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Ferdinando Paolieri
Novelle toscane

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


10-allib | allon-bisun | biszi-condu | confe-dorme | dormi-ghita | giacc-intes | intie-molle | mollu-piang | piani-resis | respi-scagl | scagn-sopru | sorbi-testi | testo-zucca

                                                grassetto = Testo principale
     Novella                                    grigio = Testo di commento
1001 11| modo che il fratello d’uno biszio aveva perso i diritti del 1002 7 | contro cieli d’una luminosità bizantina, ed ogni cosa contribuiva 1003 21| fiamme, l’erba dell’orto, la bizzarra armatura del pozzo, i cipressi 1004 10| nera, dalle grandi corna bizzarramente contorte, si moveva pian 1005 14| esseri fuggenti dalle forme bizzarre.~Senza mirare, d’imbracciatura, 1006 17| e mance se ne fecero a bizzeffe; l’autunno poi... una cuccagna 1007 21| boschetto di lauri, e la luce, blandita su tutta la [241] sottostante 1008 21| adorando, una mantide; e una blatta, dal corsaletto dorato a 1009 1 | senza naso, si vedeva un blocco oscuro, un grande oggetto 1010 18| aveva visto buio e udito i boati della montagna; che aveva 1011 10| rispondeva invisibile con un boato di rabbia.~E una paura mi 1012 3 | vino rosso, frizzante dai boccali gialli e turchini.~L’oste 1013 15| sguardo all’aquilotto, che boccheggiava ad ali aperte in mezzo al 1014 12| aver tirato davanti alla bocchetta una catena tanto lunga. 1015 9 | e attaccandosi subito al bocchino d’ottone.~Altra gente accorreva, 1016 17| tugurio, e ci trovavo un boccone di minestra calda e un po’ 1017 8 | Stelliiiino, tih!...» E fischi e boce e urli, che pareva il giorno 1018 6 | seguito dalla moglie, che bofonchiava.~— Be’ che volete?~— Ho 1019 19| fosse stato il panciotto del boia!~Il Dodolo intanto s’infischiava 1020 11| scrutava il fascio di carte bollate che le mani grinzose e turchine 1021 2 | il mento aguzzo con una bollicina di bava verdastra.~Il rantolo 1022 17| dei rigurgiti rochi, come bollisse; e il lamento seguitava, 1023 16| furore buio dell’onde, che bollivano con un tumulto di vulcano; 1024 3 | vuol coraggio, con questo bollore... — e sparì nella retrostanza.~[ 1025 1 | additando la cagna, divenuta bolsa e tutta spelacchiata:~—  1026 8 | fermo, sai che ho i panni boni...” — s’acquattava tutto, 1027 6 | alle coltivazioni, alle bonifiche, alla prorompente civiltà.~[ 1028 8 | e io: “Giù, Stellino! bono, Stellino! Smettila, Stellino!” 1029 1 | lontano lontano rotolavano e borbottavano i tuoni.~Ahimè! la felicità 1030 18| non conosceva abitudini borghesi — quand’è che rubiamo questi 1031 8 | quel masso grande con la borraccina, ti veggo Stellino sdraiato 1032 13| dalla neve e dove, sotto le borraccine indurite dal gelo, si nascondevano, 1033 10| nelle mani del buttero la borsa di trinciato, mentre l’interrogavo 1034 21| festonate di vitalba, i boschetti di bosso e d’alloro, tutti 1035 21| arrivammo fuori dal folto boschetto di lauri, e la luce, blandita 1036 21| vitalba, i boschetti di bosso e d’alloro, tutti gorgheggianti 1037 1 | bianche, contro le pareti di bossolo verde cinguettanti d’uccelli.~ 1038 5 | dalle porte socchiuse delle botteghe, di sotto gli archi delle 1039 4 | gran silenzio regnò nella botteguccia; si sentiva distintamente 1040 12| rifulsero nell’ombra le bottoniere, mentre [151] dietro appariva 1041 21| Rimasi confuso. In verità, il bozzetto non era peregrino; ma c’ 1042 3 | fascio del fieno. Poi, a braccetto come due amici, entrarono 1043 18| altro, davanti alla muta dei bracchi, a correr sempre in linea 1044 3 | servizi automobilistici, di ‘bracci’ di ferrovie che s’incrociano 1045 15| le coppie de’ cervi sauri bramivano a lungo nel pallore [177] 1046 1 | Per la prima e seconda branca i colpi s’allontanarono, 1047 15| le “cappe rance”.~Sulle branche nevose la luna accendeva 1048 21| verde accomodarsi fra due branchettine di ginestre; e, su per un 1049 5 | l’uno coll’altro, come un branchetto di pecore, che rientra nell’ 1050 13| stette a vederli passare, a branchi, tutti imbacuccati dal freddo!~—  1051 2 | violetta; poi, per istinto, brancicando, trovò la pipa, se la cacciò 1052 8 | avvidi che non mi trovava, brancolando di qua e di , picchiando 1053 18| divorato anche gli ossi, poi i brani di pelle dura come il corno 1054 12| dalla febbre gialla nel Brasile, sbatacchiato nelle stive, 1055 6 | nel concetto di quelle brave persone, le pecore in discorso 1056 6 | voi il Menichetti?~— Il bri...?~— Il brigante, sì, lui! 1057 19| nello spigolo, rincasando briaco.~Però per molti anni non 1058 21| veduto più azzurro; e il sole brillare su tutte le foglie; e la 1059 21| occhi infuocati di bruchi, brillavano e si spegnevano le facelle 1060 21| fra l’intrico de’ rami, brillò sulle foglie e sull’erbe 1061 7 | guisa di cappone, beccava un brincello filamentoso di carne sulla 1062 18| ossi con degli avanzi di brodo e d’ortaggi cotti. —~Il 1063 13| come pochi mesi prima, e brontolava, ringhiando; ma nella tana 1064 21| i fiumicelli, che, soli, brontolavano, gorgogliavano e sciacquavano, 1065 13| Dai ringhi, passarono ai brontolii, poi ai guaiti, agli ‘scagni’ 1066 13| anche stanotte!~— Stanotte — brontolò la Rossa ributtandosi a 1067 11| macchinalmente, chiese, a bruciapelo, a Martino: Se si facesse 1068 14| torcersi, a sfrascare, quasi bruciasse! Io mi metto le scarpe, 1069 6 | mille lire, che pareva gli bruciassero le mani), pregandolo per 1070 10| digrumando fra le stoppie gialle bruciate dal libeccio, si alzavano, 1071 13| incidevano delle vere piaghe che bruciavano come zolfini accesi, diretti 1072 20| vedeste quanti ce ne sono! Brulica ogni cosa di quelle bestiacce. 1073 15| gonfiava aspramente le penne bruno-rossastre del petto. Finché una sera, 1074 1 | d’acqua di borro, risposi brusco:~— Faresti meglio ad aggarettare 1075 21| astuzia; il garzone feroce e brutale, che [242] non conobbe mai 1076 18| distingueva benissimo le fattezze brutali di un colossale limiero 1077 19| si svegliò, la mattina a bruzzico, e scese nel campo, lo spauracchio 1078 17| avrei voluto cogli urli bucar le mura di quella casa maledetta; 1079 9 | allegro: la tovaglia di bucato odorosa, il fiasco in tavola, 1080 19| quello che ognuna di quelle bucce diverse rappresentava.~Ve 1081 19| quel modo.~Ma il mutare di buccia, per il Dodolo, era nulla, 1082 17| calzettoni e, sopra, le scarpone bucherellate; la distanza era breve, 1083 14| tutta sbrendoli e tutta buchi), con in mano, non si capiva 1084 13| tortuosità dei meandri del budello oscuro il quale conduceva 1085 10| fiammeggiare gli occhi dei bufali, come fiammelle rossastre 1086 14| disuguali, impenetrabili, buie.~Alle svoltate della via, 1087 14| confuso, uno stridor di bullette su qualche sasso levigato, 1088 11| le aveva dato neppure il buongiorno. Quanto a Martino l’avevano 1089 20| bezzicavano, cercando i bocconi buoni, parlottando, brontolando, 1090 1 | sulle qualità del cavallo, buonissimo, ‘umano’, come diceva lui; 1091 19| su se stesso a modo d’un burattino.~Finalmente il sole scomparve, 1092 12| una sosta momentanea della buriana che all’uscio della casetta 1093 11| d’interessi, neanche per burla; si considerasse come in 1094 6 | Aveva finito.~Ora anche la burrasca s’era sfogata, la temperatura 1095 6 | notte era alta, una notte burrascosa di marzo, lacerata dai sibili 1096 17| a cercare inutilmente di buscar qualcosa), la Ghita andava 1097 1 | c’era verso di fare un ‘buscione’; gli buttai la coperta 1098 14| casuccia, e ardire svegliarmi, bussando colpi indiavolati alla porta, 1099 12| uscio della casetta furon bussati colpi frettolosi, ma forti.~ 1100 1 | facevano parere più bui i bussi alti, una volta tagliati 1101 11| studio ci aveva chiusi nelle buste gialle e accuratamente classificati 1102 1 | affacciai sul piazzale, buttando via la candela, subito spenta 1103 18| il diletto della covata, buttandoselo sul collo, con le mascelle 1104 5 | avrebbe avuto bisogno di buttarsi giù coll’ossa infrante dal 1105 19| dalle gioie fanfaresche del buttasella nelle belle mattine gelide 1106 16| indecisi.~Allora il padrone, buttata via la scure, s’avanzò verso 1107 17| scrosci e le raffiche che ci buttavano indietro; la strada era 1108 21| cascare su tre macigni minori, cacciandoli nel terreno fino a mezzo 1109 20| vecchio, sapete questo di cacciare i corvi col cappuccio; un 1110 10| le bufale non arrivino a cacciarvi sotto il corpo la punta 1111 1 | borro, per assistere alla cacciata; e perfino un pecoraio galoppava 1112 2 | mani schifosamente rosee, cacciate dietro i crani appuntiti, 1113 10| sapete? Ma dove vi eravate cacciato? Sempre con la testa nelle 1114 13| marmata i volpacchiotti cacciavano, l’un dopo l’altro, il muso 1115 6 | medico riconobbe subito i cadaveri, e: “Laus Deo!” esclamò 1116 6 | Intanto poche gocciole calde caddero sulle mani e sugli abiti 1117 10| si risentì quel galoppo, cadenzato, uguale, preciso, alle spalle... 1118 20| vorticosamente nell’aria, e poi cadeva a precipizio dal cielo. 1119 7 | crocefisso del Chiacchiera, a cui cadevan le braccia!~[95] Rispose 1120 14| sdrucciolando sulle foglie cadute, rialzandomi, affondando 1121 4 | l’avevo detto io!? —~Il caffettiere si asciugava gli occhi col 1122 18| vedrai che bel pelame! e che cagne! Scozzesi! che somigliano 1123 9 | impregnato d’essenze.~La sera, calando lenta, li trovò ancora 1124 3 | accompagnato i Francesi, quando calarono a Firenze, durante la lotta 1125 10| regno; e, mentre l’ombre calavano, vidi innumerevoli fiammeggiare 1126 10| mano, a bocche innanzi, mi calcai il cappello sulla testa, 1127 17| schiantarne le imposte con una calciata di fucile, quando Miseria 1128 1 | in terra una nevicata di calcinacci... Ma la porta si spalancò 1129 4 | toscano come voi, e anche — e calcolò bene le parole — vi somiglia 1130 15| sentire, dopo tanto, il sapore caldo e dolciastro di sangue nel 1131 12| rabbioso, e i cani sognavano al calduccino, movendo le zampe distese 1132 13| ringhiando; ma nella tana c’era calduccio e il vento, impedito dalle 1133 21| gocciola d’acqua, raccolta nel calice d’un fiore selvaggio...~» 1134 12| da sé il vino gagliardo a calici colmi, come se fosse assolutamente 1135 4 | ma che delegato, eh? —~Calmate l’espansioni, si misero 1136 16| dei tempi.~Nelle grandi calme di luglio, quando tutto 1137 9 | L’odore acre dei fiori calpestati saliva nell’aria limpida 1138 10| distinto, formidabile, il sordo calpestio d’un non mai udito galoppo.~ 1139 5 | accompagnasse nel suo doloroso calvario: «Giannaccio!... è ritornato 1140 12| basso. — Poi chiuse> alzò la calza del lume, e si mosse incontro 1141 17| ero scordato d’infilarmi i calzettoni e, sopra, le scarpone bucherellate; 1142 12| qui, questa giubba, questi calzoni, strapanati, ridotti in 1143 14| gli avevano infilato un camiciolo da lattante e un sottanino 1144 12| spegnesse le fiamme del caminetto, che illividirono in una 1145 9 | poi sonò mezzogiorno, e i camini principiarono a fumare.~ 1146 8 | leprone! un ciuchino... un cammello...: a quel modo non n’avevo 1147 16| mondo fu creato da Dio, cammina verso il mare e non lo fa 1148 17| volte, sempre più fioche, e camminai a lungo sull’erba soffice 1149 5 | comprate sempre la ruta, la camomilla, l’erba di San Giovanni, 1150 1 | dopo aver ingigantite ai campagnoli atterriti le peripezie di 1151 14| ingenua, ma colorita, dei campagnuoli, [170] e dai loro gesti 1152 5 | avessero appetito anche loro, i campanelli della Messa di mezzogiorno, 1153 2 | finalmente, la sagoma del campanile!~Andò avanti così per qualche 1154 3 | verbale e di orgoglio paesano.~Campanilista nell’anima, era rimasto 1155 9 | 117] L’un’ora squillò, dal campanilluccio smantellato; si diffuse 1156 1 | dimenticherò mai, se dovessi campar cent’anni; ma, nel mentre 1157 8 | un occhio e mi guardò — campassi mill’anni non sarà mai possibile 1158 19| novissima meraviglia.~La faccia camusa, forata di puntolini e pustolette 1159 5 | l’ombra de’ muri, come un can rincorso; ma l’aspettava 1160 20| perché forse quell’aura canagliesca aleggiante intorno a lui 1161 1 | una tovaglia [8] bianca di canapa, che odorava di spigo; una 1162 1 | lanternino a olio, acceso, delle candele, le chiavi della stalla; 1163 11| occhio celeste e rispose, candidamente: Ma... quello, su per giù, 1164 15| lepri dal piè di velluto; candidi agnellini dall’occhio dolce, 1165 3 | muricciolo, c’era un caseggiato candidissimo e due cartelli, uno sotto 1166 1 | pendeva fino a terra un canevaccio, tutto lucente d’argentee [ 1167 13| escono dalle stalle o dai canili, poi, noi due ci dividiamo 1168 13| non rimaneva ormai che il cannoncino, color di rosa all’attaccatura.~ 1169 21| tutto tremolo di luci e canoro d’uccellini, s’affacciò 1170 13| gli uomini cantavano... cantarono fino a mezzanotte, quando 1171 12| Il nuovo arrivato, benché canuto e illividito dal freddo, [ 1172 1 | asciutta!~— Voi badate a canzonarmi, — mi rispose — credendo 1173 12| bell’e sonate!~— Non mi canzonate! l’undici?!~— L’undici! 1174 21| selva, più delle sue belle canzoni che de’ suoi colpi d’accètta! 1175 14| ammazzi voi: ecco!~— E non canzono! Ma allora si tratta di 1176 5 | parte si sparpagliò in capannelli all’ombra dei loggiati; 1177 2 | essere rimasti rinserrati nei capanni sparsi qua e per i poderi.~ 1178 11| gabbie di quando andava al capanno, fra il puzzo della farina 1179 16| terreno coll’aspra fronte capelluta, con [197] un tonfo sordo, 1180 13| d’ontani, d’ellera e di capelvenere, e la fondeva un pochino.~ 1181 9 | stava intontita, senza capir nulla, all’infuori della 1182 17| cosa (non mi riusciva di capirci un ette); si ridussero alla 1183 9 | Allora ritorna?~— Si capisce, e prima degli altri, per 1184 11| parlare della gran fortuna capitata ai fratelli Serrati e delle 1185 12| che un giorno o l’altro vi capiterà qualche disgrazia. Una delle 1186 17| della bestia al primo che mi capitò, e via di corsa, per l’argine, 1187 11| che non volessero farli capitombolare di sotto.~Martino però quella 1188 21| macigno immenso, sapete? capitombolato di cima al monte per qualche 1189 17| gesti disperati, che non capivo; ma la voce umana, nei silenzi 1190 14| interruppe Antonio, il vecchio capoccia, dalla bella testa rasata 1191 1 | davanti a quello spaventoso capolavoro secentesco; e dissi a Foffo, 1192 7 | pulcini d’oro che facevano capolino dalle piume gonfie, e aspettava 1193 11| a Martino che siccome i capostipiti delle due famiglie (due 1194 15| dannati tardigradi sotto le “cappe rance”.~Sulle branche nevose 1195 19| petti, tuniche da militare, cappotti da fanteria o da artiglieria, 1196 20| Prendo uno di questi cappucci, lo ficco in un buco, fino 1197 15| come quello de’ fanciulli; capretti saltellanti oltre lo sguardo 1198 15| trascorso da che l’ultimo capretto aveva oltrepassato la soglia 1199 16| coronava le cime, scendeva a capriccio lungo la sinuosità; e la 1200 15| prometteva dovizia di corna capricciosamente contorte; tutti gli esemplari 1201 14| sentiero le sue giravolte capricciose verso la cima del castagneto, 1202 18| un prato delizioso per le capriole e i salti, né terminava 1203 18| di lepri giovani, e di caprioletti inesperti, [218] insegnava 1204 4 | tempo fa di questi scherzi, cara voi!~— O che fa crescere 1205 7 | insomma, comprendere i caratteri essenziali della bestia 1206 12| portavano fin i fruscii caratteristici dei fogliami agitati, che 1207 14| noi, seguito dal rumore caratteristico d’una corsa, d’una fuga 1208 14| faticosa, vidi la grande carbonaia nera e come tempestata di 1209 7 | armato di una gran tela e di carbonella, e mi disse, strizzandomi 1210 15| piano; se vi trovò delle carcasse abbandonate, anche non del 1211 1 | inaudita, come se avesse i cardini unti, sbatté contro il muro 1212 21| giornate di sole, quando la sua carezza li abbatte nello spasimo 1213 16| pigolii, si piegava, fino a carezzare il tetto d’embrici della 1214 1 | parve che qualcheduno ce le carezzasse con dita invisibili; un 1215 5 | sui capelli arrufati, lo carezzò leggermente, lo ammansì, 1216 3 | diceva sempre dopo aver caricato la pipa di creta, con le 1217 2 | carrozzone di ‘forzaioli’ tutto carico di bertucce e di pappagalli.~ 1218 17| cantuccio, le do un po’ di carnaccia, la lego per una zampa alla 1219 11| ultimi, malgrado che uno zio carnale fosse morto scapolo in modo 1220 15| di tiepido latte, dalle carni tenere e liscie come quelle 1221 9 | velo attaccate alla maglia carnicina, e che spargevano in terra, 1222 15| dal manto roseo, col petto carnicino; lo adocchiò, e, cacciando 1223 18| isdegno, non sai ch’io sono carnivoro? per farmene che, di grazia, 1224 1 | scintillò sopra l’enorme carogna del generoso animale, immobile 1225 8 | è meglio che ritorni in carreggiata. Dunque, fischiai, fischiai, 1226 2 | veloce, fantastica, circuì la carretta, urlando:~— I forzaioli!, 1227 19| che un tempo fu rossa, da carrettiere, e che, ripassata due volte 1228 2 | di ballare intorno a un carro funebre.~~ [39]~ 1229 6 | Preselle’.~Costì la via carrozzabile è fiancheggiata dalla ‘macchia1230 5 | andaste via, c’erano forse le carrozze senza cavalli? c’erano? 1231 3 | caseggiato candidissimo e due cartelli, uno sotto l’altro.~Il ‘ 1232 6 | giacevano due fucili e due cartuccere.~Nessuno pronunziò una parola; 1233 19| procurarsi ancora cenci e casacche smesse in mezzo alla campagna, 1234 1 | altro che un pezzo di pan casalingo e qualche sorso d’acqua 1235 1 | che non c’era pericolo cascassero in capo.~A un tratto Foffo 1236 17| buio del canneto, dove era cascata la preda; la giunsi, l’afferrai 1237 21| ruscelletti, in torrentelli, in cascate gialle e schiumose; le provviste, 1238 13| immobile coi suoi pendoni di cascatelle ghiacciate, fra le due pareti [ 1239 6 | Il brigante, sì, lui! È cascato malato a un tratto, in piena 1240 20| astuzie; e gli uccelli ci cascavano, e ci cascheranno sempre, 1241 20| uccelli ci cascavano, e ci cascheranno sempre, come imbecilli. 1242 6 | il Favilli si fermò a un cascinale perduto nella campagna per 1243 3 | un muricciolo, c’era un caseggiato candidissimo e due cartelli, 1244 4 | il sor Oreste entrò nella caserma dei carabinieri, dove il 1245 6 | Maremma son più frequenti i casi isolati: qualche evaso dal 1246 8 | scendere adagio verso il casolare di Beppe.~[98] A metà del 1247 11| la mano destra, aprì un cassetto e mostrò agli eredi sbalorditi 1248 1 | cortinaggi oscuri, i soffitti a cassettoni, i letti a baldacchino, 1249 1 | turchiniccio, con due grandi cassoni da guardia a zampe di leone, 1250 3 | azione che non va oltre la Castellina, dalla parte di Siena, e 1251 14| modo, di notte, alla mia casuccia, e ardire svegliarmi, bussando 1252 16| del campo sul tetto della casupola, quindi appoggiò la scala, 1253 13| sull’altro chissà in qual cataclisma remoto, occhio che, in quel 1254 13| voce scordata, di vecchio catarroso, che veniva di sopra, lo 1255 14| come il pavimento d’una cattedrale, allorché un suono di voci 1256 14| tracolla, e cominciai a scender cautamente la scala sbocconcellata, 1257 4 | la famiglia con le dovute cautele, perché c’era da far pigliare 1258 13| Ragion di più per andare cauti! Quando gli uomini abbandonano 1259 8 | stomaco, dopo quattr’ore di cavalcata; e, infilate le briglie 1260 21| scanno; e più in una cavalletta verde accomodarsi fra due 1261 21| s’affollarono intorno al cavalletto, in un pittoresco insieme 1262 11| Santi il quale non s’era mai cavato il cappello in tutta la 1263 18| odorosi di umidità come caverne.~Il Rosso piuttosto che 1264 3 | due occhi furbi dentro una cavità orbitale inverosimile, ‘ 1265 15| rimanevano nascoste nel cavo dei grandi alberi sventrati, 1266 9 | piegarsi le ginocchia; Beppe si cavò macchinalmente il cappello; 1267 1 | con un cavallo, stavo per cedere, alzò il viso dal piatto, 1268 17| del caffeuccio, mi [210] cedette il passo, poi si mise a 1269 11| questo tempo i Serrati fecero celebrare un bell’uffizio e fecero 1270 15| ruote larghe, sempre più celeri, finché l’atmosfera azzurra 1271 21| nei monasteri, le piccole celle austere, le finestre aperte 1272 11| che era entrato e andare a cenare in trattoria dove chiese 1273 1 | Dunque, siete stracco; avete cenato, non fo per dire, da papa; 1274 11| alla tavola di Martino, che cenava, c’era un circolo di gente 1275 19| sempre così, Donne, c’è il cenciaioloo! Chi ha ossi, cenci, scarpe 1276 11| cena.~[136] In campagna le cene sogliono finire tarduccio 1277 1 | che fumigavano di nubi cenerognole.~Rapido, corsi alla rimessa; 1278 1 | dimenticherò mai, se dovessi campar cent’anni; ma, nel mentre mangiava, 1279 8 | le lodole scintillano a centinaia, cantando a prova il loro 1280 1 | giacque immobile fra due ceppi di querciolo, mentre la 1281 1 | spaventevole: un Cristo di cera, che pareva vivo, flagellato 1282 2 | ai poggi da Mercatale e Cerbaia, guadagnante rapidissimamente 1283 7 | Sgozza gli agnellini... i cerbiatti...~— Si batte col cervo 1284 20| dal cielo. Corsi a lui, lo cercai tra l’erba fradicia, lo [ 1285 13| cuccioli irrequieti, tornati a cercarle il latte come pochi mesi 1286 11| Il giorno dopo vennero a cercarlo da parte di certi signorotti 1287 18| ai giovanissimi figli a cercarsi il cibo a una distanza di 1288 5 | maresciallo gli aveva detto:~— Cercatevi qualche cosa da fare... 1289 12| fuoruscito!~— Cosa volete che cerchino da un povero prete di campagna! 1290 7 | se la linea è quella che cerco, la grande linea eroica, 1291 9 | vestite di bianco, col cero acceso nella destra e stringendo 1292 1 | miracoli, come farebbe un cerretano, in una fiera, davanti a 1293 8 | via, su per il borro de’ Cerri, fra tutti quegli ontani 1294 | certa 1295 18| pentire.~— Mai!~— Ah! ne sono certissimo: le catene, è storia vecchia, 1296 20| quell’altezza.~Dal becco alla cervice un cono di foglio bianco 1297 10| le buche, i fossetti, i cespugli, preceduto e ritardato dalla 1298 9 | scarpe grosse e i gambali da chauffeur, il regalo del Conte di 1299 9 | gran baldacchino di velluto chermisi tempestato d’ornamentazioni 1300 14| illusione che il torrente si chetasse quando il castello spariva, 1301 2 | in tutti i modi.~Poi si chetava, immobile, affannando, cogli 1302 4 | lascio imaginare a voi! —~Si chetò, e bevve un sorso di gassosa. 1303 7 | pareva il crocefisso del Chiacchiera, a cui cadevan le braccia!~[ 1304 18| primavera; la neve si scioglieva chiacchierando nei ruscelli e disammantava 1305 16| i passeri pettegoli non chiacchieravano per i campi, mangiando gl’ 1306 1 | una... benedizione a quel chiacchierone, che, novantanove su cento, 1307 10| tratto vidi Bista, il Muto si chiama così, voltarsi e scaricare 1308 17| dal ginocchio in giù; e chiamai con quanta voce avessi in 1309 1 | fa piuttosto freddo...~— Chiamalo freddo! — e gli detti da 1310 2 | la stringeva per le mani, chiamandola, tentandola in tutti i modi.~ 1311 1 | tutta la notte ci aveva chiamati a grandi colpi di zoccolo, 1312 12| costruita di solido alberese chiantigiano e appoggiata a dei contrafforti 1313 16| sotto l’acqua [187] alta a chiappar l’anguille, che gli sfuggivano 1314 13| fame, un povero pettirosso chiappato a volo, tra due scope ciuffose, 1315 14| una nota abbagliante di chiarezza, in mezzo al cupo e maestoso 1316 14| il cielo immenso, d’una chiarità pallida e fredda di nebbia 1317 14| è ottimo propagatore di chiaroscuri e conseguenti fantasmi, 1318 16| veniva la mi’ bimba a fare chiasso... quand’era viva! Oh, Michele! 1319 16| bambino, quando vispo e chiassoso si baloccava sull’argine.~ 1320 1 | acceso, delle candele, le chiavi della stalla; mi chiese 1321 3 | lettera dai topi. Topi di chiavica grossi come gatti, con degli 1322 7 | il mondo un vaglio dove i chicchi sani non si discernono da 1323 16| quercia diletta.~A furia di chieder protezione all’albero solitario, 1324 11| eternità.~Si provarono a chiedergli se voleva occuparsi delle 1325 9 | corteggio entrò in chiesa; i chierici lasciarono ricadere la pesantissima 1326 12| dovete far mai!~— Io non ho chiesto — ribatté la donna, piccata —  1327 18| cominciò a calare a caso per la china senza sentiero evitando 1328 5 | anche lei, tutta quanta, chinando le teste davanti alla volontà 1329 16| tronco rugoso; e qualcuno, chinatosi, speculava a piè della quercia 1330 13| come non saprebbe fare un chirurgo, bianchi [156] e levigati, 1331 1 | semola, di malavoglia. Noi chiudemmo l’uscio, lasciando il lanternino 1332 17| feci un passo, poi due, chiudendo gli occhi, perché lo scintillio 1333 1 | dietro, Foffo si affaticava a chiudere.~— Lascialo aperto; — dissi 1334 17| di noi s’addensavano e si chiudevano, dai lati opposti dell’orizzonte, 1335 9 | una folla di persone, che ciarlavano e commentavano.~La Nena 1336 15| pettegolezzo da donnicciuole ciarlere, d’interrompere i suoi muti 1337 7 | schiaccia la testa alle gazze ciarliere...~— Sgozza gli agnellini... 1338 9 | gli altri figuravano di cicalare fra loro, non avendo in 1339 5 | Bifonica, e si mandavan le [71] cicale al mulino, dagli ontani, 1340 7 | perché la piaga è mezza cicatrizzata. Ma ha un tendine spezzato 1341 15| formato dalle due rocce ciclopiche, rimaneva sprovvisto; un 1342 21| sapevo spiegarmi, sopra un ciclopico sedile di macigno, a’ piedi 1343 13| punto nascosto da tassi e da cicute densissime, non arrivava 1344 3 | secco come una saetta a ciel sereno, s’avviò giù per 1345 1 | scartafaccio di saldi, de’ quali le cifre sbiadite rosseggiavano alla 1346 6 | Menichetti non batté ciglio.~Il dottore lasciò sgorgare 1347 21| della costellazione del Cigno; e sentii che dovevo, subito, 1348 20| lugubre grido.~[234] Un altro cigolar di catena arrugginita gli 1349 4 | scompariva alla svolta, con un cigolio di freni tremendo.~Gli avventori 1350 7 | cranio che pare la cresta del cimiero [91] d’Achille! È superba. 1351 2 | azzurro limpido fra le nebbie cineree, che disfacevano in brandelli 1352 17| fanno: “Noi volere ammazzare cinghiale...; noi non badare spesa!...”~» 1353 1 | pareti di bossolo verde cinguettanti d’uccelli.~Il fattore, che 1354 20| i quali, in fondo per il cinismo della loro marioleria, finiscono 1355 5 | il grembiule intorno alla cintola, e corse, di cucina, col 1356 | ciò 1357 3 | di muli; mise una bella ciocca di convolvolo sul basto 1358 | cioè 1359 10| Bufale enormi dalla giogaia ciondolante, dai corni brevi, dai corni 1360 2 | sguardo a quel raggio; poi ciondolò il capo sul petto, di schianto, 1361 19| sedere sul pilastrino colla ciotola tesa e il cane ammaestrato 1362 2 | più vicini, armata d’un ciottolo la manina bruna, picchiavano 1363 8 | scova; e noi a uno, su alla cipressa, gli si fa la festa di certo.~» 1364 | circa 1365 5 | quel modo!~— A rimettere in circolazione un sanguinario di quella 1366 11| nipoti intorno al letto, lo circondarono, e Martino li guardava tutti 1367 9 | dei giornali cittadini, circondati da una folla di persone, 1368 1 | contadini, ai ragazzi che lo circondavano, una specie d’arringa, magnificando 1369 15| finché l’atmosfera azzurra li circonfondesse e il freddo dello spazio 1370 15| piano velato di tempesta e circonfuso di nebbie fonde, dalle quali 1371 10| s’indirizzavano adagio, circospette e annoiate, sull’orme della 1372 2 | corsa veloce, fantastica, circuì la carretta, urlando:~—  1373 19| vaiolo, come un vaglio, cispelloso, sciancato, lendinoso, se 1374 7 | che io, nel vecchio adagio citato poco fa, ho sostituito l’ 1375 21| di ginestre; e, su per un citiso, sollevarsi una locusta 1376 8 | leprone, ma che leprone! un ciuchino... un cammello...: a quel 1377 13| chiappato a volo, tra due scope ciuffose, e buttato giù intero, col 1378 11| buste gialle e accuratamente classificati gli inventari dei patrimoni 1379 12| alla donna addirittura una clava.~— Insomma, Betta — gridò 1380 18| ruscelli e disammantava i clivi che scuoprivano le prode 1381 21| col fazzoletto imbevuto di cloruro, lungo il fiume di cui egli 1382 17| signori proprio di quelli cofiocchi... Figuratevi un 1383 17| se tutto quel sangue si coagulasse e si raffreddasse.~L’ombra 1384 5 | San Giovanni, la menta, la coccola di ginepro, la malva?~—  1385 21| insieme di tonsure e di cocolle, commentando lietamente 1386 13| della scia delle lunghe code a spazzola, dove le zecche, 1387 8 | fatica la punta della sua codina. Intorno al muso ci aveva, 1388 10| basta aver la fortuna di cogliere con qualche pallino, verso 1389 1 | orecchi come le lepri e coglieva a volo le parole, sicché, 1390 4 | revolvers magnifici, e, per la cognata, delle penne, vere, di struzzo!~—  1391 1 | gigantesco tutte le sue cognizioni storiche, e mi rispose con 1392 10| divenute troppo grosse, per il coio che le stringeva, mi soffermai 1393 8 | distese, la bava che gli colava giù dalla bocca... Eppure, 1394 1 | torture d’una terribile colica infiammatoria: era troppo 1395 2 | sotto ai loggiati della Colleggiata, dove stavano, come sempre, 1396 1 | alla posta in cima a un colletto, dicendomi, con l’aria di 1397 1 | sfogliai qualcuno; era la collezione, scompagnata e manomessa, 1398 16| rimanevano protendendo i colli, movendosi in tondo come 1399 16| quercia~ ~ ~Risalendo la collina densa di olivi mareggianti 1400 15| interrompere i suoi muti colloqui coi venti o col sole.~[179] 1401 16| urtava contro le graticciate colme di sassi rotondi e lisci, 1402 12| vino gagliardo a calici colmi, come se fosse assolutamente 1403 19| miseria dettopadrone‘ per colmo di scherno dallo spirito 1404 9 | ginestre in fiore.~Un volo di colombi parve applaudire di sul 1405 9 | Contessa, accanto alla casa colonica di cui faceva parte la Maria. 1406 7 | Governo dovrebbe mandare a colonizzare piuttosto l’Eritrea, non 1407 2 | non urtare il mozzo alle colonne; si ricacciò sotto il diluvio, 1408 9 | destra appoggiata su un colonnino, accanto al kepì. Com’era 1409 14| dall’eloquenza ingenua, ma colorita, dei campagnuoli, [170] 1410 3 | proverbio, segaligno, ossuto, colorito come una statua di bronzo 1411 5 | occhi — sapete di chi è la colpa? È del Governo, [62] che 1412 13| neve, e io feci quel certo colpettino...~— Se si tentasse?~— In 1413 7 | burroni e deve essere stata colpita parecchio tempo fa perché 1414 7 | ci arrestammo tutti e due colpiti da uno strano spettacolo.~ 1415 21| E così profondamente fui colpito dalla rassomiglianza, che, 1416 10| inquietudine s’impadronì di me; mi colse quel vago malessere che 1417 19| cadenza coi manichi dei coltelli sopra i bicchieri.~Mai, 1418 12| col fucile armacollo e il coltello in mano... Cosa avreste 1419 6 | acque marine, davanti alle coltivazioni, alle bonifiche, alla prorompente 1420 17| Finalmente! quello l’avevo colto: era caduto, me n’ero avvisto 1421 15| completamente sotto un’infinita coltre di neve, covando i germi 1422 | Colui 1423 19| a Sua Altezza? Che cosa comanda, stasera, da cena, Sua Altezza? —~ 1424 18| cane. Fuggite! —~[220] Il comando fu dato con tono così imperioso 1425 4 | tutti?~— Eh! — sentenziò una comare — il tempo fa di questi 1426 18| fronte, in posizione di combattimento.~Si avvicinavano; si distingueva 1427 1 | e così via, finché io, combattuto fra gli scrupoli e l’appetito, 1428 1 | al quale il desiderio di combinar l’affare dava l’ali alla 1429 19| Solamente, siccome aveva combinato un bell’affare di fichi 1430 14| stregoneria o no?~— Codesta è una combinazione, caro Tonio; adoperate certi 1431 19| consueto cantuccio, mentre Ugo comicamente gli domandava:~— Che cosa 1432 8 | le sere una lepre! E si comincerà da stanotte... Su! signorino, 1433 1 | basso, mogi e sconfitti, cominciammo a scendere lentamente lungo 1434 14| parve che perfino il vicario cominciasse a tentennare...~Perché la 1435 5 | senza muovermi io, che cominciavo a correr col sole e mi posavo 1436 2 | All’imbocco del paese la comitiva romorosa dei ragazzi si 1437 19| scaturire dalle bocche dei commensali fu troncato a mezzo nelle 1438 21| di tonsure e di cocolle, commentando lietamente l’opera dell’ 1439 9 | persone, che ciarlavano e commentavano.~La Nena stava intontita, 1440 11| strappava fili d’erba dalle commettiture dei mattoni e li masticava 1441 5 | L’accento era rude, il commiato era perentorio; tuttavia 1442 3 | agosto, il ‘Poverino’ ebbe la commissione d’una carica di vasi da 1443 4 | moglie del sor Agenore, tutta commossa a tale notizia — che [58] 1444 18| fremito di gioia che gli commosse il pelame come il vento 1445 4 | vecchio era visibilmente commosso: bevve ancora, poi accennò 1446 14| uccello, mutando posto, commova i cortinaggi della verzura, 1447 16| il frascame, agitandolo e commovendolo con un brusio lungo di consentimento; 1448 15| non un soffio di brezza commoveva il grande esercito dei giganti 1449 12| quello seguitava a fare il comodaccio suo come se non ci fossi, 1450 1 | il quale, questa volta, comodamente appoggiato alla inforcatura 1451 1 | vennero posati sui marmi de’ comodini; la cagna ficcò il naso 1452 1 | coll’anilina rossa; in un comodino, due o tre boccette vuote; 1453 13| quelli teneri, che farebbero comodo ai nostri cuccioli, hanno 1454 10| un muggito per avvisar le compagne; e quelle fanno tutte lo 1455 16| accanimento, il tempo gli compariva più veloce; non vedeva l’ 1456 9 | sul grande arco del cielo comparivano alcune di quelle fiamme 1457 1 | progetto di quella specie di compera della mia coscienza; e sopra 1458 12| benché, se volessi, potrei compiere intiero il mio dovere —  1459 16| ributtandolo indietro, perché compisse la strage, trovò Michele 1460 13| noi due ci dividiamo il compito. Tu terrai a bada i cani, 1461 3 | sotto l’altro.~Il ‘Poverinocompitò: Veicoli al passo e Osteria 1462 15| deserto, dove si sarebbe compiuta la strage.~Ma ecco levarsi 1463 17| e non s’aveva la canizza completa, come quando si caccia liberi... 1464 9 | delle campane era ormai completo; pareva che Boccette, il 1465 1 | preparar da mangiare, un pasto complicato e speciale, alla sua dilettissima 1466 6 | questi — se non succedono complicazioni. —~Menichetti non batté 1467 21| tanta cordialità in quel complimento, così poca intenzione di 1468 16| mani callose, così come si compone un cadavere amato, lentamente, 1469 6 | la vera e propria banda, composta di parecchi uomini e disciplinata 1470 1 | sull’avviso; e quelli non comprano; e così i padroni minacciano 1471 5 | diritto di mangiare.,. La comprate sempre la ruta, la camomilla, 1472 4 | pacchetto di pasticcini comprati apposta. Certe scene di 1473 21| fare. Il boscaiolo, che mi comprava quelle due legne, non s’ 1474 7 | animali. Voglio, insomma, comprendere i caratteri essenziali della 1475 7 | con la sua maniera larga e comprensiva, vette smaglianti di gemme 1476 13| sul tetto.~Granfialunga comprese la tattica della compagna; 1477 21| completamente, io ero caduto, compreso d’una commozione che non 1478 6 | sgorgare il sangue; poi medicò, compresse, fasciò, ordinò una dieta: 1479 12| pievano s’alzò, a stento comprimendo col tovagliolo sulla bocca 1480 1 | all’asta; nessuno più la comprò.~Per venti miglia di raggio 1481 1 | nostri volti sbiancati e compunti; scintillò sopra l’enorme 1482 4 | atteggiò il viso alla più gran compunzione, alzò gli occhi al cielo 1483 5 | io domando se c’è senso comune a far la grazia a un assassino 1484 2 | pappagallo agitò l’ali nei conati folli di rompere la catena; 1485 16| i muscoli di bronzo nel conato estremo, con un gran grido; 1486 20| di animali, nel senso di concedere loro una propria sensibilità. 1487 18| ingiusto decreto della natura concedeva l’agiatezza e il pasto senza 1488 20| lo eseguisce a spirali concentri che, sempre nel medesimo 1489 20| modo curioso, a spirali concentriche, mantenendosi in una colonna 1490 17| dell’onde smosse in cerchi concentrici; e l’uomo alzava le mani, 1491 6 | stesso che probabilmente, nel concetto di quelle brave persone, 1492 5 | cantuccio, accanto a quell’altre concimaie, gliel’avrebbero dato anche 1493 14| allorché un suono di voci concitate arrivò fino a noi, seguito 1494 1 | in pugno, che mi diceva concitato: «Eccoli! vengono!».~Balzai 1495 1 | e oscure; tanto valeva, conclusi, che tornassi a dormire 1496 7 | convinto.~E quando egli ebbe concluso: — È meglio vivere una settimana 1497 12| un pericoloso soggetto, condannato in contumacia per assassinio, 1498 1 | cento, mi aveva messo in condizione d’accettare un pranzo per 1499 6 | Favilli, uno dei medici condotti di Grosseto.~Alla prima 1500 3 | di ottone, per le quali i conducenti hanno una predilezione e 1501 20| Ma la caccia a cui vi conduco io non si chiude mai! —  1502 1 | doveva, probabilmente, condurre alle soffitte, dove non 1503 1 | invidiato: sciolse la bestia, la condusse all’uscio di camera, che


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