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Ferdinando Paolieri
Novelle toscane

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


10-allib | allon-bisun | biszi-condu | confe-dorme | dormi-ghita | giacc-intes | intie-molle | mollu-piang | piani-resis | respi-scagl | scagn-sopru | sorbi-testi | testo-zucca

                                                grassetto = Testo principale
     Novella                                    grigio = Testo di commento
1504 11| legnate e la paglia avevano conferito il dono della longevità.~ 1505 6 | Favilli non l’ha mai voluto confessare, ma è certo che deve avere 1506 10| terribile; non mi vergogno a confessarlo...~— Lo dico anch’io! Siete 1507 14| mio saluto, s’affrettò a confessarmi la sua perplessità.~Prima 1508 11| che cosa diresti se ti confessassi che quando mi sono imbarcato 1509 6 | professionale, come gli avvocati e i confessori, a meno che non si tratti 1510 5 | marcare i vagabondi che si confidano al loro mistero: le spine 1511 15| digradanti in fila lungo il confine aspro e scosceso della foresta, 1512 15| maravigliosamente, fino ai lontani confini delle Romagne, i boscaioli, 1513 13| posandosi rapidi sulla terra e confondendosi subito all’immenso tappeto 1514 16| nere, che si urtavano, si confondevano, ritornavano a scindersi, 1515 19| il Dodolo, era nulla, in confronto a quello che ognuna di quelle 1516 3 | è piaciuto il vino? Quel conigliolo doveva essere una delizia... 1517 13| alto, coperto di tegole mal connesse.~La Rossa si tirò indietro, 1518 21| e brutale, che [242] non conobbe mai letto; quegli che amavo 1519 1 | brutto, ma io mi alzai, conoscendo il debole di Foffo, famoso 1520 1 | desiderassi di fare anche la conoscenza delle talpe de’ solai.~Scelsi 1521 10| accompagnava e che egli doveva conoscere (lo conoscevano tutti), 1522 19| Dodolo addosso mi par di conoscerla...~— Vale a dire?~— Non 1523 7 | fra i nostri dissimili, conoscevamo a puntino i risultati dello 1524 10| egli doveva conoscere (lo conoscevano tutti), o, per lo meno, 1525 12| detto?... forse... voi... lo conoscevate? —~La voce strozzata, il 1526 16| bisognava che tu l’avessi conosciuta! Ma forse l’avrai vista! 1527 20| di cui i vecchi maremmani conoscono per prova l’autenticità.~ 1528 8 | rappresenta quel giorno consacrato e... divino il quale non 1529 15| tale distanza dalle sue consanguinee, quanto bastava perché lo 1530 1 | Mi risposero due colpi consecutivi, ma più deboli dei precedenti. 1531 17| trovavo e dove gli [205] consegnavo una fucilata nel capo! Ma 1532 1 | cruscotto’ di biada; mi consegnò un lanternino a olio, acceso, 1533 14| propagatore di chiaroscuri e conseguenti fantasmi, i quali, solo 1534 11| medesimo ramo, si potevano considerare parenti.~Perché gli ultimi, 1535 11| interessi, neanche per burla; si considerasse come in casa propria, non 1536 21| passo, fino al dipinto, che considerò attentamente per qualche 1537 11| addosso a tutti che Martino fu consigliato a trattenersi a dormire. 1538 4 | il sindaco ed escludere i consiglieri di parte avversa; che lui, 1539 11| cominciava la sua passeggiata consistente nel giro delle mura. La [ 1540 16| che si facevano sempre più consistenti.~Dopo, un letargo gelido 1541 21| suprema, temperata di dubbio, consolata di speranza, in tre fasi —  1542 16| morendo, come aveva dato consolazione d’armonie e d’ombre da viva; 1543 15| inclemenza del tempo, la consueta provvigione di carne puzzolenta 1544 7 | 87] Ambedue, per lunga consuetudine fra i nostri dissimili, 1545 1 | consumata, era spenta), ci consultammo a bassa voce.~— Son gli 1546 14| ardono lentamente, senza consumarsi, i tronchi del castagno 1547 18| Perché hai i peli del collo consumati? chi ti ha fatto questo 1548 17| martire col fiato che ci consumavo... E la corrente fuggiva 1549 4 | giornata: un frate, una contadina, con un ragazzo e un fagotto, 1550 18| riuscì neanche a distrarsi, contando, né a determinare con esattezza 1551 18| e cercando di riuscire a contare da quanti giorni avesse 1552 1 | E poi o la Diana non la contate per nulla? —~Fu questo l’ 1553 15| di guerra, il cielo sacro contemplato da Dante.~Il racconto, saporito 1554 2 | Allora l’uomo tirò giù, contendendola alle scimmie, che s’attaccavano 1555 15| cervi, grossi come cavalli, contesero la sua preda all’aquila, 1556 10| treno. —~E s’incamminò, continuando:~— Faceva il cacciatore, 1557 21| velata dall’acqua, che aveva continuato a cadere ininterrotta, tutta 1558 1 | allori, dietro a’ quali si contorcevano due cipressi neri come l’ 1559 16| della pianura, strana biscia contorta fra le due sponde selvose: 1560 16| campagna squillante e sul fiume contorto, che scintillava lontano.~~ [ 1561 10| da quella parte; e io vo contracqua...»~[120] E mi fermai, 1562 1 | muro dell’andito, e, per il contraccolpo, si rinchiuse da sé. Tornai 1563 11| apriva altro che davanti ai contraenti e ai testimoni.~Dopo che 1564 12| chiantigiano e appoggiata a dei contrafforti naturali di macigno, tremava 1565 16| uscisse mai da quelle labbra contratte, mangiava, sempre in silenzio, 1566 14| illuminò dei volti lividi, contratti, pietrificati.~Ma dentro 1567 3 | in uno stato di perpetua contravvenzione, non si cura di lanternino, 1568 14| bilico sulle antichissime controscarpe [166] puntate sdegnosamente 1569 12| soggetto, condannato in contumacia per assassinio, forse credendo 1570 21| purpurea, intimando alle convalli, col suo gelido soffio, 1571 3 | loro, e intavolò un po’ di conversazione.~Ma il ‘Poverino’, ora che 1572 19| se ne andava in città a convertire la sudicia mercé in danaro.~ 1573 16| rimedi, Michele fini per convincersi che la quercia lo capisse 1574 7 | interessato, ma entusiasmato e convinto.~E quando egli ebbe concluso: —  1575 3 | mise una bella ciocca di convolvolo sul basto a chiodi d’ottone, 1576 2 | stille fra i denti stretti convulsamente, chiamando la sua donna 1577 12| della sedia, con le labbra convulse, senza riuscire a emettere 1578 2 | aria...; afferrarono, nella convulsione spasmodica, il lembo d’un 1579 1 | morte; al vedere il moto convulso delle sue povere lunghe 1580 19| tutto.~Ugo, impiegato alla cooperativa, scapolo e che pigliava 1581 1 | buscione’; gli buttai la coperta a dosso, dopo averlo spogliato; 1582 17| piegando le canne già mezze coperte; il picchetto e la corda 1583 2 | e cadente, fra mezzo ai coppi enormi di terracotta rossa, 1584 3 | gita’.~Attaccò la più bella coppia di muli; mise una bella 1585 2 | chiodo; il vestito cadde, coprendo quel corpo coi suoi colori 1586 19| luminose fosse passato a coprire le spalle del cieco a sedere 1587 16| 194] nebbie rossastre coprirono il sole, che pareva un lume 1588 5 | pago!~— Nemmen se vo’ mi copriste d’oro! Ve lo chiedo con 1589 20| cono di foglio bianco gli copriva gli occhi e la fronte; feci 1590 5 | randello di quercia, si fece un cor risoluto, alzò la voce:~—  1591 17| potevo: “Ghitaaa! son quaaa! coraggioooo!...”~»E lei dopo un pezzo 1592 17| avessi in canna: ”Son quaaa! coraggiooooo!...”~»E via e via e via: 1593 4 | cenere del sigaro, e seguitò coraggiosamente:~[52] — Deve fare effetto 1594 21| grillo terrestre, dalla corazza tenebrosa e dalla duplice 1595 3 | intemperie. Contro queste poi è corazzato. Lo vedete, sotto un sole 1596 20| corbellatura.~— Ma noi non ci corbellano! Io, invece, corbellerò 1597 20| Craaaa... ti danno anche la corbellatura.~— Ma noi non ci corbellano! 1598 20| corbellano! Io, invece, corbellerò loro; e vi garantisco che 1599 5 | a dispetto di tutti! Un corbellino in spalla, una pala nel 1600 21| peregrino; ma c’era tanta cordialità in quel complimento, così 1601 9 | come lui, tenevano tesi i cordoni dorati del padiglione, perché 1602 9 | dormente, una cantilena a due cori, uno vicino vicino, uno 1603 15| di becco, le gazze o le cornacchie che avessero osato, con 1604 16| un assiolo bianco, dalle cornettine dispettose, s’insediava 1605 17| col suo cranio aguzzo e cornuto, dalle grandi orbite vuote, 1606 1 | sopracciglia di peli veri, la corona di spine acute sul capo 1607 9 | alzava denso di querce e coronato di pini, come un buon gigante 1608 16| e senza suoni, e la neve coronava le cime, scendeva a capriccio 1609 19| caso, una fusciacca e un corpetto, mentre colla destra calava 1610 13| sforzarsi di sollevare i corpi snelli e neri del lenzuolo 1611 7 | terminando d’esprimere, e correggendo il suo pensiero: — Meno 1612 10| attorcigliavano ai gambali; correvo, incespicavo, chiamando 1613 22| Correzioni al testo~ ~Sono stati eliminati 1614 14| la luna, come traverso a’ corridori e agl’intercolonni d’un 1615 16| senza che lui lo capisse, corrispondeva così bene alla desolazione 1616 21| leale e vigorosa, ch’io vi corrisposi con espansione.~Dopo di 1617 10| di lamiera grigia, tutta corrosa e arroggita dalla salsedine?~ 1618 21| mantide; e una blatta, dal corsaletto dorato a fuoco, specchiarsi, 1619 12| si mosse, con una rapida corsettina da vecchia arzilla; ma il 1620 6 | si tratta di feriti. Alle corte, sentite, l’avete mai sentito 1621 18| lungo gli alberi sotto le cortecce madide, stillava in lacrime 1622 7 | contro i ferri, ci fece, cortesemente, cenno d’avanzare e, socchiuso 1623 10| rispondere una sillaba alle mie cortesi domande, dette con la briglia 1624 17| cenere, come fossero le cortine della notte.~Finalmente 1625 6 | capra, alti fin sopra le cosce.~— Ma chi lo vuole il dottore?~—  1626 10| gran barba svolazzante, coi cosciali di pelle di capra, inchiodato 1627 1 | ogni tanto apparivano dei cosi biancastri, che parean fantasmi; 1628 14| fabbricato, e di tutta la costa ripida che lo sopportava, 1629 19| pensiero, ma oggi che la roba costava un occhio del capo, cominciavano 1630 1 | metallo, ed era schifosamente costellato di quei molluschi. Tutta 1631 21| tre occhi maggiori della costellazione del Cigno; e sentii che 1632 16| difendermi... Questo quercione costerà duecento lire, capisci?... 1633 1 | finalmente, con accento costernato — quella, per nostra disgrazia, 1634 6 | d’erbe, di tronchi, che costituisce la vera macchia, l’asilo 1635 1 | Per Foffo quella cagna costituiva una specie di essere sacro.~—  1636 4 | gli arrivi e le partenze costituivano il lecito ed economico divertimento 1637 6 | tempo da perdere. È una costituzione eccezionale, bisogna assolutamente 1638 | Costoro 1639 15| incanutire, come altra volta fu costretta ad assalire il cerbiatto 1640 13| stenti ed affamati, erano costretti, se volevano bere, a interrompere 1641 12| asfissiato nei lazzaretti, costretto a rimpatriare, a ritornare 1642 2 | quale avrebbe finito per costringerlo a inginocchiarsi nella mota, 1643 1 | dominò i miei nervi, li costrinse a una reazione quasi selvaggia.~ 1644 12| tutta la pievania, antica, costruita di solido alberese chiantigiano 1645 | costui 1646 | coteste 1647 | cotesti 1648 6 | in aperta campagna, del cotone idrofilo, e annunziò solennemente:~—  1649 11| ridesse, nella faccia storta, cotta dal sole, a qualche ricordo 1650 8 | ci ha fatto la grazia... Cotte poco o di molto, signorino, 1651 18| avanzi di brodo e d’ortaggi cotti. —~Il Rosso mandò un lampo 1652 15| infinita coltre di neve, covando i germi delle messi sotto 1653 18| salvo lui, il diletto della covata, buttandoselo sul collo, 1654 5 | ricordate di quando si rubava le covate ai merli, giù per il borro 1655 1 | rinforzando. Certo l’uragano, covato dalle nuvole durante tutto 1656 15| leprotti non uscivano più dai covi; le starne rimanevano nascoste 1657 21| rincantucciando tutte le fiere ne’ covili, e tutti gli uccelli nel 1658 13| che l’hanno disturbata nel covo e i suoi leprotti, se non 1659 15| della femmina, che sopra vi covò i suoi tre formidabili nati; 1660 7 | nostre idee cominciavano a cozzare fra loro, pure essendo concordi 1661 8 | immensità infinita — craaa... cra, criii... cri...; — e il 1662 8 | nella immensità infinita — craaa... cra, criii... cri...; —  1663 2 | rosee, cacciate dietro i crani appuntiti, il gesto desolato 1664 19| aombrati.~Dal collo, invece di cravatta (perché la camicia non esisteva) 1665 1 | essere il tinello, con due credenze, scolpite in legno a ippogrifi 1666 5 | coscienza tranquilla... Perché, credetemelo, sor Cecchino, — ve lo giuro 1667 9 | sorpresi, confusi... Non credevano ai propri occhi; la padrona, 1668 16| allattato da lei... — e: — Credi che sia morta, o pure mi 1669 9 | giusti’ e che noi invece crediamo stelle.~~ [118]~ 1670 20| solennissimo filosofo! I corvi, credilo a me, non sono bestie;... 1671 5 | cenci — ora di fame non si crepa più!»~Tastò in fondo a una 1672 21| elegantissima, pian piano; e da un crepaccio sbucare un grillo terrestre, 1673 5 | dentro? perché mi toccherà crepar di fame, come una bestia 1674 6 | giorno che passava, gli cresceva l’apprensione, al pensiero 1675 8 | la Rosina, gua’! com’è cresciuta, eh? guardate che polsi, 1676 7 | ciuffo sul cranio che pare la cresta del cimiero [91] d’Achille! 1677 3 | aver caricato la pipa di creta, con le stesse parole: « 1678 8 | infinita — craaa... cra, criii... cri...; — e il corno 1679 15| delle montagne e per i loro crinali commossi, fitti velari d’ 1680 1 | porta, l’onda dei lucidi crini disfatti, l’occhio sbarrato, 1681 14| silenzio delle montagne crinite, che vigilavano intorno 1682 21| monaci cantare dentro la cripta bassa, mentre il sole fiammeggiava 1683 1 | miglia; l’aria, umida, ora, e cristallina, svelava le meno me particolarità 1684 21| abituati a [245] campare da cristiani avevo sentito battezzare 1685 7 | articoli di tutti questi critici, che il Governo dovrebbe 1686 19| E il Dodolo, brutto, crivellato dal vaiolo, come un vaglio, 1687 16| sempre gremito dalle nere croci dei falchi, che vi svolazzavano; 1688 9 | seta della gran bandiera crociata; poi veniva il portatore 1689 16| dispettose, s’insediava sui rami crociati, nel mezzo al frascame impenetrabile, 1690 20| il suo dovere, e lui la crocifiggeva sull’uscio dello sgabuzzino 1691 7 | cristiano, che sta bene sulle Crocifissioni di Luca della Robbia, ma 1692 16| un gemito e uno schianto, crollando armoniosamente il fogliame, 1693 11| sigillata. Poi dette una crollata di spalle ed andò a suonare 1694 19| soffii del vento serale, si crollava agitando le braccia e girando 1695 14| e la casa, ecco, un crollo come la notte, ve ne ricordate? 1696 7 | sportellina piena di carne cruda e per tutto il tempo che 1697 19| di scherno dallo spirito crudele del popolino), si chinò 1698 14| berretta da bambino, che mani crudeli gli avevano stretto intorno 1699 12| mangiando ghiande e marroni crudi... Era morto, anche lui! 1700 17| a smuovere quel liquido cruento, a tuffarci la mano, che 1701 8 | stalla; mettigli un po’ di crusca davanti e non gli dar bere... 1702 1 | diceva lui; mi caricò il ‘cruscotto’ di biada; mi consegnò un 1703 17| bizzeffe; l’autunno poi... una cuccagna vera! Io stavo come un papa; 1704 12| il prete, rimanendo col cucchiaio alzato verso la bocca, senza 1705 4 | Gina.~Allorché l’orologio a cuccù del salotto suonò la mezzanotte, 1706 11| sia pure in ultimo grado, cugini.~Martino si dichiarò persuaso 1707 8 | montagna m’accompagnava e mi cullava in quella mia ascesa verso 1708 21| lo meno ornato di qualche cultura, raccolto nella quiete alta 1709 16| fare svelti a piantare i cunei.~Si aiutarono coll’asce, 1710 21| nel dire questo, quasi gli cuocesse quel doversi proclamar capace 1711 9 | lucente, i gambali alti di cuoio nero, lo schioppo armacollo 1712 15| cervo sbucò da un sentiero, cuoprì col gran corpo il piccino, 1713 7 | chioccia con l’ali spalancate, cuopriva i pulcini d’oro che facevano 1714 12| pratico e, in fondo, un cuor d’oro, capì, e subito lo 1715 4 | gomito al sor Oreste; tutti i cuori battevano col medesimo ritmo.~—  1716 6 | lontanissima, una linea diritta e cupa, che pareva limitar l’orizzonte: 1717 10| sosta del vento, rispondeva cupamente la sorda romba del mare.~[ 1718 18| abituri sparsi emergevano cupi in mezzo alla neve turchina 1719 13| uguale, elastico, senza curarsi dell’orme che lasciavano 1720 22| gli accenti aggiunti dal curatore a scopi didattici: détte > 1721 12| suoni inarticolati; poi, curvandosi quasi alle orecchie dell’ 1722 13| farfalle stanche, parevano curvarsi, rannicchiarsi su se stesse, 1723 9 | con le chiome argentee le curve sinuose del fiume; di faccia, 1724 5 | faceva una grinza; Giannaccio curvò la testa, aggomitolandosi 1725 4 | pericolosissimo! Insomma, ora l’ho in custodia io; e, non dubitate, lo 1726 9 | il legnaiuolo, passandole daccanto, l’ebbe a scrollare per 1727 17| rispondeva a quel modo.~»E io daccapo, con quanta n’avessi in 1728 12| acquistarli.~Ormai però il dado era tratto, e Don Luigi 1729 7 | insincero... Pareva una dama intellettuale nell’atto 1730 6 | stupendo fucile da caccia damaschinato, che egli vendette immediatamente, 1731 1 | poltrone a braccioli, col damasco sbrindellato; nel soffitto, 1732 1 | loro contro; e la vedremo! Dammi una candela...~— O se le 1733 19| convertire la sudicia mercé in danaro.~Quando ritornava, a notte 1734 17| argine, urlando come una dannata; capii subito che quella 1735 20| canne, e poi: Craaaa... ti danno anche la corbellatura.~—  1736 15| cielo sacro contemplato da Dante.~Il racconto, saporito di 1737 16| a ricongiungersi,... una danza di spettri infernali!~Gli 1738 1 | era avviato al tramonto, dardeggiando, di mezzo a enormi gruppi 1739 9 | sempre più sfacciato e dardeggiante, e un fiocco d’incenso, 1740 16| fugate tutte le nebbie, dardeggiava feroce sulla campagna squillante 1741 8 | rovescio della mano; poi, senza darmi il tempo di finire un gesto 1742 18| avere il tempo di tornare a darti il cambio?~— No. La muta 1743 8 | ci avesse a inciampare... datelo a me... attacchiamolo al 1744 10| quel minuto!... Venite, datemi il fucile, se no la staggionata 1745 13| a meno di schizzare sul davanzale e di guardare dentro dai 1746 8 | abbassavo la mano, gli davo il ‘via!’ e lui, di galoppo 1747 6 | E per chi, e dove ve lo debbo rimandare?~— Oh, non importa 1748 7 | perché io affermo che non si debbono mutare i simboli dell’eroismo, 1749 5 | finito... ho pagato il mio debito... ho diritto di mangiare.,. 1750 21| erranti.~»In quel punto la debolissima luce della luna al suo primo 1751 17| intorno, imbarazzato, senza decidermi a nulla. Il padule era basso, 1752 18| nascosta sotto le frasche, e decisi di andare dall’uomo.~— Ti 1753 4 | provava con la chiave in mano, declamando davanti all’uscio di casa: « 1754 9 | stenti.~In basso i campi declinavano in un dolce pallore, nascondendo 1755 8 | diressi, scendendo il lieve declivio erboso che ricorreva sotto 1756 7 | vorrebbero sostituire alle decorazioni delle bandiere e dei vessilli? 1757 1 | doviziosa criniera, orgoglio e decoro del quadrupede, strascicate 1758 11| notaro, avviato verso la decrepitezza, perché le visite di Martino 1759 7 | che un travestimento del decrepito, il mondo un vaglio dove 1760 18| animali a cui un ingiusto decreto della natura concedeva l’ 1761 6 | con la destra in mezzo al dedalo spaventoso di quella selva 1762 20| fermammo in riva al canale, che defluiva lento ai nostri piedi; i 1763 11| paesano tornato di fuori. Si degnasse d’accettare.~Martino alzò 1764 11| con un piccolo gesto di degnazione, acconsentì.~Fu un urlo. 1765 18| che sapevano afferrare con delicatezza e galoppando con una velocità 1766 15| adocchiò un cerbiatto, un delicato cerbiatto con la bocca odorosa 1767 6 | piena macchia; ha la febbre, delira... capirete...~— Ma dove 1768 1 | avete vista? — urlava Foffo, delirante di gioia — l’avete vista 1769 16| curvi dei salici come nel delirio d’una raffica; un vento 1770 16| parlava sommesso di certo delitto che vi sarebbe accaduto, 1771 3 | conigliolo doveva essere una delizia... Il cacio no, lo so da 1772 4 | persone solamente, lasciando delusi gli spettatori, per i quali 1773 6 | fosse flagellata da mille demoni.~[82] Il povero dottore, 1774 11| in gioventù, che ormai i denari non li poteva neppure sentir 1775 20| ingordigia di qualche cosa — denaro, potere, notorietà — si 1776 15| parvero ferire i vapori densi e mutevoli, nei quali il 1777 13| nascosto da tassi e da cicute densissime, non arrivava fin .~D’ 1778 9 | Poggio di Piazza s’alzava denso di querce e coronato di 1779 21| le corde, con una zampa dentata, mentre le antere oscillavano 1780 12| maiali selvatici, quelli col dente scoperto come il cignale, 1781 6 | subito i cadaveri, e: “Laus Deo!” esclamò dal profondo dell’ 1782 3 | lapisse in un foglio unto, lo depose con noncuranza sulla tavola, 1783 21| intorpidito dal banchetto basso, e deposi, per isgranchirmi le gambe, 1784 11| notari si va a far tutti... a depositare il mio piccolo testamento. 1785 11| grandi segreti di cui era depositario.~Infatti lui negli scaffali 1786 11| accumulando sui misteriosi depositi di Martino, di frutti dei 1787 15| fatica da terra, feriti, poi deposti ancora al suolo, fatti oggetto 1788 13| leprone scattò sulle due suste deretane e si perse nel folto.~—  1789 6 | affrettò a restituire tutto al derubato (bestia, barroccino e, sopra 1790 15| incommensurabile raggiunta, descritto nello spazio un enorme arco 1791 18| lotta e la mia morte, per descriverla poi, a loro..,~— Ma non 1792 1 | bernesca memoria, perché io desiderassi di fare anche la conoscenza 1793 20| precipita dal cielo dei suoi desideri pazzeschi, e finisce per 1794 13| hanno mandato a male tanti desinari, gli uomini... e, stanotte, 1795 1 | ormai!~Ristemmo, silenziosi, desolati, intorno alla povera bestia, 1796 16| corrispondeva così bene alla desolazione della sua anima distrutta, 1797 21| ai contadini, perché mi dessero asilo in qualche fienile... 1798 21| dalla profonda commozione destata in me dal maraviglioso racconto 1799 21| chiostro, dove la salmodia destava strani echi, ripresi la 1800 15| pericolo agli altri animali mal desti.~Il trascurabile rettile 1801 14| i tronchi del castagno destinati a trasformarsi in carbone; 1802 6 | domandando a se stesso se era desto o sognava!~Ma la spiegazione 1803 18| distrarsi, contando, né a determinare con esattezza uno spazio 1804 20| le bestie, ma Ruggero le detestava, o, per essere più esatti, 1805 11| fecero murare una lapide, dettata dal signor Proposto, allo 1806 22| curatore a scopi didattici: détte > dette; medícei > medicei; 1807 8 | a ragionare con voi, lo devo a questa creatura... ma 1808 10| formicolando delle strane bestie diaboliche; e il vento rinforzava, 1809 20| azzurro intenso in un color diafano d’opale, quando il mio strano 1810 22| la lineetta che chiude un dialogo.~ ~p. 32 un cane legato 1811 3 | oltre Pescia, dalla parte diametralmente opposta al gloriosissimo 1812 1 | ira.~Intanto, a tutto quel diavoleto, sui portici dei casolari 1813 12| schegge, quei pallini, quei diavoli che ci mettete dentro voialtri 1814 21| irrequieto di chi è abituato a dibattersi nel frastuono civile.~Come 1815 1 | sicché, nel sentire il dibattito fra me e il fattore, che 1816 13| gennaio e noi siamo sempre a dicembre! Eppure non si può mica 1817 20| Ma ora vedrete. E voi dicevate che eran persone! —~Immediatamente 1818 1 | per le spacconate, e gli dichiarai sul muso:~— Sta bene; andrò 1819 11| grado, cugini.~Martino si dichiarò persuaso e, bevuto il caffè, 1820 1 | più di tutti!~— Sicché tu dici...~[13] — Io dico che stanotte 1821 21| entrambi.~Era lui! il boscaiolo diciottenne, seminudo, arso dal sole, 1822 22| aggiunti dal curatore a scopi didattici: détte > dette; medícei > 1823 3 | parlottando.~Il giovanotto diede un’occhiata alla cifra, 1824 1 | faccia; spezzai un sigaro, ne diedi mezzo al compagno, e, dopo 1825 6 | compresse, fasciò, ordinò una dieta: qualche uovo a bere, un 1826 | Difatti 1827 7 | della gallina, la quale difende così valorosamente il suo 1828 5 | caso, dormendo nei fienili, difendendosi dai cani da pagliaio, a 1829 17| terza anche per te?”~»Io mi difendo; quello m’accusa; e si viene 1830 19| volettino verso la pianta difesa da quello strano uomo il 1831 18| eran fratelli! Ma quale differenza! Il nuovo venuto era grasso, 1832 6 | forma così una banda, che difficilmente, da Tiburzi in poi, superò 1833 13| scomparvero. Velato, velato, si diffondeva sulla campagna ovattata 1834 21| ad accennarmi la bellezza diffusa d’ogni contorno; e il sole 1835 9 | campanilluccio smantellato; si diffuse rapida sulla campagna assopita, 1836 12| degli altri cani che si difilavano sulla pesta, e prima gli 1837 10| altro; quindi una bufala si difilò, con la coda ritta, la testa 1838 1 | arrabbiato.~Fu come sollevare una diga: la cagna, latrando ferocemente, 1839 18| da quanti giorni avesse digerito il magro agnello perduto 1840 8 | discorro... ecco, Cencio; diglielo te: è un miracolo che io 1841 15| pesante; e i grandi alberi, digradanti in fila lungo il confine 1842 10| vacche nere, che poltrivano digrumando fra le stoppie gialle bruciate 1843 1 | chiarore d’un lampo, che dilagò nella camera di fra le stecche 1844 18| rabbiosi della fame che gli dilaniava le viscere e, a testa bassa, 1845 1 | tutta la casa abbandonata, e dileguava in un gemito; nel tempo 1846 16| non fosse sotto la quercia diletta.~A furia di chieder protezione 1847 1 | complicato e speciale, alla sua dilettissima Diana, quando io e il fattore 1848 18| metteva in salvo lui, il diletto della covata, buttandoselo 1849 11| un vecchio cavallo del diligenziaio, al quale cavallo le legnate 1850 12| accordo con me, di coteste dimande non me ne dovete far mai!~—  1851 4 | vetri.~[51] Il sor Oreste si dimenò sul panchetto, tossì, si 1852 21| maggio (certe date non si dimenticano) che io, svegliandomi all’ 1853 8 | indipendenza sconfinata, la dimenticanza assoluta, la suprema di 1854 14| condanna, troppo presto dimenticata, fosse discesa sugl’incoscienti 1855 13| sospirò Granfialunga — dimenticavo che i leprotti nascono di 1856 2 | in un con la pioggia, che diminuiva di fuori; già non si udiva 1857 14| fianco del monte, come una dimora abbandonata, sotto il lume 1858 7 | linea è giusta, ci manca la dinamica, ma quella me la darà il 1859 18| cane, gli si accostò, lo dinanzò, lo prese improvvisamente 1860 20| ardente.~Si andava, adagio, dinoccolati, con le pipe in bocca, per 1861 16| nessuno.~In paese e nei dintorni la torre era temuta: si 1862 2 | senza posa, dal cielo, si dipanavano davanti alla sua povera 1863 7 | un meritato riposo, e lui dipingeva, con la sua maniera larga 1864 7 | l’infinitamente forte... dipingi questo soggetto e mandalo 1865 7 | grande linea eroica, la dipingo e la mando al ‘Salon’.~—  1866 1 | senza aver coraggio di dirci, l’un coll’altro, una sola 1867 11| rispose Martino — che cosa diresti se ti confessassi che quando 1868 18| cambio?~— No. La muta è diretta da chi sa bene il fatto 1869 4 | perché, proprio dalla Russia, direttamente, non vengo; ho fatto un 1870 13| bruciavano come zolfini accesi, diretti risolutamente all’abitato.~ 1871 5 | l’appunto dal chiostro, diretto in sagrestia, a pararsi, 1872 21| ciuffo di lavanda, come un direttore d’orchestra sul suo scanno; 1873 17| subito un cignale! È come dirla! Fatto sta ed è che vollero 1874 8 | tirulo trio, ecco la torre diroccata, ecco la palina verde, il 1875 5 | quercia tagliato male e dirozzato appena; mentre il corpo 1876 10| tanto, a mugghiare.~Si fermò diruminando; volse la testa lanosa a 1877 14| del bosco, affacciarsi dai dirupi, dileguare nell’incommensurabile 1878 14| dove questo, venendo dal dirupo sottostante, ripiglia al 1879 18| chiacchierando nei ruscelli e disammantava i clivi che scuoprivano 1880 1 | i mattoni; la bava, che discende, delle labbra flosce, grumate 1881 12| quale si vedevano lente discendere certe grosse gocce d’argento, 1882 10| diecina di minuti senza discerner bene la direzione, cogli 1883 7 | dove i chicchi sani non si discernono da quelli bacati altro che 1884 15| sapesse che avevano fame; eran discese, spinte dalla disperazione, 1885 14| per avvertire che sarei disceso.~— Pigliate il fucile! —  1886 14| scarpe; delle contadine discinte, col collo e le braccia 1887 6 | composta di parecchi uomini e disciplinata come un piccolo esercito, 1888 18| aveva abbacinato, ché il disco giallo di una enorme luna 1889 17| di passare non c’era da discorrerne; m’inginocchiai sull’argine 1890 8 | e state a sentir me che discorro... ecco, Cencio; diglielo 1891 11| col levarselo. In paese ne discorsero un mese.~Il notaro, che 1892 7 | proposi per troncare la discussione.~— Andiamo pure. —~Il fattore, 1893 7 | fattore, mi permette di disegnarla?~— Si figuri! Venga quando 1894 1 | alti, una volta tagliati a disegno; dietro, Foffo si affaticava 1895 7 | tutto il tempo che Aristide disegnò (perché aveva ricominciato 1896 6 | evaso dal carcere, qualche disertore, qualche omicida per vendetta 1897 2 | fra le nebbie cineree, che disfacevano in brandelli gli estremi 1898 17| anche lei. Io me ne volevo disfare, però la Ghita ci s’era 1899 16| per timore dei fulmini, a disfarsi lentamente, e, , in quella 1900 2 | cosa sudicia e palpitante, disfatta, sul fondo di legno coperto 1901 1 | l’onda dei lucidi crini disfatti, l’occhio sbarrato, i quattro 1902 12| più magro, più misero, più disfatto: — Perché nasconderlo, —  1903 19| strapanato e bizzarro da disgradarne il principe degli straccioni.~ 1904 12| che mi domandano asilo... Disgraziatamente s’è rifocillato in fretta, 1905 12| non chiedo mai le carte ai disgraziati che mi domandano asilo... 1906 14| corsa, d’una fuga pazza, disordinata.~Ed ecco venirci incontro 1907 1 | dubbio a causa dei palpiti disordinati del cuore, la milionesima ‘ 1908 7 | all’aggressore che beccò, disorientandolo.~Poi ricadde ad ali spiegate 1909 20| raggio: a una cert’altezza, disorientato, in preda a uno spavento 1910 16| sinistro, qualche foglia dispersa.~L’alba, sorgendo squallida 1911 10| quelle fiammelle sinistre si dispersero come dissolte in nulla dal 1912 3 | nuora, giovine rubiconda e dispettosa, mentre il ‘Poverino’ stava 1913 6 | ottimo sanitario si rivoltò dispettosamente nel letto, pensando con 1914 16| bianco, dalle cornettine dispettose, s’insediava sui rami crociati, 1915 8 | sua non mi dette mai un dispiacere: era tant’alta da terra, 1916 7 | tutti i mezzi di cui potevo disporre.~Si era da due settimane 1917 6 | rimarrete contento... Siete disposto a non aver visto nulla, 1918 18| insegnando ai lupatti il disprezzo della società civile come 1919 14| carbone; cumuli di terra disseminati un po’ da per tutto, nelle 1920 2 | rispondeva; ma i denti non si disserrarono, ma le labbra livide non 1921 7 | simbolo dell’eroismo si disseta col sangue. —~Non parlai 1922 15| assalire il cerbiatto per dissetarsi, e come le belve ne trassero 1923 7 | consuetudine fra i nostri dissimili, conoscevamo a puntino i 1924 5 | perché qui ormai è inutile dissimularcelo, qui non siamo più sicuri 1925 21| raccontato, la mia mente dissipasse tutte le nebbie.~— Proprio 1926 10| sinistre si dispersero come dissolte in nulla dal vento, mentre 1927 9 | Contessa non s’era potuta distaccare.~Come fu scuro, la Nena, 1928 1 | particolarità dei panorami più distanti. E noi si saliva, in silenzio, 1929 1 | badava proprio; i nervi si distendevano, dopo l’ansia di prima; 1930 16| venti braccia lentarono e distesero i muscoli di bronzo nel 1931 14| silenzio, che permetteva di distinguere il respiro ampio, un po’ 1932 5 | dentro; e, adagio, adagio, distinse il vecchio ministro, grasso, 1933 17| cielo diventava turchino; distinsi bene l’acqua gialla abbassata, 1934 11| inaugurata, su nei ‘posti distinti’ del piccolo cimitero del 1935 18| Ma non riuscì neanche a distrarsi, contando, né a determinare 1936 16| desolazione della sua anima distrutta, si fece un nido selvaggio, 1937 16| campi, mangiando gl’insetti distruttori delle piante; poi un vento 1938 13| ora vuol dire che l’hanno disturbata nel covo e i suoi leprotti, 1939 6 | per qualcuno dei soliti disturbi provocati dalle febbri o 1940 14| vigilavano intorno altissime, disuguali, impenetrabili, buie.~Alle 1941 6 | chi lo vuole il dottore?~— Ditegli di venir giù, e lo saprà.~—  1942 14| la faccia! Cos’è questa!? Ditelo voi, signor priore: è stregoneria 1943 10| pur nella luce tuttora diurna...~Rimasi fisso, come smemorato, 1944 13| oltre il vetro.~Allora divennero frenetici.~Dai ringhi, passarono 1945 16| veniva l’autunno, e le canne, diventate tutte verdi, cominciavano 1946 2 | tacessero.~Ma i monelli, diventati come pazzi dalla gioia a 1947 1 | sempre additando la cagna, divenuta bolsa e tutta spelacchiata:~—  1948 10| e le gambe pesarmi come divenute troppo grosse, per il coio 1949 4 | sedere.~Il sor Oreste era divenuto un fiume d’eloquenza. Si 1950 16| del fiume conosceva, così diversa a seconda dei tempi.~Nelle 1951 13| Natale.~I cacciatori da diversi giorni non battevano più 1952 6 | Il brigante maremmano non diversifica poi molto da tutti i suoi 1953 14| pure passando da un punto diverso, poteva aver avuta negli 1954 20| 232] con quattro chiodi, divertendosi a vederle stralunare gli 1955 19| del campo.~Padron Gosto si divertì fino a buio a godersi l’ 1956 4 | costituivano il lecito ed economico divertimento della giornata: un frate, 1957 11| quella volta pareva ci si divertisse. Non rispondeva a nessuno, 1958 19| nessuno, da Grillino s’erano divertiti in quel modo.~Ma il mutare 1959 13| canili, poi, noi due ci dividiamo il compito. Tu terrai a 1960 21| vivere, ringraziavano la Divina Potenza della sua infinita 1961 3 | tempi ne’ quali l’Italia era divisa come uno scacchiere; e anche, 1962 8 | aspre sopra un unico tema diviso in due tempi, uno lungo, 1963 6 | e peloso — di quelli che divoran le miglia come il vento, —  1964 15| eriche e di giunchi, quasi divorasse dei serpenti vivi? Tanto, 1965 15| si provava al volo, s’era divorati gl’intestini della vittima, 1966 18| della montagna; che aveva divorato anche gli ossi, poi i brani 1967 3 | mentre i due barrocciai divoravano il pane e il prosciutto, 1968 7 | si buttò con furore, la divorò sbattendo l’ala stroncata 1969 21| Noi, se non m’inganno, dobbiamo avere la medesima età...~—  1970 19| Il Dòdolo~ ~ ~— Dodolo, come vanno 1971 16| parve un’espressione di doglianza. Michele ascoltava, appoggiato 1972 21| tutto l’essere nostro è una dolcezza uguale a quella che provano 1973 4 | apposta. Certe scene di dolci intimità familiari si somigliano 1974 16| piovessero sul grugno le ghiande dolciastre.~Michele arrivava, e, attaccata 1975 15| tanto, il sapore caldo e dolciastro di sangue nel becco inaridito.~ 1976 7 | mortificato e in silenzio, dolente di avergli dato un dolore.~ 1977 5 | stomaco e glielo faceva dolere, traboccava dagli occhi 1978 18| un lupo.~Tal vista serrò dolorosamente il cuore del Rosso, che, 1979 12| ricordi! Betta mia, quanti dolorosi e uno più doloroso di tutti,... 1980 6 | redini, e partì, di carriera, domandando a se stesso se era desto 1981 12| carte ai disgraziati che mi domandano asilo... Disgraziatamente 1982 14| l’erbe?~— Ma non glielo domandaste voi?~— Mi seppe rispondere 1983 5 | grazia...~— La grazia? Ma io domando se c’è senso comune a far 1984 5 | affollata, nella mattina domenicale, di contadini, di fattori, 1985 4 | Voi, — gridò Oreste, dominando il tumulto con la sua voce 1986 3 | ripigliano il loro passo, come dominati da un’unica preoccupazione: 1987 9 | Una sola idea fissa la dominava: «Torna! Egli torna...» 1988 12| preghiera: «In manus tuas, Domine…»~La Betta, ora, guardava, 1989 1 | più forte dell’istinto, dominò i miei nervi, li costrinse 1990 10| sollevarono, scuotendo polvere, e, dondolandosi con mosse lente, si avanzarono 1991 19| scarpe rotte da vendere... donnee!... —~E il Dodolo, brutto, 1992 15| con un pettegolezzo da donnicciuole ciarlere, d’interrompere 1993 11| vorrete star solo!~— Una donnuccia vi ci vorrà!~L’unico occhio 1994 11| paglia avevano conferito il dono della longevità.~Chiudeva 1995 4 | un indefinibile tono di doppi sensi nascosti — dopo... 1996 3 | polvere rossa de’ mattoni; le doppie sonagliere, le tirelle incerate 1997 10| voltarsi e scaricare la doppietta.~È un tentativo; delle volte 1998 7 | ali spiegate sulla peluria dorata che palpitava sotto di lei.~ 1999 18| vecchia, son catene anche dorate e non v’ha ricchezza che 2000 9 | tenevano tesi i cordoni dorati del padiglione, perché non 2001 21| una blatta, dal corsaletto dorato a fuoco, specchiarsi, da 2002 20| bene. —~Il sole di maggio dorava appena le cime dei pioppi, 2003 1 | a vedere; se no, non si dorme davvero.~[20] — A vedere? —  2004 5 | perché, rimettendosi al caso, dormendo nei fienili, difendendosi


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