 16| rarefatta non stridevano, balenando, le rondini; i passeri pettegoli 879 20| penne lucenti, facendole balenare come se fossero d’acciaio: 880 10| riunivano con la velocità de’ baleni, non tardai, nonostante 881 2 | ambulante, senza saper di ballare intorno a un carro funebre.~~ [ 882 2 | spuntavano due gambe magre ballonzolanti in una maglia di colore 883 2 | scrutando disperatamente, tra il ballonzolare degl’innumerevoli fili d’ 884 16| quando vispo e chiassoso si baloccava sull’argine.~Delle volte 885 15| rapido dietro a giganteschi baluardi di nuvole bigie, che parevano 886 1 | concitato: «Eccoli! vengono!».~Balzai in terra, mentre la cagna, 887 7 | l’urto, anzi lo prevenne, balzando, con uno sforzo, incontro 888 10| stella in fronte, dal piè balzano, dalle narici rosse.~La 889 12| aspettavo di [148] vedermi balzare incontro la bestia... Invece: 890 14| dunque, neppure un secondo.~Balzato dal letto, apersi la finestra, 891 19| abituato alle poste e ai balzelli, resistere persino dieci, 892 8 | di luce, voglio farci il balzello! Tutte le sere una lepre! 893 17| bestia trasse, al rumore, a balzelloni verso di noi, e, aprendo 894 14| informi, una specie di bambola volante e risonante come 895 21| così poca intenzione di banalità in quella bella stretta 896 15| il superfluo de’ propri banchetti lasciò generosamente agli 897 21| alzai tutto intorpidito dal banchetto basso, e deposi, per isgranchirmi 898 6 | passato, ebbero ricovero due bande di assassini temutissimi...~ 899 1 | lepre in pugno, il fucile a bandoliera, teneva, ora, al pecoraio, 900 18| società civile come di quella barbara, ma sopra tutto l’odio [ 901 7 | grande come un organino di Barberia, mi disse:~— Oggi metterò 902 17| picchetto e la corda della barca erano scomparsi.~»La mezzanotte 903 17| e io dovevo adoprare il barchetto. Al ritorno, il cavallo 904 8 | aveva la pancia come un barile, dalla grande acqua che 905 21| impiastricciata di colori, sopra la base d’uno dei grandi pilastri 906 4 | qualche testa fra due vasi di basilico; un monello sgambettò, cantando.~ 907 18| levandosi sulle colline basse di fronte, veniva quasi 908 7 | una altezza relativamente bassissima, un enorme falco, un vero ‘ 909 2 | bersaglio contro un pregevole bassorilievo di marmo attribuito all’ 910 18| i tuoi cuccioli?~— Quei bastardi? li ho strozzati.~— E... 911 9 | acqua, acqua e basta? E il bastimento?»~Guardò il ritratto di 912 3 | ciocca di convolvolo sul basto a chiodi d’ottone, lucidati 913 12| si muore di febbre e di bastonate, fin qui tra queste montagne, 914 7 | agnellini... i cerbiatti...~— Si batte col cervo padre, quando 915 8 | Intesi ogni cosa, e mi battei la fronte. Vigliacco! Di 916 7 | avanzare e, socchiuso uno dei battenti, c’introdusse nel parco...~—  917 12| Fido era in testa alla batteria, a voce spiegata; bai, bai, 918 15| ed eran pronte anche a battersi, pure di poter sentire, 919 1 | indietro, perché non ci battesse negli occhi; i [22] mozziconi 920 21| cristiani avevo sentito battezzare per quella cosa, a me fino 921 9 | sinistra il fazzoletto di tela battista colle trine, insaldato e 922 1 | lunghe zampe magre, che battono meccanicamente i mattoni; 923 1 | I colpi ora venivano battuti, metodici, a uno a uno, 924 6 | si premeva sulla bocca il bavero del rotolò, andava innanzi 925 6 | moglie, che bofonchiava.~— Be’ che volete?~— Ho bisogno 926 21| i piccoli occhi pieni di beatitudine...~»Alzai lo sguardo al 927 1 | velluto nero, nel baratro beato del sonno, mentre lontano 928 6 | forteti andando in cerca di beccacce, il dottore non s’era mai 929 2 | e lontano.~[30] Gigi del Beccaluci, il più grandicello, ritto 930 17| stanza zoppicon zoppiconi, beccando minuzzoli e rifacendo la 931 17| la bestia, e, facendomi beccare a sangue, la presi e la 932 19| della raccolta, non glieli beccassero i passerotti.~[228] E lo 933 13| i mariti ciondoloni dai beccatelli, senza penne, e schidioni 934 7 | gabbia, a guisa di cappone, beccava un brincello filamentoso 935 7 | incontro all’aggressore che beccò, disorientandolo.~Poi ricadde 936 17| esporre, senza tema d’esser beffeggiato; sangue schietto, sangue 937 18| nei presepi fumanti, che belano tutta la notte lunga dalle 938 1 | a zappare, e le pecore a belare, lungo i declivi erbosi.~ 939 1 | silenzio, fra tutte queste bellezze.~A metà della viottola, 940 7 | neppure per idea! Bella, bellissima... esemplare stupendo... 941 1 | di marmo, che mi parvero bellissimi; quindi una sala oblunga 942 8 | un latrar di cane, non un belo di pecora, non un garrir 943 20| gli scende sugli occhi una benda, non acceca moralmente, 944 3 | fatto a noi; e Santa Lucia benedetta mi secchi tutti e due gli 945 4 | tigre. Del resto, in quelle benedette casse ci aveva le pelli 946 10| prendere per arrivare a quel benedettissimo treno, che avevo una paura 947 4 | buon’anima; ma, già, quel benedetto fico aveva durato anche 948 8 | Stellino, che Dio vi benedica! E io son qui per miracolo... 949 5 | una creatura che l’aveva beneficato; farne morire un’altra, 950 6 | vendette immediatamente, a beneficio dei poveri del paese.~Un 951 1 | un torpore languido, un benessere un po’ doloroso invase le 952 21| raggiunto il supremo dei beni terrestri, quello della 953 15| notte, e che si richiusero bentosto su di lui, lasciando solo 954 13| spalancava la finestra, berciando:~— I ladri! aiuto! accorrete! —~ 955 1 | simile; costui, mentre Foffo berciava, come se gli avessi tirato 956 9 | antifonario rilegato in pelle, berciavano, voltandosi indietro, col 957 1 | essere in casa del prete di bernesca memoria, perché io desiderassi 958 14| frantumata, insanguinando una berretta da bambino, che mani crudeli 959 1 | la cagna rugliava; Foffo bestemmiava fra i denti, e il vento 960 17| semino una schiopettata alla bestiaccia.~»Ma perché mi venne quell’ 961 10| inchiodato in una sella bestiaia a grandi staffe, con in 962 10| aperte, e la gran barba del bestiaio sventolava leggermente al 963 8 | avete sentito? son loro... Bettaaa!... O Betta, vien su! C’ 964 15| la strage, impedendole di bevere il sangue delle vittime, 965 8 | ma intanto mangiate e bevete, e state a sentir me che 966 11| Martino, mentre a tavola beveva l’ultimo bicchiere, annaspò 967 13| buona guardia; poi, a turno, bevevano anche loro, quindi la madre 968 11| si dichiarò persuaso e, bevuto il caffè, e seguito dai 969 20| fra loro e noi, tranquilli bezzicavano, cercando i bocconi buoni, 970 6 | che parevano sibili di biacchi disturbati, ed a’ quali 971 1 | caricò il ‘cruscotto’ di biada; mi consegnò un lanternino 972 15| avvicinarsi della morte.~Oche biancastre; gru, ridicole in bilico 973 1 | tanto apparivano dei cosi biancastri, che parean fantasmi; e 974 14| mi offriva un bersaglio biancastro.~Il colpo partì, enorme 975 13| contadine, imbacuccati, neri sul biancheggiar della neve, che andavano 976 2 | opaco dei campi e dei boschi biancheggiassero le case del paese, si profilasse, 977 9 | alitavano l’odore acuto del biancospino.~A un tratto i due giovani 978 4 | alcuni amici a sorbire una bibita, prima di montare sul carrozzone 979 1 | stanza era stata accomodata a biblioteca, ma di libri ce n’erano 980 11| a tavola beveva l’ultimo bicchiere, annaspò un po’ [138] colle 981 12| servirvi, caro brigadiere? un bicchierino d’aleatico... un po’ di 982 1 | guardare, appoggiati al bidente o all’aratro; alcune lavandaie, 983 7 | si sbatacchia, e guarda bieca, e soffia, e drizza quel 984 5 | traboccava dagli occhi biechi, sotto l’enormi sopracciglia: 985 15| testa piatta, con la lingua bifida vibrante in tutti i sensi, 986 5 | giù per il borro della Bifonica, e si mandavan le [71] cicale 987 21| fiammeggiava sui vetri delle bifore, e una [250] campana squillante, 988 15| giganteschi baluardi di nuvole bigie, che parevano rovinare e 989 19| spariva sotto un ‘Metternichbigio, sporco, con tutto il pelo 990 16| poggetto... Ci veniva la mi’ bimba a fare chiasso... quand’ 991 4 | altro carrozzone infilava il binario doppio, e si fermava, mentre 992 5 | per segare quando il grano biondeggiasse, a riattare gli argini quando 993 9 | preceduto da due angiolini biondi con le alucce di velo attaccate 994 14| contento:~— Capaci d’una birbonata simile, non conosco altri 995 2 | paralizzato lo slancio birichinesco, con la prospettiva d’un 996 16| violette della pianura, strana biscia contorta fra le due sponde 997 4 | con del vin santo, con de’ biscottini, con del caffè. Adagio adagio 998 6 | le redini a un tronco.~— Bisognerà che ve lo guidiate voi, 999 1 | villa.~Si trovò subito, ma bisognò aprirlo al buio, perché 1000 19| poemi. Una cacciatora lacera bisunta, scolorita dalle intemperie,


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